La NASA rimanda la missione Crew-1 alla prossima metà di novembre

Crew-1 team
Da sinistra la specialista di missione Shannon Walker, il pilota Victor Glover, il comandante Michael Hopkins e lo specialista Soichi Noguchi. Credit: NASA

Lo scorso 10 ottobre la NASA ha annunciato che il lancio della prima missione operativa di Crew Dragon, inizialmente prevista per il 31 ottobre, non avverrà prima della metà del prossimo novembre. 

Il rinvio si è reso necessario a seguito di un comportamento anomalo che si è verificato a soli 2 secondi dal decollo della missione GPS III SV04 il 2 ottobre scorso. Il satellite della costellazione GPS avrebbe dovuto essere immesso in orbita da un razzo Falcon 9 per conto della Space Force, ma come dichiarato su Twitter dal CEO Elon Musk, un imprevisto aumento di pressione nel generatore di gas della turbopompa del primo stadio ha innescato la procedura di interruzione del lancio. La posticipazione permetterà a SpaceX di completare test supplementari sui componenti che hanno mostrato un comportamento al di fuori dei parametri nominali e di revisionare la telemetria dei dati acquisiti dal primo stadio.

L’equipaggio della missione Crew-1, composto dagli astronauti NASA Michael Hopkins, Victor Glover, Shannon Walker e dallo specialista di missione Soichi Noguchi dell’agenzia spaziale giapponese JAXA, volerà infatti a bordo di un Falcon 9 “nuovo” esattamente come il vettore della missione GPS III SV04. La performance non standard della turbomacchina del primo stadio ha quindi innescato una procedura di revisione delle sue possibili cause al fine di comprenderle con esattezza, prima di lanciare in sicurezza una missione con astronauti a bordo.

L’equipaggio della missione Crew-1 durante una fase di addestramento presso il quartier generale di SpaceX ad Hawthorne in California. Credit: NASA

Kathy Lueders, amministratore associato dello Human Exploration and Operations Mission Directorate della NASA ha inoltre dichiarato: «abbiamo un ottimo rapporto con il nostro partner SpaceX: l’elevata cadenza delle missioni che SpaceX esegue ci permette di avere un quadro davvero incredibile di questo sistema e ci aiuta a prendere decisioni consapevoli sullo stato delle nostre missioni. I gruppi di lavoro stanno lavorando e studiando attivamente i motori del primo stadio e contiamo di essere molto più consapevoli della situazione entro la prossima settimana».

SpaceX ha già eseguito con successo una prima missione di test lo scorso 30 maggio quando per la prima volta la capsula Crew Dragon “Endeavour” ha portato in orbita due astronauti, Douglas Hurley e Robert Behnken. La missione, denominata Demo-2, aveva come scopo primario quello di testare e validare il comportamento dei vari sottosistemi della nuova navicella per il trasporto umano dell’azienda aerospaziale di Hawthorne, fra cui il corretto svolgimento delle fasi di lancio, aggancio all’ISS e rientro a Terra. Recentemente sono stati inoltre riprogettati alcuni elementi della capsula che hanno mostrato un comportamento differente da quanto previsto. In particolar modo sono stati sottoposti a revisione e a modifica una piccola area del sistema di protezione termica intorno agli attacchi del compartimento non pressurizzato esterno, il sistema di ventilazione della parte frontale della capsula Dragon e il sistema di misurazione della pressione barometrica utilizzato per il rilascio del paracadute durante il rientro a terra.

Gli astronauti Douglas Hurley (in primo piano) e Robert Behnken a bordo della capsula Crew Dragon durante la missione Demo-2. Credit: NASA

La missione Crew-1, la cui capsula è stata ufficialmente denominata “Resilience”, è un passo fondamentale per concretizzare il Commercial Crew Program (CCP) della NASA. Le missioni operative di lunga durata sviluppate attraverso questo programma consentiranno infatti alla NASA di proseguire senza interruzioni la ricerca scientifica e tecnologica che si svolge a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Attraverso il CCP, la NASA coopera con le aziende aerospaziali americane Boeing e SpaceX al fine di progettare, costruire e fornire un servizio di trasporto di equipaggi in orbita bassa terrestre per incrementare il tempo lavoro degli astronauti e fornire maggiori opportunità di ricerca sulla ISS.

Fonte: NASA, Space.com

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