Aggiornamenti dal sistema solare: ottobre 2018

Credit: NASA

Altro mese molto interessante quello appena passato. Parte una nuova missione interplanetaria europea verso Mercurio ma purtroppo terminano quasi in contemporanea due missioni storiche della NASA: Kepler e Dawn. Nessuna notizia ancora da Opportunity su Marte, ma la NASA ha deciso di prolungare il periodo in cui tenterà di ristabilire i contatti.

Le notizie dal sistema solare non rallenteranno neanche a novembre. L’avvenimento principale sarà l’atterraggio di Insight su Marte, ma si intensificheranno i preparativi per due eventi che avverranno ai primi di dicembre: l’arrivo su Bennu di OSIRIS-REx e il lancio di Chang’e 4.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

Chang’e 4 sarà la prossima missione lunare cinese e partirà l’8 dicembre. Sarà composta da un lander e da un rover e l’obiettivo finale sarà sul lato nascosto della Luna. per comunicare, il lander ed il rover utilizzeranno QueQiao, un satellite relay che è già in orbita lunare.

Anche l’agenzia spaziale indiana ha come prossimo obiettivo la Luna, con la missione Chandrayaan 2. Partenza ora prevista per il 30 gennaio 2019, la missione sarà composta da un orbiter, il lander Vikram, ed un piccolo rover. Il sito di atterraggio prescelto è nei dintorni del polo sud lunare.

Sempre verso la Luna sarà diretta la missione di Sparrow, dimostratore tecnologico sviluppato dalla società senza fini di lucro SpaceIL. Gli israeliani per ora restano l’unico team finalista del Google Lunar X-Prize ad aver annunciato piani concreti per una missione anche se il premio ormai non può più essere reclamato. Al momento si conosce solo il profilo di missione e la data di lancio approssimativa, inizialmente annunciata per dicembre e, più probabilmente, rimandata all’inizio del nuovo anno su un Falcon 9.

Esplorando la Luna

QueQiao è in orbita lunare in attesa dell’arrivo di Chang’e 4. Il satellite, infatti, farà da ripetitore per il lander ed il rover che, atterrando sul lato nascosto della Luna, non potranno comunicare direttamente con la Terra. Lanciato insieme a QueQiao resta in orbita lunare anche il microsatellite LongJiang2.

Il Lunar Reconnaissance Orbiter (NASA) continua ad esplorare la Luna dopo oltre nove anni di missione. L’unità di misura inerziale (IMU) sta giungendo alla fine della vita utile e i tecnici della NASA l’hanno spenta per precauzione e per preservarne il suo utilizzo durante le fasi critiche come eclissi o safe mode.

Le due sonde della missione ARTEMIS (NASA) sono in orbita lunare e stanno studiando da diversi anni il debole campo magnetico nei pressi del satellite. Anche il dimostratore tecnologico cinese Chang’e 5-T1 è ancora in orbita, ma non si sa se sia ancora attivo. Il lander cinese Chang’e 3 è sulla superficie della Luna dal dicembre del 2013 ed è, probabilmente, ancora attivo anche se ormai la sua missione scientifica è piuttosto limitata.

Nel sistema solare interno

La missione europea BepiColombo è partita il 19 ottobre dallo spazioporto di Kourou, in Guiana Francese. Il Mercury Transfer Module (MTM) sta trasportando verso Mercury le due sonde di cui si compone la missione: il Mercury Planetary Orbiter (MPO), di ESA, e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) di JAXA. Il primo dei numerosi flyby con assist gravitazionale di questa missione avverrà il 13 aprile 2020, quando BepiColombo sorvolerà il nostro pianeta. L’entrata in orbita intorno a Mercurio è prevista per il 2025.

L’estensione del braccio su cui sono montati i sensori del magnetometro di MPO. Credit: ESA / BepiColombo / MTM

Ci sono diverse sonde della NASA che condividono l’orbita della Terra, anche se ad una certa distanza dal nostro pianeta. Innanzi tutto le due sonde della missione STEREO, Stereo-A e Stereo-B. Solo Stereo-A risulta ancora attiva nel suo studio del Sole, mentre i contatti con Stereo-B si sono interrotti dal 2014 e, nonostante qualche breve successo nel 2016, proprio nel mese di ottobre sono stati abbandonati i tentativi di ristabilire le comunicazioni. Anche il telescopio spaziale all’infrarosso Spitzer continua a studiare il cosmo da un’orbita simile a quella della Terra.

Infine c’è Kepler, il telescopio progettato per la scoperta di esopianeti più famoso e di gran lunga più di successo. Purtroppo la missione di Kepler è appena stata dichiarata conclusa dalla NASA, dopo nove anni di straordinarie scoperte. Come previsto, infatti, la sonda ha esaurito tutto il propellente necessario alle manovre di assetto.

Relativamente poco lontano, presso il punto lagrangiano L1 Terra-Sole, ci sono le sonde per l’osservazione solare WIND (NASA), ACE (NASA) e SoHO (NASA/ESA), e la missione di studio del clima terrestre DSCOVR (NASA/NOAA). Dall’altra parte della Terra rispetto al Sole, intorno al punto lagrangiano L2, c’è invece la sonda Gaia (ESA), che si occupa di mappare la nostra galassia e quelle limitrofe.

