ISS Weekly Status Report – 27.2016

ISS, Shuttle ed ATV

Pubblichiamo il nuovo report delle attività svolte dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

12 settembre

Microgravity Science Glovebox (MSG) reconfiguration
FE-6 ha effettuato la rimozione del payload Heart Cell da MSG. Gli esperimenti Heart Cells si sono conclusi e l’hardware è stato inviato a Terra con il cargo Dragon della missione SpaceX-9. Martedì prossimo, l’equipaggio installerà all’interno di MSG l’infrastruttura dell’esperimento denominato Selectable Optical Diagnostics Instrument Experiment Diffusion Coefficient Mixture (SODI DCMix)-3. Lo scopo principale dell’indagine SODI DCMix-3 è la misura dei coefficienti di diffusione delle miscele ternarie in un ambiente a gravità ridotta come quello presente a bordo della ISS.

Japanese Experiment Module Airlock (JEMAL) Preparation
FE-5 ha esteso la JEMAL Slide Table all’interno del Japanese Experiment Module (JEM) ed ha installato lo Small Fine Arm (SFA) Attachment Mechanism (SAM) sulla slitta. Successivamente FE-5 ha installato la Multi-Purpose Experiment Platform (MPEP) sul SAM. L’equipaggio ha ripassato la procedura di installazione del NanoRack Cubesat Deployer (NRCSD) in preparazione dell’installazione di domani.

Fine Motor Skills (FMS)
I Flight Engineer (FE-5 ed FE-6) hanno effettuato oggi una nuova sessione FMS a cui i membri dell’equipaggio devono sottoporsi nel corso della loro permanenza a bordo della ISS. In questo esperimento vengono effettuate una serie di attività interattive su una tavoletta touchscreen. Questa è la prima indagine che abbina le capacità motorie ad una lunga esposizione alla microgravità, analizzando le diverse fasi di adattamento alla microgravità ed il recupero sensomotorio, una volta tornati alla gravità terrestre.

Extravehicular Mobility Unit (EMU) Suit Maintenance
L’equipaggio ha effettuato la manutenzione alle EMU 3006 e 3010; lavaggio dei circuiti di raffreddamento, filtrazione ionica, rimozione del particolato e prelievo di campioni d’acqua per i test di conducibilità elettrica.

Japanese Experiment Module (JEM) Network Storage (NeST) Mesh Replacement
L’equipaggio ha rimosso la copertura della maglia intrecciata che copre l’ingresso della conduttura in cui è posta la ventola, ha sostituito la maglia ed ha riposizionato il coperchio. La vecchia rete è stata messa sotto vuoto e stivata. Questa è una attività di manutenzione ordinaria.

Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) Operations
Oggi, i Robotics Ground Controllers hanno attivato il Mobile Servicing System (MSS) e manovrato SSRMS in una posizione di parcheggio in preparazione delle operazioni di rilascio del NanoRacks CubeSat Deployer #9 (NRCSD 9), in programma settimana prossima.

 

13 settembre

NanoRack Cubesat Deployer (NRCSD) #9 Install
Questa mattina, dopo aver esteso la JEM Airlock (JEMAL) Slide Table all’interno della ISS, FE-5 ha installato l’NRCSD #9 Quad-Deployer sul Multi-Purpose Experiment Platform Small Fine Arm Attachment Mechanism (MPEP/SAM). L’equipaggio ha poi retratto la slitta, ha chiuso il portello e depressurizzato JEMAL. NRCSD #9 contiene otto Planet Lab Dovesats che saranno rilasciati a coppie di due.

