Aggiornamenti dal sistema solare: ottobre 2017

Credit: NASA

A settembre c’è stato qualche problemino per Trace Gas Orbiter, su Marte, prontamente risolto dal team di ESA. Buone notizie invece per Dawn, la cui missione è stata nuovamente estesa sul pianeta nano Cerere. Tornando in casa europea, è arrivata la notizia che, ricostruendo i dati parziali inviati dalla sonda Rosetta negli ultimi istanti di vita, è stato possibile rimettere insieme un’ultimissima immagine della superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko inviata dalla sonda ESA poco prima di posarsi sul nucleo.

L’ultima immagine dalla sonda Rosetta sulla cometa 67P. Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Tra le missioni future, è stato invece annunciato l’ulteriore spostamento della partenza del James Webb Space Telescope: il lancio è attualmente previsto per la primavera del 2019. Per rimanere nelle missioni future, proseguono i preparativi per la prossima missione dell’ESA verso Giove, JUICE, che partirà nel 2022. Nel mese scorso è stato infatti testato il radar che sarà montato sulla sonda.

Volgendo lo sguardo ancora più al futuro, sia NASA che ESA hanno in programma a novembre due annunci relativi alle prossime missioni. NASA selezionerà infatti le finaliste per la selezione della quarta missione del programma New Frontiers, dopo New Horizons, Juno e OSIRIS-REx: resteranno soltanto due o tre candidate tra le 12 proposte in gara. Per ESA, invece, sarà il momento di decidere quale sarà la quarta missione di classe M della Cosmic Vision, dopo Solar Orbiter, Euclid e PLATO: attualmente in gara ci sono ARIEL, THOR e XIPE, rispettivamente dedicate a esopianeti, fisica del plasma e astronomia a raggi-x.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

Dopo tante speculazioni è finalmente arrivato l’annuncio ufficiale dello spostamento della missione cinese di raccolta campioni lunari Chang’e 5. In risposta al fallimento del vettore Lunga Marcia 5 saranno necessari diversi mesi per completare l’inchiesta governativa e il lancio potrebbe avvenire addirittura nel 2019. A questo punto potrebbe tornare la sequenza originale del piano cinese con il lancio entro la fine del 2018 di Chang’e 4, lander diretto verso il lato nascosto della Luna. L’agenzia spaziale cinese CNSA dovrà però prima lanciare un satellite per telecomunicazioni verso il punto lagrangiano L2 Terra-Luna per poter comunicare con la sonda.

Sempre silenziosi i cinque team coinvolti nel Google Lunar X-Prize (SpaceIL, Team Indus, Hakuto, Moon Express e Synergy Moon). La scadenza per potersi aggiudicare il premio è stata ulteriormente spostata al 31 marzo 2018, ma ancora non è chiaro se e quando i vari team potranno riuscire a lanciare.

Nei mesi scorsi l’agenzia spaziale indiana (ISRO) ha annunciato l’intenzione di lanciare, entro il primo trimestre del 2018, una nuova missione lunare, Chandrayaan 2. La missione sarà composta da un orbiter, un lander ed un piccolo rover.

Si avvicina anche l’apertura la finestra di lancio biennale per le missioni su Marte. L’unica sonda ai blocchi di partenza sembra essere Insight, della NASA, che partirà a maggio 2018 dopo aver mancato la finestra di lancio del 2016 per un problema ad uno strumento. In attesa della partenza la NASA ha indetto un’iniziativa che permetterà a chi lo volesse di spedire il proprio nome su Marte insieme alla sonda. La scadenza per proporsi è il 1 novembre.

Parker Solar Probe, anch’essa di NASA, partirà in estate per diventare la sonda ad avvicinarsi maggiormente al sole. A novembre Parker SP comincerà i test ambientali presso il Goddard Space Center del Maryland.

Nel sistema solare interno

In orbita intorno alla Luna ci sono al momento tre sonde americane: Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) e le due della missione ARTEMIS. Inoltre, anche se non ci sono notizie ufficiali, si pensa che siano ancora attive le cinesi Chang’e 5-T1, in orbita, e Chang’e 3, sulla superficie.

In un’orbita eliocentrica nei pressi di quella della Terra ci sono quattro sonde della NASA. La prima è Kepler, la cui missione K2 è principalmente diretta verso la scoperta di esopianeti.

Ci sono poi le due sonde della missione di osservazione solare STEREO. Dopo oltre 10 anni di missione, STEREO continua le sue osservazioni e NASA ha appena varato una richiesta d’aiuto ai cittadini che potranno contribuire al tracciamento delle tempeste solari nell’ambito del progetto Stormwatch II. Stereo A compirà anche osservazioni della cometa 96P/Machholtz, che passerà per la quinta volta nei pressi del campo di osservazione della sonda dal 25 al 30 ottobre. I contatti con Stereo B sono invece persi da tempo, anche se non sono completamente perse le speranze di un recupero.

Per finire, sempre nella stessa orbita, il telescopio spaziale Spitzer continua ad esplorare il cosmo nell’infrarosso dal 2009. La NASA ha recentemente chiesto informazioni su possibili investitori privati disposti a continuare a gestire la missione dopo la scadenza dei finanziamenti nel marzo del 2019.

Relativamente poco lontano, presso il punto lagrangiano L1 Terra-Sole, ci sono le sonde per l’osservazione solare WIND (NASA), ACE (NASA) e SoHO (NASA/ESA), e la missione di studio del clima terrestre DSCOVR (NASA/NOAA).

