ISS Weekly Status Report – 21.2017

ISS, Shuttle, Soyuz ed ATV

Pubblichiamo il nuovo report delle attività svolte dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

5 luglio

Rodent Research-5 (RR-5) Systemic Therapy of NELL-1 for Osteoporosis
L’equipaggio ha completato le iniezioni alla metà dei topi rimasti sulla ISS ed ha eseguito le scansioni con il densiometro osseo ad ognuno di questi. Il vivere in microgravità ha effetti significativi e rapidi sul sistema muscolo-scheletrico, quindi è importante identificare terapie mirate che potrebbero rallentare oppure inibire alcuni degli effetti negativi del volo spaziale. Il farmaco NELL-1, studiato nell’ambito della ricerca RR-5, ha il potenziale di rallentare o invertire la perdita di densità ossea rilevata nel corso di un volo spaziale.

S-Band String 2 Space to Ground (S/G)-2 Audio Troubleshooting
I Ground Team hanno risolto oggi il problema della ricezione di voci distorte dal canale S/G-2 con l’S-Band String 2. La distorsione era stata ascoltata mercoledì scorso. Da allora gli specialisti si sono concentrati nell’isolare il problema dello String 2 sull’S-Band System. Al termine, dopo aver effettuato uno spegnimento ed una riaccensione del sistema, la distorsione non si è più ripresentata. L’S-Band String 2 era e rimane la stringa primaria.

 

6 luglio

Group Combustion Module (GCM)
L’equipaggio ha completato le operazioni di chiusura dell’esperimento Group Combustion Module (GCM) che si è concluso questa settimana. Questa ricerca esamina come si sviluppa e si diffonde la fiamma di una combustione originata da spruzzi di combustibile. All’interno di MSPR le gocce di combustibile sono disposte in modo casuale sui punti di un reticolo, dopodiché si provvede alla misurazione di come la fiamma si propaga. La microgravità blocca la convezione, che sulla Terra disperderebbe rapidamente le goccioline ed i prodotti della combustione prima di riuscire a completare tali misurazioni.

Fine Motor Skills (FMS)
Un membro dell’equipaggio ha effettuato questa mattina una nuova sessione dell’esperimento Fine Motor Skills. Questo test viene effettuato ogni 5 giorni durante i primi tre mesi a bordo della ISS, mentre la periodicità viene portata ad una volta ogni 14 giorni per i periodi successivi. In questo esperimento i membri dell’equipaggio eseguono una serie di attività interattive su una tavoletta touchscreen. Questa è la prima indagine che abbina le capacità motorie ad una lunga esposizione alla microgravità, analizzando le diverse fasi di adattamento alla microgravità di un volo spaziale ed il recupero sensomotorio, una volta tornati alla gravità terrestre.

Food Acceptability
L’equipaggio ha compilato oggi un nuovo questionario sulla Food Acceptability. L’inchiesta intende determinare l’impatto del consumo ripetuto di cibo sull’accettabilità degli alimenti nell’ambito dell’attuale sistema alimentare, obbligatoriamente ristretto, in vigore sulla ISS. I risultati verranno utilizzati per sviluppare nuove strategie per migliorare la varietà e la composizione del cibo a supporto della salute e delle prestazioni degli equipaggi impegnati in missioni di lunga durata.

Biolab
Nell’ambito della manutenzione ordinaria di Biolab, l’equipaggio ha sostituito i Biological Isolation Filters e la Cold Spot Sponge. BioLab è un impianto di ricerca multiuso situato nel modulo Columbus. Viene utilizzato per eseguire esperimenti di biologia spaziale su microrganismi, cellule, colture tessutali, piccole piante e piccoli invertebrati.

Potable Water Dispenser (PWD) Sample Collection
L’equipaggio ha prelevato dal Potable Water Dispenser (PWD) alcuni campioni di acqua per le consuete analisi in volo e post volo. Questa è una attività periodica che viene effettuata svariate volte nell’arco di una Expedition per garantire la buona qualità dell’acqua.