Biomolecule Sequencer (BMS)
FE-6 ha rimosso dal Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI) e scongelato i campioni dell’esperimento. L’equipaggio ha poi avviato una nuova sessione della durata di 48 ore. Questa è la quarta sequenzializzazione che utilizza il Commercial-Off-the-Shelf (COTS) MinION ed il tablet Surface Pro 3. L’indagine Biomolecule Sequencer intende dimostrare, per la prima volta, la fattibilità della sequenzializzazione del DNA su un veicolo spaziale orbitante. La sequenzializzazione del DNA permetterebbe l’identificazione di microbi, diagnosticare malattie e conoscere lo stato di salute di ciascun membro dell’equipaggio.

Selectable Optical Diagnostics Instrument Experiment Diffusion Coefficient Mixture-3 (SODI) DCMix-3 Installation
FE-6 ha installato con successo l’esperimento SODI-DCMix-3, progettato e realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), nel Microgravity Science Glovebox (MSG). Una volta installato, i Ground Controllers opereranno con SODI per diverse settimane. Lo scopo principale dell’indagine SODI DCMix-3 è la misura dei coefficienti di diffusione di miscele ternarie selezionate, approfittando della ambiente a gravità ridotta presente a bordo della ISS. Per caratterizzare i campioni, candidati ad essere utilizzati in volo, sono state utilizzate combinazioni di tecniche diverse e complementari tra miscele a base di acqua ed idrocarburi. I risultati sperimentali, ottenuti con lo strumento denominato Selectable Optical Diagnostic, saranno usati per validare le teorie della termodiffusione e sviluppare modelli fisici e matematici per la stima dei coefficienti.

Manufacturing Device
FE-6 ha installato un nuovo campione per il Manufacturing Device. Questo campione verrà utilizzato per la calibrazione, subito seguito dall’elaborazione di un pezzo ad alta priorità, ricevuto attraverso il Center for the Advancement of Science in Space (CASIS). Manufacturing Device è costituito dall’Additive Manufacturing Facility (AMF), un impianto di produzione permanente installato sulla ISS. AMF è in grado di produrre pezzi on-demand. AMF permette la riparazione immediata di componenti essenziali della ISS, essendo in grado di produrre pezzi più grandi, di più elevata complessità e di più grande precisione rispetto a quanto prodotto fino ad oggi sulla ISS.

Waste and Hygiene Compartment (WHC) Dose Pump Remove and Replace (R&R)
L’equipaggio ha rilevato negli ultimi giorni svariate indicazioni di WHC Pre-Treat Bad Quality Light (PTBQL). Questa è un’indicazione che la Dose Pump è giunta al termine della sua vita nominale di sei mesi, e che quindi dovrà essere sostituita. L’ultima volta che la pompa è stata sostituita era successo nel marzo del 2016.

Lab Major Constituent Analyzer (MCA) Return to Operations
Durante l’installazione dell’MCA Vacuum Jumper, in preparazione dello svuotamento del Lab MCA, l’equipaggio non è stato in grado di collegare il jumper al Waste Gas Quick Disconnect (QD) a causa di problemi di accesso. I Ground teams stanno studiando le possibili alternative per collegare l’MCA al circuito fra vuoto. Questa attività è necessaria per ripristinare la piena operatività del Lab MCA.

Japanese Experiment Module (JEM) Encoder Remove and Replace (R&R)
Il JEM Encoder è stato configurato con un errato indirizzo IP e per questo motivo risultava irraggiungibile. Oggi, FE-5 ha sostituito il JEM Encoder con un’unità di scorta.

 

14 settembre

Asia Try Zero-G
L’equipaggio ha avviato l’esperimento ASIA TRY ZERO-G. Sono stati eseguiti esperimenti scientifici su temi proposti da sei diversi paesi dell’Asia. I video registrati in orbita verranno inviati a Terra per promuovere le attività spaziali nei paesi asiatici.