Tritone osservato da Voyager 2 durante il suo flyby di Nettuno 24 agosto 1989. Credit: NASA/JPL

Dall’altra parte della Terra rispetto al Sole, intorno al punto lagrangiano L2, c’è invece la sonda Gaia (ESA), che si occupa di mappare la nostra galassia e quelle limitrofe. I precisissimi dati della missione sono stati utilizzati lo scorso 5 ottobre per pianificare le osservazioni da terra dell’occultamento di una stella da parte del maggiore satellite di Nettuno, Tritone.

La sonda della NASA OSIRIS-REx è in viaggio verso l’asteroide Bennu e lo scorso 22 settembre ha compiuto con successo un passaggio ravvicinato con assist gravitazionale della Terra. Questa manovra ha permesso l’inserimento della sonda nella traiettoria finale in vista dell’incontro con l’asteroide previsto per agosto 2018. È possibile vedere le foto riprese dalla sonda durante il passaggio sul sito della missione.

Ripresa a colori della Terra e della Luna durante il flyby di OSIRIS-REx. Credit: NASA/Goddard/University of Arizona

A giugno dovrebbe arrivare sull’asteroide Ryugu anche la sonda giapponese Hayabusa 2, anch’essa con l’obiettivo principale di riportare a Terra un campione roccioso, oltre a quello di rilasciare un paio di piccoli lander.

Come per altre missioni cinesi la cui fase principale è terminata da tempo, non si hanno notizie di Chang’e 2, che dopo aver concluso la sua missione principale in orbita intorno alla Luna e quelle secondarie che l’hanno vista orbitare il punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole e sorvolare l’asteroide 4179-Toutatis, è attualmente in orbita eliocentrica. Anche la sonda giapponese Akatsuki continua senza particolari aggiornamenti le sue osservazioni in orbita intorno a Venere.

Esplorando Marte

Trace Gas Orbiter (TGO), della missione ESA/Roscosmos Exomars 2016, ha appena festeggiato l’anniversario dell’arrivo su Marte. La sonda non ha ancora iniziato la propria missione scientifica in quanto impegnata in una lunga campagna di aerobraking per ridurre la quota della propria orbita sfruttando l’attrito dell’atmosfera marziana. Purtroppo la natura imprevedibile della tenue atmosfera del pianeta rosso ha fatto sì che la sonda frenasse più del previsto e, lo scorso 19 settembre, ha dovuto compiere una manovra correttiva. Se l’atmosfera non ci mette nuovamente lo zampino, TGO sarà pronta per cominciare la sua missione a marzo del prossimo anno.

La campagna di aerobraking di TGO. Credit: ESA

In attesa del nuovo arrivo nel 2018 e oltre a TGO ci sono altre 5 sonde in orbita intorno al pianeta rosso: Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), Mars Express (ESA), Mars Odyssey (NASA), MAVEN (NASA) e Mars Orbiter Mission (ISRO) che invece stanno compiendo osservazioni scientifiche di Marte da diversi anni: si va dai quasi 16 anni per Mars Odyssey ai tre anni di MAVEN e MOM.

Sulla superficie di Marte siamo arrivati al sol 1853 per Curiosity/Mars Science Laboratory (MSL). Il rover ha festeggiato lo scorso 2 agosto i 5 anni sul pianeta rosso, e attualmente sta compiendo osservazioni presso il Vera Rubin Ridge, sulla strada che porta alla vetta del monte Sharp.

È invece il sol numero 4886 per l’altro rover marziano della NASA, Opportunity. Il Mars Exploration Rover (MER) superstite si è lasciato alle spalle Cape Tribulation, che studiava dal 2014, ed ha raggiunto la Perseverance Valley, nei pressi di Cape Byron. Gli scienziati sperano, grazie ad Opportunity, di riuscire a risalire alle origini della valle.

Nel sistema solare esterno

La sonda americana Dawn è sempre in orbita intorno al pianeta nano Cerere ed a fine settembre ha festeggiato i 10 anni dal lancio. Nei giorni scorsi la NASA ha annunciato una seconda estensione per la missione di Dawn su Cerere, scartando quindi l’ipotesi di mandare la sonda verso un terzo oggetto della fascia degli asteroidi dopo aver visitato Vesta e il pianeta nano. In questa seconda estensione la sonda raggiungerà l’orbita più bassa mai raggiunta (al di sotto dei 200 km di quota) e osserverà il pianeta nano al suo passaggio al perielio, cioè il punto della sua orbita più vicino al Sole.

La sonda della NASA Juno è in orbita intorno a Giove, principalmente per studiarne l’atmosfera e il campo magnetico. La sonda sta per compiere il nono flyby ravvicinato del gigante gassoso (PJ9), il 24 ottobre.

La sonda americana New Horizons è in viaggio verso l’oggetto della fascia di Kuiper 2014 MU69, che raggiungerà tra 436 giorni e da cui dista circa 543 milioni di km. L’11 settembre scorso la sonda ha terminato un periodo di ibernazione durato circa 5 mesi, cominciando una serie di test sugli strumenti e di osservazioni scientifiche a distanza. New Horizons tornerà in ibernazione il 22 dicembre, per essere svegliato l’ultima volta il 4 giugno, in vista dell’incontro che avverrà a capodanno del 2019.

Infine, le sonde americane Voyager 1 e 2, dopo aver sorvolato Giove, Saturno e, nel caso di Voyager 2 anche Urano e Nettuno, sono ancora operative nel loro viaggio di allontanamento dal sistema solare. Voyager 1 si trova attualmente a circa 141 UA dalla Terra (19 ore e 30 minuti-luce). Voyager 2 è invece a circa 116 UA dalla Terra (16 ore e 3 minuti-luce).

Sommario missioni

Missioni in fase di preparazione per il lancio: 11

Missioni operative nella fase principale o estesa: 26

Missioni in viaggio verso il prossimo obiettivo: 3

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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