Il razzo giapponese Epsilon-4 mette in orbita 7 satelliti

Il decollo dell'Epsilon 4. (C) JAXA

Un vettore giapponese Epsilon è decollato lo scorso venerdì 18 gennaio portando in orbita sette satelliti inclusa una suite di payload tecnologici dimostrativi ed uno speciale spacecraft progettato per creare una pioggia meteorica artificiale il prossimo anno, che a detta dei progettisti dovrebbe vedersi ad occhio nudo.

Il lancio è avvenuto alle 1:50 italiane dall’Uchinoura Space Center, situato nella prefettura di Kagoshima, sull’isola di Kyushu, nel sud ovest del Giappone.

Uno schema esplicativo del vettore Epsilon. (C) JAXA

Subito dopo il decollo, Epsilon-4 si è diretto a sud est di Uchinoura sull’Oceano Pacifico, ed esaurito il lavoro dei tre stadi, è entrato in funzione per due volte il quarto stadio ad idrazina, denominato Post Boost Stage, che ha collocato il carico utile nell’orbita prestabilita alta circa 500 km e con un’inclinazione di 97,2 gradi rispetto all’equatore.

L’upper stage ha rilasciato il payload principale chiamato RAPIS-1 dopo 52 minuti dal liftoff.

I 7 satelliti

RAPIS-1 del peso di 200 kg, è stato costruito dalla startup Axelspace per la JAXA servirà a testare la performance di una nuova membrana che fungerà da pannello solare, di un nuovo sistema di propulsione “verde” che impiegherà un propellente non tossico, di un sistema di comunicazione ad alta velocità in banda X, di un terminale miniaturizzato per la ricezione di segnali dai satelliti per la navigazione e di altre tecnologie prototipali.

RAPIS-1 (Rapid Innovative Payload Demonstration Satellite 1) è inoltre dotato di uno star tracker miniaturizzato di nuova concezione e di una suite di telecamere per l’osservazione della Terra e per il monitoraggio dell’estensione del pannello solare. La sua missione dovrebbe durare almeno due anni.

Dopo il rilascio del payload principale, i propulsori dell’upper stage si sono riaccesi ad intermittenza per rilasciare uno alla volta gli altri carichi paganti, in modo tale da evitare collisioni. Il microsatellite ALE 1, che produrrà uno spettacolo celeste rilasciando una pioggia di piccole particelle rientrando nell’atmosfera terrestre, è stato l’ultimo dei sette payload ad essere rilasciati, un’ora e 10 minuti dopo il liftoff.

ALE 1è il primo dei due satelliti che devono essere lanciati quest’anno ed è stato sviluppato dalla Astro Live Experiences, una compagnia privata giapponese che intende creare piogge meteoriche “artificiali” rilasciando dei pellet del diametro di 1 cm. ALE 1 del peso di 68 kg, agli inizi del 2020 utilizzerà un sistema di drag per abbassarsi di quota e rientrare nell’atmosfera evitando di entrare a far parte della pletora di oggetti orbitanti detti “space junk”. La compagnia giapponese intende creare una pioggia meteorica artificiale e multicolore nei cieli nipponici il prossimo anno.

Il satellite MicroDragon è stato costruito da degli ingegneri vietnamiti che stanno studiando in Giappone. Pesante 50,5 kg, il satellite verrà gestito dal Vietnam National Space Center, che fa parte dell’agenzia spaziale vietnamita. Esso monitorerà gli oceani del nostro pianeta alla ricerca di territori di pesca e luoghi teatri di disastri ecologici. MicroDragon misurerà inoltre gli aerosol atmosferici.

RISESAT (Rapid International Scientific Experiment Satellite), del peso di 59 kg, è stato progettato dalla Tohoku University in Giappone. Esso è dotato di una camera a colori per l’osservazione della Terra e di esperimenti su di un nuovo sistema per il controllo attitudinale e su di un sistema per le tecnologie di comunicazione via laser. Questi ultimi payload provengono da istituzioni giapponesi, di Taiwan e della Repubblica Ceca.

Tutti e tre i CubeSat lanciati venerdì pesano all’incirca 4 kg


La una nuova struttura di montaggio multi-satellite (ESMS) con il relativo deployer (E-SSOD).
(C) Japan Aerospace Exploration Agency JAXA

OrigamiSat è stato ideato e realizzato dal Tokyo Institute of Technology e distenderà una struttura sperimentale a membrana che incorpora delle celle solari ed un’antenna UHF, al fine di testare dei sistemi leggeri da utilizzare negli smallsat del futuro.

Aoba VELOX-IV è un concept del Kyushu Institute of Technology giapponese e dimostrerà un sistema di controllo attitudinale ed orbitale e una camera a bassa illuminazione per le osservazioni lunari.

Infine, il CubeSat NEXUS della Nihon University testerà la tecnologia per le comunicazioni satellitari amatoriali della prossima generazione.

A questo link è possibile trovare altre informazioni sui CubSat.

Epsilon on business

Il vettore tristadio a combustibile solido Epsilon, alto 26 metri, largo 2,6 metri e con una massa di 95,4 tonnellate, è stato sviluppato in partnership dalla Japanese Aerospace Exploration Agency (JAXA) e dal primo appaltatore IHI Aerospace. Quello di venerdì 18 è stato il quarto lancio del razzo Epsilon, che ha debuttato nel 2013, nonché la prima missione a portare in orbita un payload multiplo.

La JAXA e la IHI Aerospace, hanno a questo scopo progettato e costruito una struttura di sostegno e di rilascio per alloggiare i payload più piccoli nell’ogiva del vettore, che è corredata dai sistemi elettrici che ne azionano i meccanismi di separazione.

Il lanciatore Epsilon può collocare in un’orbita circolare eliosincrona di 500 km, carichi fino a 450 kg e si vuole collocare nel mercato dei piccoli satelliti commerciali. JAXA e IHI intendono ridurre il costo del lancio dagli attuali 50 milioni di Dollari a meno di 30 milioni nei prossimi anni.

I razzi Epsilon ed H-2A si affidano alla stessa tecnologia per il motore a propellente solido, infatti il primo stadio dell’Epsilon utilizza lo stesso booster che è legato al core stage dell’H-2A, ottimizzandone così i costi di realizzazione e di gestione.

Il video integrale del lancio (C) JAXA

Fonti: SpaceflightNow.com; JAXA

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

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