Presentati i risultati della commissione d’inchiesta per il fallimento del Vega VV15

La partenza della quindicesima missione del vettore Vega. Copyright: Arianespace/ESA

La commissione indipendente d’inchiesta istituita l’11 luglio scorso e presieduta congiuntamente dall’ispettore generale dell’Agenzia Spaziale Europea e dal vice presidente senior, responsabile per la tecnica e la qualità di Arianespace, ha presentato nella giornata del 5 settembre i risultati della propria indagine sul fallimento della quindicesima missione del razzo europeo Vega, dello scorso 10 luglio.

Gli investigatori non sono completamente certi di ciò che ha causato la perdita del vettore 130 secondi e 850 millisecondi dopo il liftoff e poco dopo l’accensione del propulsore del secondo stadio. Tutte le prove raccolte suggeriscono un unico colpevole: il propulsore Zefiro 23 del secondo stadio, appunto.

Il decollo di Vega è avvenuto secondo il programma, alle 22:53 locali del 10 luglio 2019 e l’obiettivo della missione era quello di mettere in orbita il satellite degli Emirati Arabi Uniti, Falcon Eye 1. Il funzionamento del primo stadio P80 (accensione, fase di volo atmosferico, propulsione del P80 e separazione) è stato nominale. L’accensione e il funzionamento dello stadio Zefiro 23 sono stati nominali per i primi 14 secondi, con tutti i parametri in linea con quelli dei voli precedenti. 130 secondi ed 850 millisecondi dopo il liftoff si è verificato un improvviso e violento evento nel motore Z23 il quale ha portato il razzo a rompersi in due parti: il motore Z23 e il resto vettore composto da carenatura, satellite, adattatore, il terzo stadio Zefiro 9 e il quarto, AVUM. Passati altri 5 secondi circa, la traiettoria dei due stadi rimanenti ha iniziato a deviare dal nominale e a 213 secondi dal liftoff, in accordo con le procedure di sicurezza del Guiana Space Center, le autorità preposte alla sicurezza del sito hanno inviato il segnale di autodistruzione del razzo.

Zefiro 23, il secondo stadio di Vega, viene sollevato presso lo Spazioporto europeo della Guiana Francese, il 2 dicembre 2011, in vista del suo volo di debutto, avvenuto il 13 febbraio 2012. Copyright: ESA – M. Pedoussaut, 2011

Dopo l’attenta analisi della telemetria del volo VV15 e dopo aver studiato approfonditamente tutta la documentazione relativa alla produzione di Vega, ai controlli qualità e alla sua storia tecnica, inclusa quella dei 14 precedenti lanci coronati da successo; e dopo aver svolto delle indagini nei siti produttivi e in quelli relativi alle operazioni che hanno coinvolto il personale del primo appaltatore, Avio, la Commissione ha potuto formulare la sua dichiarazione relativa all’incidente.

Secondo gli investigatori, quindi, la più probabile causa dell’incidente risiede in un’anomalia termo-strutturale nella zona della cupola anteriore del propulsore Z23. Inoltre, è stata giudicata estremamente improbabile l’involontaria attivazione del sistema di neutralizzazione dello stadio Zefiro 23. Infine, dopo delle specifiche indagini, gli inquirenti hanno dichiarato di non aver trovato evidenze di un atto doloso.

La commissione indipendente d’inchiesta ha quindi proposto ad Avio (costruttore) e Arianespace (gestore) le seguenti azioni:

  • un esaustivo piano di verifica dei risultati emersi, basato su analisi e test.
  • Una serie di azioni correttive su tutti i sottosistemi, sui processi e sugli equipaggiamenti coinvolti.

Prima della ripresa dei lanci, verrà fatta una verifica per la validazione delle azioni correttive intraprese in base alle raccomandazioni della commissione e le conclusioni finali verranno sottoposte a ESA e Arianespace.

Lo sviluppo del successore di Vega, il Vega C, non sarà influenzato dall’unico fallimento in 15 lanci, visto che nella progettazione del Vega C Avio ha sostituito lo Zefiro 23 con il più grande Zefiro 40.

La nuova programmazione di Vega

Prima di questo fallimento, Avio aveva già rinviato il debutto del Vega C dal 2019 al marzo 2020 per accomodare i rimanenti 4 lanci di Vega entro la fine del 2019. L’idea di Arianespace di far tornare operativo Vega fra gennaio e la fine di marzo 2020, obbliga il rinvio delle due rimanenti missioni previste per il 2019 ovvero il lancio del satellite degli Emirati Arabi Uniti Falcon Eye-2 e la missione per il lancio di 42 mini satelliti al 2020 e probabilmente sposterà ancora più in avanti il debutto del Vega C.

Arianespace fornirà un aggiornamento sul manifesto di Vega, durante la World Satellite Business Week Conference che si terrà a Parigi dal 9 al 13 settembre.

Fonti: ESA; Spacenews

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

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