Electrostatic Levitation Furnace (ELF) Troubleshooting
L’equipaggio è impegnato nella risoluzione dei problemi dell’Electrostatic Levitation Furnace (ELF). Lo strumento è stato rimosso dall’interno del Multi-Purpose Small Payload Rack (MSPR)-2 per essere collegato al computer portatile tramite un cavo USB per dare la possibilità agli specialisti a Terra di installare un aggiornamento software. Le attività di ripristino proseguiranno fino a venerdì, 16 settembre.
[NDT : Probabilmente in tanti abbiamo visto in TV le immagini di astronauti che giocano con gocce d’acqua che galleggiano nell’aria. Un forno a levitazione è uno strumento il cui funzionamento è concettualmente simile a quella della goccia d’acqua fluttuante. L’Electrostatic Levitation Furnaces è un payload scientifico, in cui una varietà di materiali può essere elaborata senza crogiolo, sfruttando l’ambiente in microgravità presente sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Perché i materiali devono levitare durante gli esperimenti? Quando, ad esempio, fondiamo il vetro sulla Terra, una miscela di materie prime è messa in un contenitore denominato “crogiolo”, e l’intero crogiolo viene riscaldato per fondere i materiali in esso contenuti. Successivamente i materiali fusi vengono raffreddati per la solidificazione. Nel processo di fusione ad alta temperatura avviene una reazione chimica tra i materiali allo stato liquido ed il crogiolo, ciò comporta che le impurità dal contenitore vengono introdotte nella materia prima. Per evitare la contaminazione da parte del crogiolo, dobbiamo semplicemente smettere di utilizzarlo, cioè, le materie prime devono essere riscaldate in levitazione. Questo è un metodo di trattamento unico che è facilmente realizzabile in un ambiente a gravità zero o microgravità. Si potrebbe pensare che sia facile far levitare materiali nello spazio perché non c’è gravità. Tuttavia, si riscontrano vari problemi durante gli esperimenti attuali. In teoria un oggetto posto a gravità zero, se non è sottoposto ad alcuna forza, non dovrebbe spostarsi, bensì galleggiare rimanendo fermo nella sua posizione. In realtà esso subisce una forza dovuta alla gravità residua che, anche nello spazio, grava sui movimenti degli astronauti, sull’attracco di una navetta spaziale alla ISS, etc. Se la posizione dell’oggetto non è controllata correttamente, l’oggetto verrà spostato da queste forze, e gli esperimenti, inevitabilmente, falliranno. Sono state sviluppate varie tecnologie per controllare con successo la posizione di un campione sottoposto ad esperimenti. La levitazione di oggetti con la forza elettrostatica, come suggerisce il nome, permette di far levitare gli oggetti con la sola forza elettrostatica. In questo metodo, le forze di Coulomb che interagiscono tra il campione e gli elettrodi circostanti possono essere attivamente controllate per mantenere la posizione del campione. Pertanto, l’ELF controlla il materiale rilevandone la posizione tramite un sensore che invia un segnale agli elettrodi superiore e inferiore. Ciò significa che quando il materiale si sposta a destra, viene inviato rapidamente un segnale di posizione agli elettrodi in modo che possano controllare la forza elettrostatica per spostare il materiale verso sinistra. Questo metodo consente inoltre di spostare il materiale e fissarlo in una qualunque posizione desiderata, inoltre è anche possibile far ruotare il materiale stesso. Il materiale in levitazione può essere riscaldato mediante irradiazione con laser controllabili separatamente. I processi di fusione e ricristallizzazione del materiale possono essere osservati usando un termometro a radiazione e le telecamere CCD, che vengono posizionate attorno al materiale. L’ELF è situato nel JEM Multipurpose Small Payload Rack (MSPR) in Kibo.]