Water Processing Assembly (WPA) Increasing Water Conductivity
Come previsto, è in atto un costante incremento della conducibilità elettrica dell’acqua elaborata dalla WPA tra i due Multi Filtration Bed (MF Bed). L’aumento della conducibilità indica un probabile problema nel primo MF Bed. Quando la conducibilità dell’acqua tra i due MF Bed si stabilizzerà, allora si provvederà a prelevare un campione di acqua che verrà successivamente inviato a Terra per le analisi per confermare che l’incremento è causato da un aumento di acetato, oppure da un diverso contaminate dannoso per il reattore catalitico, in tal caso, uno od entrambi gli MF Bed dovranno essere sostituiti.

 

7 luglio

Fluid Shifts Dilution Measurements
Un membro della Soyuz 49S ha avviato le attività previste per la sua ultima sessione Fluid Shifts Dilution Measures. Sono stati prelevati campioni di saliva, sangue ed urina, successivamente stivati per la conservazione nel Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI) prima di ingerire un tracciante a base di Bromuro di sodio (NaBr). Nel corso della giornata l’equipaggio ha raccolto, in più momenti, ulteriori campioni di saliva, sangue ed urina, anch’essi stivati in MELFI. La Dilution Measurements è una delle tre sessioni che fanno parte delle rilevazioni Fluid Shifts del traguardo R-45. Fluid Shifts indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

JEM-Small Satellite Orbital Deployer 7 (J-SSOD 7)
Questa mattina sono stati rilasciati dal J-SSOD 7 i CubeSats provenienti da Giappone, Ghana, Mongolia, Bangladesh e Nigeria. Questi satelliti fanno parte del progetto Joint Global Multi-Nation Birds Satellite, un progetto interdisciplinare transfrontaliero, supportato dal Giappone, curato dai paesi che non hanno un accesso diretto allo spazio. Durante questo progetto, della durata di 2 anni, gli studenti della Graduate School of Engineering of the Kyushu Institute of Technology progettano, sviluppano ed operano con satelliti CubeSats appartenenti ai cinque paesi partecipanti.

Magnetic 3D Cell Culturing
L’equipaggio ha assemblato l’infrastruttura dell’esperimento Magnetic 3D Life Science nel MicroGravity Science Glovebox (MSG). Le colture cellulari che si sviluppano in microgravità, crescono spontaneamente espandendosi nelle tre dimensioni (3D), secondo un modello di crescita caratteristico e rappresentativo. Ma in microgravità, la manipolazione delle colture cellulari, che sulla Terra è un operazione quasi banale, nello spazio diventa una attività impegnativa. Lo studio denominato Magnetic 3D Cell Culture for Biological Research in Microgravity (Magnetic 3D Cell Culturing) utilizza cellule e strumenti magnetizzati per facilitare la manipolazione delle colture e migliorare la riproducibilità degli esperimenti. Questo approccio consente anche di generare colture bidimensionali (2D) utilizzate come modello di riferimento.

Rodent Research-5 (RR-5) Systemic Therapy of NELL-1 for Osteoporosis
L’equipaggio ha rifornito di acqua i distributori posti all’interno delle gabbiette. Il vivere in microgravità ha effetti significativi e rapidi sul sistema muscolo-scheletrico, quindi è importante identificare terapie mirate che potrebbero rallentare oppure inibire alcuni degli effetti negativi del volo spaziale. Il farmaco NELL-1, studiato nell’ambito della ricerca RR-5, ha il potenziale di rallentare o invertire la perdita di densità ossea rilevata nel corso di un volo spaziale.

Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) Direct Test Drive
La scorsa notte i Ground team hanno eseguito un test su SSRMS per raccogliere dati sulle prestazioni e creare una base dati che permetta di porre attenzione al valore del rendimento nel tempo. Questo test ha origine dal guasto del Gearbox Limping (GBL) che era stato osservato all’inizio dell’anno, quando era stata rilevata la sostanziale differenza tra gli angoli di giunzione effettivi e quelli previsti. I test sulla stringa primaria sono stati completati senza rilevare alcun problema. Lo stesso test verrà eseguito questa sera sulla stringa secondaria.

