Problemi (più o meno gravi) per due satelliti in orbita geostazionaria

DirecTV ed Eutelsat, due operatori di trasmissione via satellite, si trovano ad affrontare malfunzionamenti ai loro apparati in orbita geostazionaria. La prima rischia l’esplosione delle batterie del satellite Spaceway-1, la seconda invece una diminuzione di capacità operativa di West 5 B

Per Spaceway-1 rischio di esplosione

DirecTV (una società appartenente al gruppo AT&T) si trova in una concitata fase operativa per poter spostare il suo satellite Spaceway-1 fuori dall’orbita geostazionaria (indicata con l’acronimo GEO e posta a circa 36.000 chilometri di altitudine dalla superficie terrestre) e cercare di renderlo completamente inerte.

Spaceway-1, ormai in funzione da 15 anni, ha infatti riscontrato di un grave malfunzionamento della batteria e la società che ne detiene il possesso teme seriamente la possibilità di un’esplosione.

Si tratta un satellite modello Boeing 702 progettato per durare a pieno regime per 12 anni. Lanciato nel 2005 su un razzo Sea Launch Zenit 3SL e con una massa di ben 6.080 chilogrammi, forniva al principio della sua carriera servizi di trasmissione televisiva diretta ad alta definizione.

Più recentemente, a causa del superamento della sua “garanzia” Spaceway-1 è stato relegato a strumento di appoggio e backup per servizi di trasmissione dati sull’Alaska.

In una dichiarazione del 19 gennaio DirectTV ha notificato che in dicembre, un anomalia inspiegabile ha causato “danni termici significativi e irreversibili” alle batterie di Spaceway-1.

Sia i propietari che i produttori hanno escluso ogni tentativo di recupero concludendo che le batterie sono ad alto rischio e che, se venisse tentata un operazione di ricarica, vi sarebbe un’alta probabilità di esplosione poiché alcune celle fortemente danneggiate non possono essere isolate.

DirecTV ha sospeso il carico dati verso Spaceway-1 e gestisce l’attuale posizionamento del satellite utilizzando l’energia generata direttamente dai suoi pannelli solari.

Il satellite però passerà attraverso il cono d’ombra della Terra alla fine di febbraio e a quel punto, per il mantenere il controllo di assetto del mezzo, l’utilizzo della batteria diventerà inevitabile.

Una rappresentazione dei satelliti presenti in orbita geostazionaria. Fonte Immagine Esa.int

Le regole (non universali) di dismissione dei satelliti

Tipicamente, salvo guasti tecnici, la FCC (Federal Communication Commission degli Stati Uniti D’America) richiede agli operatori satellitari USA autorizzati di esaurire il propellente presente a bordo, prima di spostare i satelliti verso un orbita “cimitero” posta a 300 chilometri oltre quella geostazionaria.

Lo sfiato del carburante è una misura di sicurezza volta a minimizzare pericoli di esplosioni a causa degli elementi chimici presenti nei serbatoi di satelliti inattivi. In passato satelliti simili hanno impiegato da due a tre mesi per scaricare il loro combustibile rimanente.

Espellere il carburante in eccesso (venting in termine tecnico) non è quindi un processo veloce e DirecTV ha dichiarato alla FCC che potrebbe esaurire solo una parte dei circa 73 kg di propellente attualmente rimanenti sul satellite prima avere i pannelli solari eclissati dall’ombra della terra.

Fonti provenienti da osservatori amatoriali dichiarano che al momento non vi è stato ancora nessuna operazione di innalzamento dell’orbita di Spaceway-1, che probabilmente è in attesa di un’autorizzazione ufficiale da parte della FCC a procedere.

Prima del problema alla batteria, DirecTV aveva stimato che Spaceway-1 avesse abbastanza carburante a bordo per rimanere in servizio fino al 2025. La società ha affermato che la sua priorità ora è quella di mettere in sicurezza il satellite prima del 25 febbraio per limitare appunto il rischio di un’esplosione accidentale.

Essendo Spaceway-1 un satellite di backup, nessun servizio principale è stato colpito dal questo sfortunato evento. Tuttavia, la società sta valutando quali altri veicoli spaziali potrebbe ricollocare in questo slot per compensare la perdita della capacità di backup. Il danno economico in questo caso risulta relativamente contenuto.

Ingente perdita economica per Eutelsat

Questa azienda infatti sta affrontato da ottobre dello scorso anno un malfunzionamento a uno dei suoi satelliti presenti sempre in orbita GEO. In questo caso si tratta del satellite Eutelsat 5 West B

Pur non trattandosi di un guasto critico come quello accorso a DirecTV, potrebbe comunque avere un forte impatto sulle revenue a lungo termine.

Lanciato il 10 ottobre 2019, aveva superato tutti i controlli sui sistemi durante il lancio e la prima immissione in orbita, ma il 24 ottobre Eutelsat Communications ha dichiarato che è stato rilevato un malfunzionamento relativo a uno dei pannelli presenti sul satellite, che potrebbe essersi esteso parzialmente o addirittura bloccato in posizione di chiusura.

Il satellite 5 West B è progettato per sostituire il veicolo uscente EUTELSAT 5 West A e per garantire continuità nel servizio si trasmissione di oltre 300 canali TV. Quest’ultimo aveva generato circa 30 milioni di euro di ricavi all’anno (dal 2002, data della entrata in servizio) per Eutelsat, quindi il suo gemello B avrebbe dovuto essere uno dei suoi satelliti di comunicazione più significativi sotto il punto di vista commerciale.

La società ha dichiarato che l’EUTELSAT 5 West B è completamente assicurato nell’eventualità di un malfunzionamento parziale o totale. Il premio assicurativo coprirebbe il costo del satellite e i ricavati presunti per il primo anno di operatività.

Oltre alle capacita di trasmissione dati televisivi, Eutelsat 5 West B trasportava anche diversi carichi utili tra cui un nodo di comunicazione per EGNOS, un sistema a supporto del servizio di copertura per la navigazione satellitare.

Attualmente, Eutelsat ha rivelato che il satellite ha subito una perdita di capacità del 55% circa a causa dei problemi che ha dovuto affrontare, ma che per il resto funziona in maniera nominale. La società conferma che l’entrata in servizio operativo avverrà comunque entro la fine di questo mese e che si dovrebbe rispettare il completo ciclo di vita preventivato.

Ovviamente si tenterà in questo caso, di mitigare nel miglior modo possibile la perdita di capacità operativa ed ammortizzare i disagi.

Fonti: Reinsurancenews; Spacenews.com

Articolo modificato dall’autore: eliminati riferimenti errati al sistema EGNOS

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Raffaele Di Palma

Raffaele collabora con AstronautiNEWS dal giugno 2013. Twitter @RaffaeleDiPalma

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