Phase Change Heat Exchanger (PCHx)
L’equipaggio ha iniziato l’installazione del Phase Change Heat Exchanger (PCHx) all’interno dell’EXpedite PRocessing of Experiments to Space Station (EXPRESS) Rack (ER)-8. Dopo alcuni problemi con il cablaggio del Low Temperature Loop (LTL) Quick Disconnect (QD), l’equipaggio è stato in grado di concludere positivamente l’installazione. L’equipaggio e gli specialisti a Terra si dedicheranno ora a verificare la presenza di eventuali perdite. L’obiettivo primario del progetto PCHx è di creare una piattaforma di test utilizzando gli EXPRESS rack installati sulla ISS.
[NDT : Nello spazio, riuscire a gestire e mantenere le temperature in un range di sicurezza, dove non c’è atmosfera per fornire calore quando si è in ombra o protezione dal calore quando si è esposti al sole, è un’operazione complicata. Gli scambiatori di calore forniscono un importante aiuto nel mantenere le temperature ad un adeguato valore all’interno di un veicolo spaziale, proteggendo i membri dell’equipaggio e le attrezzature. Lo studio denominato Phase Change Heat Exchanger Project (Phase Change HX) intende collaudare un nuovo tipo di scambiatore di calore che potrebbe permettere alle future missioni di regolare meglio la temperatura. Il Phase Change HX Payload comprende un design di progetto plug and play che consente un’interfaccia comune per i futuri carichi utili che richiederanno temperature dei fluidi tra -10° C e 30° C e portate comprese tra le 50 e le 300 lb/hr.]

NanoRack Cubesat Deployer (NRCSD) #9 Deployment
I Ground Controllers hanno rilasciato la prima delle quattro coppie di satelliti Planet Lab DoveSats dal NRCSD #9. Un pannello solare del primo cubesat ed entrambi i pannelli solari del secondo cubesat si sono aperti prima del previsto, ma al momento non sono stati rilevati impatti negativi. Le restanti tre coppie di CubeSats verranno rilasciate nel corso del prossimo periodo di sonno dell’equipaggio. Questa distribuzione denominata “Flock 2” è costituita da una flotta di nanosatelliti progettati, costruiti e gestiti dalla azienda Planet Labs Inc. Questi DoveSats consentiranno il monitoraggio delle risorse del pianeta mediante una frequente acquisizione di immagini che verranno elaborate da applicazioni umanitarie ed ambientali per il controllo della deforestazione, delle calotte di ghiaccio e per migliorare le rese agricole delle aree in via di sviluppo.

Nitrogen/Oxygen Recharge System (NORS) Setup and Oxygen Transfer
L’equipaggio ha scollegato e riposto un serbatoio, ormai vuoto, per la ricarica dell’ossigeno, dopodichè ha installato un nuovo serbatoio e configurato il NORS per trasferire l’ossigeno negli US Airlock High Pressure Gas Tanks (HPGTs).

 

15 settembre

NanoRack Cubesat Deployer (NRCSD) #9 Deployment
Durante la notte, i Ground Controllers hanno rilasciato le tre coppie rimanenti di Planet Lab DoveSats contenuti nell’NRCSD #9. Questa distribuzione denominata “Flock 2” è costituita da una flotta di nanosatelliti progettati, costruiti e gestiti dalla azienda Planet Labs Inc. Questi DoveSats consentiranno il monitoraggio delle risorse del pianeta mediante una frequente acquisizione di immagini che verranno elaborate da applicazioni umanitarie ed ambientali per il controllo della deforestazione, delle calotte di ghiaccio e per migliorare le rese agricole delle aree in via di sviluppo.