 

10 luglio

Magnetic 3 Dimensional (Mag 3D) Cell Culturing
L’equipaggio ha preparato il Microgravity Science Glovebox (MSG) per le operazioni Mag 3D. Sono stati rimossi dal Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI) i BioCell Habitat, i campioni Mag 3D ed i Cultures Inoculation Kits ed usato le siringhe per inoculare i Multiwell BioCells. Le colture cellulari che si sviluppano in microgravità, crescono spontaneamente espandendosi nelle tre dimensioni (3D), secondo un modello di crescita caratteristico e rappresentativo. Ma in microgravità, la manipolazione delle colture cellulare, che sulla Terra è un operazione quasi banale, nello spazio diventa una attività impegnativa. Lo studio denominato Magnetic 3D Cell Culture for Biological Research in Microgravity (Magnetic 3D Cell Culturing) utilizza cellule e strumenti magnetizzati per facilitare la manipolazione delle colture e migliorare la riproducibilità degli esperimenti. Questo approccio consente anche di generare colture bidimensionali (2D) utilizzate come modello di riferimento.

Japanese Experiment Module Airlock (JEMAL) Operations
Questa mattina, l’equipaggio ha pressurizzato il Japanese Experiment Module Airlock (JEMAL). Questo attività è stata effettuata in preparazione dell’installazione dell’Handhold Experiment Platform (HXP) adapter sulla JEMAL Slide Table a supporto dell’esperimento Exposed Experiment Handhold Attachment Mechanism (ExHAM).

Capillary Structures for Exploration Life Support (Capillary Structures)
L’equipaggio ha predisposto l’infrastruttura per lo studio Capillary Structures per effettuare subito dopo due dimostrazioni. Nel corso della prima dimostrazione è stato mostrato il flusso che scorre tra due resistenze aria-liquido poste in serie, dopodiché è stato mostrato il flusso attraverso due resistenze aria-liquido poste in parallelo e separate da un fluido viscoso. Gli attuali sistemi di supporto alla vita installati sulla ISS richiedono attrezzature speciali per separare i liquidi dai gas, compresi dispositivi rotanti o con una struttura in movimento che in caso di rottura potrebbero causare contaminazione. Le Strutture Capillari potrebbero risolvere il problema, semplificando il meccanismo di funzionamento di queste attrezzature, con la possibilità di intervenire anche nelle fasi di riciclaggio dell’acqua e della rimozione del biossido di carbonio.

On-Board Training (OBT) 50 Soyuz (50S) Emergency Egress Drill
Tutti e tre i membri dell’equipaggio hanno partecipato a questa sessione di addestramento per familiarizzare con le procedure previste per un rapido abbandono della ISS in caso di emergenza. Questa sessione si è focalizzata sulle procedure di discesa a Terra che verrebbero utilizzate nelle situazioni di emergenza. Questo addestramento viene svolto da tutti gli equipaggi che sono a bordo della ISS da almeno 12/14 settimane, e successivamente ripetuta ogni 3 mesi circa.

 

11 luglio

Node 3 Common Cabin Air Assembly (CCAA) Water Separator (WS) Change Out
Oggi, l’equipaggio ha sostituito il Node 3 CCAA WS. L’unità aveva evidenziato diversi malfunzionamenti dallo scorso 3 maggio 2017. Per aiutare a prevenire questi eventi, gli specialisti a Terra hanno regolato il Node 3 Low Temperature Loop affinché riducesse i tassi di condensazione. L’unità difettosa era operativa da oltre 7 anni, andando ben oltre i 5 pensati in fase di progetto. I Ground Team hanno attivato la CCAA appena riparata, ricevendo buoni dati di funzionamento dalla telemetria.

Magnetic 3 Dimensional (Mag 3D) Cell Culturing
Con l’assistenza del Payload Developer, l’equipaggio ha utilizzato un microscopio per osservare le Magnetic 3D Biocell, dopodichè, dopo aver fissato le colture, i Biocell sono stati posti nel Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI). Le colture cellulari che si sviluppano in microgravità, crescono spontaneamente espandendosi nelle tre dimensioni (3D), secondo un modello di crescita caratteristico e rappresentativo. Ma in microgravità, la manipolazione delle colture cellulare, che sulla Terra è un operazione quasi banale, nello spazio diventa una attività impegnativa. Lo studio denominato Magnetic 3D Cell Culture for Biological Research in Microgravity (Magnetic 3D Cell Culturing) utilizza cellule e strumenti magnetizzati per facilitare la manipolazione delle colture e migliorare la riproducibilità degli esperimenti. Questo approccio consente anche di generare colture bidimensionali (2D) utilizzate come modello di riferimento.

