Starlink 9: SpaceX lancia 57 Starlink e 2 BlackSky

La partenza di Starlink-9 - (C) SpaceX via YouTube

Ennesimo successo per la campagna di lanci dei satelliti Starlink di SpaceX, che questa mattina ha inserito nell’orbita prevista altri 57 esemplari della sua costellazione di satelliti per telecomunicazioni Starlink e 2 satelliti per il monitoraggio della Terra BlackSky.

Il Falcon 9 numero seriale B1051 (in precedenza usato per la missione Starlink 6, lo scorso 22 aprile) è partito dalla rampa di lancio 39A del Kennedy Space Center, in Florida, quando in Italia erano le 07:12 del mattino.

Ecco il tweet e il video della diretta di SpaceX.

Ancora una volta è riuscito anche il recupero del primo stadio del Falcon 9, che al suo quinto volo si è poggiato in diretta streaming sulla piattaforma Of Course I Still Love You, in attesa nell’oceano Atlantico.

SpaceX ha anche tentato di recuperare “al volo” le due semiogive, ma la manovra non è riuscita. Nei prossimi giorni, tramite gli account social dell’azienda, scopriremo se quanto meno sono state ripescate dalle acque dell’oceano senza danni.

Un lancio Starlink dedicato ha la capacità di portare in orbita 60 satelliti della costellazione, ma da qualche tempo SpaceX riduce tale numero di due o tre unità per far posto a payload di altri clienti, in modo da incassarne i compensi diminuendo il costo complessivo sostenuto per la missione.

I cinquantasette Starlink lanciati questa notte si distanzieranno lentamente tra loro nel corso dei prossimi giorni, andando a distribuirsi sul piano orbitale e alzando progressivamente la quota di volo fino a raggiungere l’orbita operativa.

Qualche numero di Starlink-9

Quello di oggi è stato il quinto lancio del Falcon 9 seriale B1051, il terzo dalla rampa 39A e il suo quarto atterraggio su piattaforma OCISLY. Nessun primo stadio era stato lanciato così tante volte da quella rampa e nessuno era atterrato quattro volte sulla stessa chiatta.

B1051 stabilisce inoltre due nuovi record di riutilizzo: tre lanci nel giro di 190,6 giorni (battuti i 190,7 giorni di B1059) e soprattutto cinque lanci in 524 giorni contro i 602 giorni di B1048.

Starlink visibili dall’Italia?

Quando le condizioni di orbita e ora del giorno sono favorevoli (naturalmente anche il meteo deve collaborare!) è possibile vedere i satelliti Starlink in cielo anche sopra le città italiane.

In particolare, lo spettacolo offerto dal “trenino” di (quasi) sessanta satelliti che volano in formazione ravvicinatissima, tipico di uno scenario immediatamente successivo al lancio, è spettacolare e facile da individuare.

Per quanto riguarda questo specifico lancio, purtroppo non sarà possibile vedere satelliti sull’Italia subito dopo il lancio, in quanto già giorno.

In generale, è possibile verificare quando i satelliti Starlink (e qualsiasi altro satellite artificiale, compresa la ISS) passano sopra a una specifica località utilizzando vari siti web. In questa puntata di AstronautiCAST Riccardo Rossi spiega (al minuto 01:14:25) come sapere se gli Starlink passano proprio sopra alla vostra testa.

La costellazione dei satelliti Starlink

Gli Starlink sono satelliti per telecomunicazioni dal peso di poco superiore ai 220 chilogrammi, e sono stati progettati per fornire servizi internet ai territori che sorvolano. Con questo lancio la costellazione ha raggiunto 474 unità operative, creando quella che al momento è già la più grande flotta di satelliti in orbita.

Elon Musk, CEO e fondatore di SpaceX, aveva dichiarato che la compagnia avrebbe avuto bisogno di almeno 400 satelliti in orbita per riuscire a fornire una copertura internet minimale, e di 800 per fornire una copertura moderata. La commercializzazione dei servizi dovrebbe essere avviata entro il 2020 in alcune località di Stati Uniti e Canada.

Come funziona Starlink

L’obiettivo del progetto Starlink è la fornitura di un accesso globale a internet ad alta velocità. Con l’attuale tecnologia le aree rurali e remote sono ancora oggi spesso isolate e senza accesso al web. I tradizionali provider di servizi internet via satellite sono in grado di fornire una copertura con i loro satelliti posti in orbita geostazionaria (circa 35.000 chilometri di quota), ma il segnale per giungere a destinazione e tornare al dispositivo di origine deve percorrere una distanza elevata, il che si traduce in collegamenti con velocità di connessione poco performanti. Operando a una quota più bassa, SpaceX spera di riuscire a ridurre questo problema per fornire una copertura veloce e affidabile a un prezzo competitivo.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

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