Electrostatic Levitation Furnace (ELF) Troubleshooting
Dopo l’attività di caricamento del software, avvenuta ieri, oggi FE-5 ha rimontato l’ELF e lo ha posizionato all’interno del Multi-Purpose Small Payload Rack (MSPR)-2 Work Volume. I Ground Controller avvieranno in seguito le verifiche sul nuovo software caricato.
[NDT : Probabilmente in tanti abbiamo visto in TV le immagini di astronauti che giocano con gocce d’acqua che galleggiano nell’aria. Un forno a levitazione è uno strumento il cui funzionamento è concettualmente simile a quella della goccia d’acqua fluttuante. L’Electrostatic Levitation Furnaces è un payload scientifico, in cui una varietà di materiali può essere elaborata senza crogiolo, sfruttando l’ambiente in microgravità presente sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Perché i materiali devono levitare durante gli esperimenti? Quando, ad esempio, fondiamo il vetro sulla Terra, una miscela di materie prime è messa in un contenitore denominato “crogiolo”, e l’intero crogiolo viene riscaldato per fondere i materiali in esso contenuti. Successivamente i materiali fusi vengono raffreddati per la solidificazione. Nel processo di fusione ad alta temperatura avviene una reazione chimica tra i materiali allo stato liquido ed il crogiolo, ciò comporta che le impurità dal contenitore vengono introdotte nella materia prima. Per evitare la contaminazione da parte del crogiolo, dobbiamo semplicemente smettere di utilizzarlo, cioè, le materie prime devono essere riscaldate in levitazione. Questo è un metodo di trattamento unico che è facilmente realizzabile in un ambiente a gravità zero o microgravità. Si potrebbe pensare che sia facile far levitare materiali nello spazio perché non c’è gravità. Tuttavia, si riscontrano vari problemi durante gli esperimenti attuali. In teoria un oggetto posto a gravità zero, se non è sottoposto ad alcuna forza, non dovrebbe spostarsi, bensì galleggiare rimanendo fermo nella sua posizione. In realtà esso subisce una forza dovuta alla gravità residua che, anche nello spazio, grava sui movimenti degli astronauti, sull’attracco di una navetta spaziale alla ISS, etc. Se la posizione dell’oggetto non è controllata correttamente, l’oggetto verrà spostato da queste forze, e gli esperimenti, inevitabilmente, falliranno. Sono state sviluppate varie tecnologie per controllare con successo la posizione di un campione sottoposto ad esperimenti. La levitazione di oggetti con la forza elettrostatica, come suggerisce il nome, permette di far levitare gli oggetti con la sola forza elettrostatica. In questo metodo, le forze di Coulomb che interagiscono tra il campione e gli elettrodi circostanti possono essere attivamente controllate per mantenere la posizione del campione. Pertanto, l’ELF controlla il materiale rilevandone la posizione tramite un sensore che invia un segnale agli elettrodi superiore e inferiore. Ciò significa che quando il materiale si sposta a destra, viene inviato rapidamente un segnale di posizione agli elettrodi in modo che possano controllare la forza elettrostatica per spostare il materiale verso sinistra. Questo metodo consente inoltre di spostare il materiale e fissarlo in una qualunque posizione desiderata, inoltre è anche possibile far ruotare il materiale stesso. Il materiale in levitazione può essere riscaldato mediante irradiazione con laser controllabili separatamente. I processi di fusione e ricristallizzazione del materiale possono essere osservati usando un termometro a radiazione e le telecamere CCD, che vengono posizionate attorno al materiale. L’ELF è situato nel JEM Multipurpose Small Payload Rack (MSPR) in Kibo.]

Combustion Integration Rack (CIR) Igniter Replacement
FE-6 ha sostituito due Multi-user Droplet Combustion Apparatus (MDCA) Igniter Tips. L’equipaggio ha rimosso l’MDCA Chamber Insert Assembly (CIA), ha sostituito i bruciatori e rimontato l’apparato. Mentre l’equipaggio stava ricollegando le linee del CIR Moderate Temperature Loop (MTL), è stata trovata una perdita di liquido proveniente dall’Internal Thermal Control Systems (ITCS). Coordinato dai Ground Controllers, l’equipaggio ha ricevuto indicazioni per avviare la sostituzione delle tubazioni di ritorno del MDCA Water. L’equipaggio è stato autorizzato a chiudere il rack, rimandando ad altra data ogni ulteriore intervento. Il CIR verrà utilizzato a breve dall’esperimento FLame EXtinguishment (FLEX)-2 con il Data Set 1 e l’utilizzo del decano come combustibile. FLEX-2 utilizza piccole goccioline di combustibile per studiare le caratteristiche della combustione nello spazio. Questi esperimenti analizzano come ed in che modo viene bruciato il combustibile, le condizioni in cui si forma la fuliggine ed il modo in cui una miscela di combustibili evapori prima di bruciare. I risultati di FLEX-2 daranno agli scienziati una migliore comprensione di come gli incendi si comportano nello spazio e fornirà importanti informazioni che saranno utili per aumentare l’efficienza del carburante nei motori che utilizzano combustibili liquidi.