Microbial Monitoring System (MMS)
L’equipaggio ha configurato la strumentazione ed ha raccolto campioni di acqua deionizzata a basse ed alte concentrazioni di DNA usando il Razor Polymerase Chain Reaction (PCR) Microbial Monitoring System. Al termine del test, i dati acquisiti sono stati inviati a Terra. Il Microbial Monitoring System (MMS) supporta il controllo della sicurezza delle forniture idriche per la ISS. Questa tipologia di test sarà messa a disposizione anche alle future missioni spaziali nel corso delle quali non sarà possibile utilizzare i laboratori a Terra per le analisi.

Habitability Walk-through
L’equipaggio registrerà un video per documentare come si vive a bordo della ISS, descrivendo quali attività vengono svolte e dove. Habitability valuta la relazione tra i membri dell’equipaggio ed il loro ambiente in un ottica di miglioramento della progettazione e della predisposizione dei futuri veicoli impegnati in voli spaziali di lunga durata, quali ad esempio i voli verso i Near Earth Asteroids (NEA) e Marte. L’obiettivo finale è quello di comprendere quali siano le dimensioni necessarie ed ottimali, ed il relativo layout interno, della parte abitabile di un velivolo spaziale. Le osservazioni registrate nel corso della missione spaziale di 1 anno, così come in tutte quelle di 6 mesi, aiuteranno i progettisti dei veicoli spaziali a capire quanto spazio del volume abitabile sia necessario, e se la durata di una missione, correlata con le dimensioni del volume abitabile, possa arrecare impatti sull’equipaggio. L’applicazione iShort permette ai Ground teams ed agli specialisti degli impatti umani (human factor engineers) di studiare e valutare il design della ISS in un ottica rivolta alla progettazione dei futuri veicoli spaziali.

 

12 luglio

Sprint Volume of Oxygen Utilized (VO2) Maximum
Un membro dell’equipaggio, giunto al traguardo del Flight Day 75 (FD75), ha configurato il Portable Pulmonary Function System (PPFS) per una nuova sessione Sprint Volume of Oxygen Utilized (VO2) Max. Lo studio chiamato Integrated Resistance and Aerobic Training Study (Sprint), valuta il metodo di allenamento ad alta intensità e bassi carichi previsto per minimizzare la perdita di funzione cardiovascolare e di massa muscolare negli astronauti impegnati in missioni di lunga durata.

Light Microscopy Module (LMM) Biophysics 3
L’equipaggio ha recuperato il Biophysics 3 Plate 1 dal Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI) e, dopo aver atteso il completo scongelamento dei campioni, lo ha posto su una piastra di Petri all’interno di LMM. LMM è stato poi collocato nel Fluids Integrated Rack (FIR) per una nuovo esperimento di biofisica. Alcune proteine ​​beneficiano dall’essere cristallizzate in microgravità, dove possono crescere più grandi e con meno imperfezioni. I cristalli di proteine coltivati sulla ISS permettono la copertura di una ampia gamma di malattie, così come la copertura di alcuni problemi legati alla microgravità, quali i danni dalle radiazioni, la decalcificazione ossea e l’atrofia muscolare.

