Lanciato e rientrato con successo il veicolo riutilizzabile sperimentale cinese

Immagine di repertorio di un lancio di un razzo Lunga Marcia 2F

Un breve comunicato da parte dell’agenzia di stampa cinese Xinhua ha reso noto lo scorso 4 settembre 2020 del lancio da parte della Cina di un “veicolo spaziale riutilizzabile sperimentale” e dopo appena 2 giorni ne è stato comunicato il rientro a Terra e il successo della missione.

Il lancio è avvenuto approssimativamente alle 09:30 ore italiane dallo Jiuquan Satellite Launch Center nel nord ovest della Cina per mezzo di un razzo vettore Lunga Marcia 2F, al lancio numero 14 dal debutto nel 1999, mentre nulla è noto sull’orario e il luogo dell’atterraggio avvenuto il 6 settembre 2020.

Non si conoscono i dettagli del “veicolo spaziale riutilizzabile sperimentale” lanciato dalla Cina, se non le poche generiche indicazioni contenute nel comunicato iniziale di Xinhua, dove viene indicato che dopo aver effettuato alcune operazioni in orbita, il veicolo sarebbe tornato sulla Terra nel sito di atterraggio previsto sul suolo cinese.

Il volo di questo veicolo, sempre secondo il comunicato dell’agenzia di stampa cinese, è servito per effettuare i test delle tecnologie per la riusabilità per un uso pacifico dello spazio.

Negli scorsi mesi erano state registrate delle modifiche sulla piattaforma dello Jiuquan Satellite Launch Center dedicata al lancio dei razzi Lunga Marcia 2F (piattaforma LC43/921) e tali modifiche erano state associate al possibile lancio da parte della Cina di un prototipo di spazioplano.

Pur non essendoci conferme che il lancio del 4 settembre 2020 avesse come oggetto effettivamente uno spazioplano, è noto come da tempo la Agenzia Spaziale Cinese abbia in progetto di costruire dei veicoli spaziali dotati di ali.

In una precedente comunicazione da parte della stessa agenzia di stampa cinese Xinhua, risalente al 2017, si faceva riferimento al fatto che nel 2020 sarebbe stato effettuato il lancio di uno spazioplano di prova, secondo quanto indicato da Chen Hongbo, dirigente della Compagnia cinese di scienza e tecnologia aerospaziali (nota anche come CASC dall’acronimo inglese per China Aerospace Science and Technology Corporation).

In altra dichiarazione del 2017 riportata dal sito Sina.com, Chen Hongbo aveva illustrato come fosse nei piani della Cina sviluppare sistemi riutilizzabili per trasportare equipaggi e carichi utili in orbita terrestre.

In attesa di eventuali ulteriori informazioni sulla natura del veicolo lanciato dalla Cina, dall’analisi della orbita e dalla possibile traiettoria di rientro si ipotizza che la navicella spaziale abbia toccato terra nei pressi di una base aerea militare cinese nei pressi del sito per i test nucleari di Lop Nor vicina al deserto di Taklamakan nel nord ovest della Cina.

Fonte: Xinhua

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Giuseppe Corleo

Ingegnere meccanico per corso di studi, informatico in ambito bancario per professione, appassionato di tutto ciò che riguarda astronomia, astronautica, meccanica, fisica e matematica. Articolista del sito Astronautinews.it dal 2011.

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