ESA dà il via libera alla missione LISA

Proprio mentre la missione precorritrice LISA-Pathfinder volge al termine, ESA ha selezionato per l’implementazione la missione LISA (Laser Interferometer Space Antenna), una costellazione di tre satelliti dedicati allo studio delle onde gravitazionali.

Nel settembre 2015, quasi cento anni dopo la previsione puramente teorica della loro esistenza da parte di Albert Einstein nella sua teoria della relatività generale, l’esperimento americano LIGO ha confermato l’esistenza di questo fenomeno fisico. Pochi mesi dopo, alla scoperta di LIGO aveva fatto eco la piccola ma importantissima missione ESA LISA-Pathfinder, che ha rilevato la presenza delle onde gravitazionali durante la validazione del sensore che sarà montato sulla costellazione LISA.

LISA è stata approvata il 20 giugno dal Comitato ESA per i Programmi Scientifici, che ha anche dato il via libera alla seconda fase dello sviluppo della missione Plato (Planetary Transits and Oscillations of stars) e che è chiamata a schedulare la Cosmic Vision di ESA per i prossimi 20 anni.

ESA aveva deciso già nel 2013 di investire nello studio dell’universo delle onde gravitazionali già nel 2013, quando aveva previsto una missione ad alto budget (L3) per cercare disturbi nella struttura dello spazio-tempo creati da oggetti celesti caratterizzati da grande forza di gravità, ad esempio due buchi neri in procinto di fondersi tra loro.

In questo video di ESA possiamo osservare come LISA Patfhinder ha raggiunto il punto lagrangiano L1.

 

La missione di LISA

Il sensore che sarà montato nel cuore dei satelliti LISA è composto da due masse di test in caduta libera, isolate da qualsiasi forza esterna ed interna e collegate tra loro solo da un raggio laser. Si tratta di una tecnologia chiave per poter percepire le distorsioni causate dal passaggio delle onde gravitazionali. Tali distorsioni deformano la struttura dello spazio-tempo su una scala infinitesimale, dell’ordine dei milionesimi di milionesimi di millimetro su distanze dell’ordine di milioni di chilometri, e questo richiede la capacità di svolgere misurazioni particolarmente accurate.

LISA Pathfinder concluderà la sua missione alla fine del mese di giugno, mentre LISA entrerà nel vivo delle varie fasi di studio che precedono una seconda fase decisionale, la quale dovrà a sua volta dare il via libera alla costruzione e al lancio della missione. I tre satelliti della costellazione LISA, separati tra loro di circa 2,5 milioni di chilometri e in volo in formazione triangolare, seguiranno la Terra nella sua orbita attorno al Sole, operando probabilmente nel punto lagrangiano L1.

Se non vi saranno imprevisti il lancio è previsto per il 2034.

Fonte: ESA

 

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

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