Electrostatic Levitation Furnace (ELF)
L’equipaggio ha sostituito il campione posto all’interno di ELF e rimosso quello che era stato perso nella ELF Chamber. L’ELF è un impianto sperimentale progettato per far levitare/fondere/solidificare i materiali con tecniche di lavorazione senza contenitore utilizzando il metodo elettrostatico di levitazione.
[NDT : Probabilmente in tanti abbiamo visto in TV le immagini di astronauti che giocano con gocce d’acqua che galleggiano nell’aria. Un forno a levitazione è uno strumento il cui funzionamento è concettualmente simile a quella della goccia d’acqua fluttuante. L’Electrostatic Levitation Furnaces è un payload scientifico, in cui una varietà di materiali può essere elaborata senza crogiolo, sfruttando l’ambiente in microgravità presente sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Perché i materiali devono levitare durante gli esperimenti? Quando, ad esempio, fondiamo il vetro sulla Terra, una miscela di materie prime è messa in un contenitore denominato “crogiolo”, e l’intero crogiolo viene riscaldato per fondere i materiali in esso contenuti. Successivamente i materiali fusi vengono raffreddati per la solidificazione. Nel processo di fusione ad alta temperatura avviene una reazione chimica tra i materiali allo stato liquido ed il crogiolo, ciò comporta che le impurità dal contenitore vengono introdotte nella materia prima. Per evitare la contaminazione da parte del crogiolo, dobbiamo semplicemente smettere di utilizzarlo, cioè, le materie prime devono essere riscaldate in levitazione. Questo è un metodo di trattamento unico che è facilmente realizzabile in un ambiente a gravità zero o microgravità. Si potrebbe pensare che sia facile far levitare materiali nello spazio perché non c’è gravità. Tuttavia, si riscontrano vari problemi durante gli esperimenti attuali. In teoria un oggetto posto a gravità zero, se non è sottoposto ad alcuna forza, non dovrebbe spostarsi, bensì galleggiare rimanendo fermo nella sua posizione. In realtà esso subisce una forza dovuta alla gravità residua che, anche nello spazio, grava sui movimenti degli astronauti, sull’attracco di una navetta spaziale alla ISS, etc. Se la posizione dell’oggetto non è controllata correttamente, l’oggetto verrà spostato da queste forze, e gli esperimenti, inevitabilmente, falliranno. Sono state sviluppate varie tecnologie per controllare con successo la posizione di un campione sottoposto ad esperimenti. La levitazione di oggetti con la forza elettrostatica, come suggerisce il nome, permette di far levitare gli oggetti con la sola forza elettrostatica. In questo metodo, le forze di Coulomb che interagiscono tra il campione e gli elettrodi circostanti possono essere attivamente controllate per mantenere la posizione del campione. Pertanto, l’ELF controlla il materiale rilevandone la posizione tramite un sensore che invia un segnale agli elettrodi superiore e inferiore. Ciò significa che quando il materiale si sposta a destra, viene inviato rapidamente un segnale di posizione agli elettrodi in modo che possano controllare la forza elettrostatica per spostare il materiale verso sinistra. Questo metodo consente inoltre di spostare il materiale e fissarlo in una qualunque posizione desiderata, inoltre è anche possibile far ruotare il materiale stesso. Il materiale in levitazione può essere riscaldato mediante irradiazione con laser controllabili separatamente. I processi di fusione e recristallizzazione del materiale possono essere osservati usando un termometro a radiazione e le telecamere CCD, che vengono posizionate attorno al materiale. L’ELF è situato nel JEM Multipurpose Small Payload Rack (MSPR) in Kibo.]

Two Phase Flow
L’equipaggio ha preparato l’hardware ed i materiali nel Multi-Purpose Small Payload Rack (MSPR) ed attivato l’esperimento denominato Two Phase Flow. Normalmente, il meccanismo dell’ebollizione rimuove il calore trasformando il liquido in vapore, mentre il processo contrario trasforma il vapore in liquido per mezzo di un processo di condensazione o raffreddamento. Nello spazio, la velocità e la modalità di trasferimento del calore è diversa da quanto avviene sulla Terra, poiché il comportamento dei liquidi e del vapore in microgravità sono drasticamente diversi da quanto osservato sulla Terra. Questa ricerca desidera creare un database con i valori dell’efficienza di trasferimento di calore dei liquidi nello spazio che potrà essere utilizzato nella progettazione di sistemi di gestione termica ad alte prestazioni per le future piattaforme spaziali.

Rodent Research-5 (RR-5) Systemic Therapy of NELL-1 for Osteoporosis
L’equipaggio ha pulito e rifornito con nuove barrette alimentari i due habitat degli animali. Il vivere in microgravità ha effetti significativi e rapidi sul sistema muscolo-scheletrico, quindi è importante identificare terapie mirate che potrebbero rallentare oppure inibire alcuni degli effetti negativi del volo spaziale. Il farmaco NELL-1, studiato nell’ambito della ricerca RR-5, ha il potenziale di rallentare o invertire la perdita di densità ossea rilevata nel corso di un volo spaziale.

