La NASA assegna altre quattro missioni a SpaceX e Boeing

Le capsule Dragon Manned e CST-100 - (C) NASA

La NASA ha recentemente aggiudicato nuovi contratti per il trasporto degli equipaggi verso la Stazione Spaziale Internazionale, assegnando quattro voli ciascuno alla capsula CST-100 di Boeing e alla Dragon Manned SpaceX.

Le nuove missioni, che prenderanno il via solo dopo aver ottenuto la certificazione di NASA, nascono nel contesto del contratto quadro CCTC (Commercial Crew Transportation Capability) e portano il numero dei voli assegnati ad ognuna delle due aziende a sei. La comunicazione di NASA, avvenuta con largo anticipo sulla data dei lanci, agevolerà Boeing e SpaceX nella programmazione delle varie attività legate alle missioni abitate senza compromettere la preparazione delle missioni di rifornimento senza equipaggio.

Ecco due video in computergrafica che mostrano le capsule in azione.

Oltre all’equipaggio le capsule commerciali trasporteranno verso la Stazione carichi fino a 100 kg, e fungeranno da capsula di salvataggio per consentire agli astronauti di ritornare in sicurezza sulla Terra in caso di emergenza, se necessario.

L’aggiudicazione dei contratti per queste missioni garantisce la stabilità del calendario delle missioni per la rotazione degli equipaggi della Stazione, riducendo le incertezze finanziare e di calendarizzazione dei nostri partners

ha affermato Phil McAlister, direttore della divisione Sviluppo del Volo Spaziale Commerciale di NASA.

La capacità di “ordinare” missioni quando necessario è una degli aspetti chiave del Commercial Crew Program.

Boeing e SpaceX stanno anche lavorando alle infrastrutture necessarie per supportare le operazioni dei rispettivi veicoli: rampe di lancio, hangar, centri di controllo e sale di lancio sono in costruzione o in via di trasformazione. L’azienda di Elon Musk si prepara infatti a lanciare i suoi Falcon 9 dalla storica rampa 39A del Kennedy Space Center (la stessa da cui partì Apollo 11), mentre Boeing userà il Launch Complex 41 della Cape Canaveral Air Force Station per i suoi Atlas V.

La visione strategica di NASA

Restituire agli Stati Uniti la capacità di lanciare autonomamente astronauti nello spazio è essenziale per garantire l’operatività della ISS e lo svolgimento delle attività di ricerca a bordo dell’avamposto spaziale: quando le capsule CST-100 e Dragon saranno operative sarà possibile aumentare il numero di astronauti a bordo della Stazione, distribuendo meglio il carico delle attività di manutenzione e aumentando il tempo che ogni astronauta potrà dedicare alla ricerca vera e propria. In tal modo NASA potrà focalizzare i suoi sforzi sull’acquisizione del know-how per le missioni spaziali di lunga durata, un fattore essenziale in vista del termine dello sviluppo della capsula Orion e del lanciatore SLS che insieme consentiranno di lasciare l’orbita terrestre bassa e compiere missioni nello spazio profondo.

La rampa di lancio 39A al Kennedy Space Center in trasformazione – (C) NASA

Al termine di questa lunga fase di trasformazione del panorama aerospaziale americano, le aziende private garantiranno l’accesso ad equipaggi e cargo in orbita terrestre , mentre la NASA si dedicherà all’esplorazione di mete più remote e rilanciare l’idea di un volo abitato verso Marte.

I voli di collaudo

La prima missione della capsula CST-100 di Boeing, chiamata “Orbital Flight Test”, è programmata per giugno del 2018 e sarà seguito dal primo volo abitato, se tutto si svolgerà per il meglio, nell’agosto dello stesso anno. L’esordio della Dragon Manned di SpaceX, battezzato “Demonstration Mission 1”, è previsto per il prossimo novembre,
seguito da un test con equipaggio nel maggio 2018.

Se questi voli si concluderanno senza particolari imprevisti NASA certificherà l’operatività dei due veicoli ed i voli routinari verso la ISS riceveranno luce verde.

Fonte: NASA

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

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