Parker Solar Probe (NASA) è in viaggio verso la sua orbita finale intorno al Sole per poterlo studiare da molto vicino. Dopo il sorvolo ravvicinato di Venere avvenuto a inizio ottobre, la sonda ha raggiunto il suo primo perielio (punto più vicino al Solo nella sua orbita) battendo sia il record di vicinanza che quello di velocità relativa al Sole per una sonda.

Vista della Terra ripresa dallo strumento WISPR su Parker Solar Probe il 25 settembre 2018. Credit: NASA/Naval Research Laboratory/Parker Solar Probe

Sull’asteroide NEO Ryugu, Hayabusa 2 (JAXA) ha continuato nella sua fitta sequenza di operazioni in questi primi mesi. A fine ottobre ha compiuto con pieno successo la terza prova generale delle operazioni di superficie. A novembre e dicembre Ryugu e la sonda saranno in congiunzione solare e quindi non sarà possibile comunicare. A gennaio riprenderanno le osservazioni scientifiche per culminare a febbraio con le operazioni di superficie.

La sonda della NASA OSIRIS-REx si appresta a compiere una missione simile a quella di Hayabusa 2. Al momento è a soli 186 km dall’asteroide Bennu e ad ottobre ha compiuto ben tre manovre correttive dell’orbita. La quarta ed ultima avverrà il prossimo 12 novembre e permetterà alla sonda di arrivare il 3 dicembre prossimo alla distanza di 20 km dall’asteroide.

Serie di immagini riprese da OSIRIS-REx che mostrano la rotazione dell’asteroide Bennu. Credit: NASA/Goddard/University of Arizona

Come per altre missioni cinesi la cui fase principale è terminata da tempo, non si hanno notizie di Chang’e 2, che dopo aver concluso la sua missione principale in orbita intorno alla Luna e quelle secondarie che l’hanno vista orbitare il punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole e sorvolare l’asteroide 4179-Toutatis, è attualmente in orbita eliocentrica. Anche la sonda giapponese Akatsuki continua senza particolari aggiornamenti le sue osservazioni in orbita intorno a Venere.

Esplorando Marte

Il lander della NASA Insight, insieme a due cubesat MarCO-A e MarCO-B, è sempre più vicino a Marte. I tre veicoli si trovano ora a meno di 5 milioni di km da Marte e l’atterraggio di Insight avverrà il 26 novembre di quest’anno.

Prima immagine di Marte ripresa da un cubesat, MarCO-B durante il viaggio verso il pianeta rosso. Credit: NASA/JPL-Caltech

Ancora nessun segnale da Opportunity, il rover della NASA giunto orma al sol 5257 su Marte. Il MER superstite, dopo essere entrato in ibernazione a causa di una tempesta di polvere, non è ancora riuscito a ristabilire i contatti con la Terra. La NASA aveva annunciato una campagna di ricerca attiva di 45 giorni, ormai giunta a conclusione, ma ha recentemente deciso di prolungare la ricerca almeno fino a gennaio 2019.

L’altro rover della NASA, Curiosity, arrivato al sol numero 2224 sul pianeta rosso, ha ripreso a pieno ritmo lo studio del Vera Rubin Ridge dopo un periodo in cui aveva avuto alcuni problemi. Il rover potrebbe presto tornare ad usare il trapano.

Oltre ai rover e in attesa dell’arrivo di Insight, intorno a Marte ci sono altri 6 satelliti: Trace Gas Orbiter (ESA/Roscosmos), MAVEN (NASA),  Mars Orbiter Mission (ISRO), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), Mars Express (ESA) e Mars Odyssey (NASA).

Nube osservata da Mars Express il 25 ottobre 2018. L’estensione è di circa 1500 km. Credit: ESA/GCP/UPV/EHU Bilbao

Nel sistema solare esterno

Come previsto la sonda americana Dawn ha concluso il propellente e con esso la sua lunga missione sulla fascia degli asteroidi. La storica missione ha permesso di studiare da vicino per la prima volta due degli oggetti più grandi di quella regione del sistema solare: l’asteroide Vesta ed il pianeta nano Cerere.

Juno, sempre di NASA, è in orbita intorno a Giove, principalmente per studiarne l’atmosfera e il campo magnetico. La sonda ha completato il 29 ottobre il passaggio ravvicinato PJ16 nella sua lunga orbita ellittica intorno al gigante gassoso. Il prossimo flyby (PJ17) avverrà il 21 dicembre.

New Horizons ha cominciato la campagna di avvicinamento verso 2014 MU69 “Ultima Thule” e si sta preparando al flyby che avverrà a capodanno. La sonda si trova a circa 65 milioni di km dalla sua prossima destinazione.

Infine, le sonde americane Voyager 1 e 2, dopo aver sorvolato Giove, Saturno e, nel caso di Voyager 2 anche Urano e Nettuno, sono ancora operative nel loro viaggio di allontanamento dal sistema solare. Secondo la NASA Voyager 2 potrebbe presto diventare la seconda sonda a raggiungere lo spazio interstellare, dopo che la gemella Voyager 1 ha già raggiunto questo traguardo. Voyager 1 si trova attualmente a circa 145 UA dalla Terra (20 ore e 2 minuti-luce). Voyager 2 è invece a circa 119 UA dalla Terra (16 ore e 33 minuti-luce).

Sommario missioni

Missioni in fase di preparazione per il lancio: 3

Missioni operative nella fase principale o estesa: 27

Missioni in viaggio verso il prossimo obiettivo: 7

 

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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