 

13 luglio

Window Observational Research Facility (WORF)
L’equipaggio ha installato il WORF Improved Payload Ethernet Hub Gateway (iPEHG) ed il WORF Shutter Actuator System (SAS) nel rack WORF. Questi nuovi strumenti permetteranno il controllo remoto dell’US Lab Window Shutter nelle operazioni con i payload, mentre il nuovo iPEHG corregge le limitazioni sperimentate dai precedenti. Il WORF è uno strumento di telerilevamento che, dotato delle migliori ottiche fotografiche oggi a disposizione, osserva la Terra dalla finestra dell’US Lab.

Space Automated Bioproduct Lab (SABL)
L’equipaggio ha installato un controller per il SABL CO2 Incubator. Il SABL supporta un’ampia varietà di esperimenti scientifici. Dotato di un volume a temperatura controllata con illuminazione a LED, SABL può essere utilizzato per fornire fino al 5% di CO2 per le colture cellulari.
[NDT : SABL rappresenta un evoluzione del Commercial Generic Bioprocessing Apparatus (CGBA) poiché è più silenzioso (raffreddamento a circolazione d’acqua al posto delle ventole del CGBA), più facile da usare (è dotato di un touch screen a colori che ne facilita l’utilizzo), è più efficiente (raffredda più velocemente rispetto a CGBA) ed infine è dotato di un volume di lavoro più grande.]

NeuroMapping
Un membro dell’equipaggio USOS ha configurato gli strumenti NeuroMapping prima di eseguire l’esperimento con il corpo in un primo momento in configurazione “strapped in” e successivamente ”free floating”. Neuromapping intende indagare se i voli spaziali di lunga durata provocano alterazioni al cervello, sia a livello di struttura che di funzioni, come ad esempio il controllo motorio ed il multi-tasking, nonché misurare il tempo di pieno recupero da queste eventuali sofferenze. Precedenti ricerche ed aneddoti, raccontati da astronauti al ritorno da un volo spaziale di lunga durata, suggeriscono che il controllo del movimento ed alcuni aspetti cognitivi subiscono alterazioni dopo aver vissuto a lungo in microgravità. L’indagine NeuroMapping utilizza la risonanza magnetica cerebrale strutturale e funzionale (MRI and FMRI) per valutare gli eventuali impatti sui membri di un equipaggio dopo una missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale.

High Efficiency Particulate Air (HEPA) Filter Inspections
Lo scorso 16 giugno, l’equipaggio ha controllato i filtri HEPA scoprendo che 8 su 10 non erano contenuti in un involucro a norma. Era stato chiesto all’equipaggio di ispezionare i filtri per osservare l’eventuale presenza di deformazioni e/o tagli alle guarnizioni di tenuta. L’ispezione, effettuata oggi, ha permesso di rilevare la presenza di Foreign Object Debris (FOD) su alcuni filtri. Nei prossimi giorni verrà pianificata dagli specialisti a Terra la pulizia di tutti i filtri.

 

14 luglio

Japanese Experiment Module Airlock (JEMAL) Operations
Oggi, l’equipaggio ha trasferito la JEMAL Slide Table dall’Airlock al JEM per sostituire lo Small Satellite Orbital Deployer (J-SSOD) con l’Handhold Experiment Platform (HXP) Adapter. L’adattatore HXP supporterà le operazioni Exposed Experiment Handhold Attachment Mechanism 1 (ExHAM 1) previste per la prossima settimana.

Fluid Shifts
L’equipaggio effettuerà questa settimana le attività Baseline Imagery dello studio Fluid Shift. Con il supporto degli specialisti di Mosca, che forniranno assistenza medica da remoto, verranno effettuate le rilevazioni con l’Optical Coherence Tomography (OCT) ed il Distortion Product Otoacoustic Emission (DPOAE) prima di completare il DPOAE test, l’OCT e l’esame tonometrico. Fluid Shifts, esperimento congiunto NASA-Ente Spaziale Russo, indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Fonte: NASA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

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