Biomolecule Sequencer (BMS) Sample Stop
FE-6 ha completato una nuova sessione di campionamento della durata di 48 ore. L’equipaggio ha completato l’analisi, catturato uno screenshot, salvato sul Surface Pro 3 e successiviamente inviato a Terra per le analisi. L’indagine Biomolecule Sequencer intende dimostrare per la prima volta la fattibilità della sequenzializzazione del DNA su un veicolo spaziale orbitante. La sequenzializzazione del DNA permetterebbe l’identificazione di microbi, diagnosticare malattie e conoscere lo stato di salute di ciascun membro dell’equipaggio.

Manufacturing Device (MD)
L’equipaggio ha tentato di rimuovere dal dispositivo di stampa gli oggetti utilizzati per una stampa di calibrazione. Due dei tre pezzi di una stampa sono stati rimossi e riposti con successo, ma l’equipaggio non è stato in grado di rimuovere il terzo. Gli specialisti a Terra stanno elaborando un nuovo metodo per la rimozione dell’oggetto. Manufacturing Device è costituito dall’Additive Manufacturing Facility (AMF), un impianto di produzione permanente installato sulla ISS. AMF è in grado di produrre pezzi on-demand. AMF permette la riparazione immediata di componenti essenziali della ISS, essendo in grado di produrre pezzi più grandi, di elevata complessità e di grande precisione rispetto a quanto prodotto fino ad oggi sulla ISS.

Japanese Experiment Module (JEM) Window Inspection
L’equipaggio ha ispezionato le JEM Windows per osservare l’eventuale presenza di contaminazioni e/o danni, senza rilevare nulla di anomalo. Questa è una attività di manutenzione che viene effettuata periodicamente.

Health Maintenance System (HMS) Crew Medical Officer (CMO) Training
FE-6 ha concluso un corso di aggiornamento sulle procedure e sulle attrezzature mediche da utilizzare nei casi di lesioni e malattie dell’equipaggio.

Nitrogen/Oxygen Recharge System (NORS) Setup and Oxygen Transfer
L’equipaggio ha concluso il trasferimento dell’ossigeno dal NORS all’US Airlock High Pressure Gas Tanks (HPGTs), dopodichè ha riconfigurato il trasferimento ai Low Pressure Gas Tanks (LPGTs). Tutti i trasferimenti previsti sono stati completati in giornata.

 

16 settembre

Plant Ribonucleic Acid (RNA) Regulation Harvest
FE-6 ha rimosso gli European Modular Cultivation System (EMCS) Seed Cassettes dall’EMCS Rotors A e B per stivarli in un EMCS Cold Stowage Pouch, successivamente posto per la conservazione in MELFI. Nuove Experiment Container (EC) Seed Cassettes (Cassette di semi) sono state posizionate nell’EMCS e lì saranno coltivate per circa una settimana. Rispetto alle piante coltivate sulla Terra, quelle che crescono nello spazio mostrano modifiche all’espressione genica che colpisce il modo in cui queste crescono e si sviluppano. Lo studio Plant RNA Regulation intende approcciare i primi passi dell’espressione genica che interviene nello sviluppo di radici e germogli. Gli scienziati si aspettano di identificare nuove molecole per spiegare come ed in che modo le piante si adattano e rispondono all’ambiente in microgravità dello spazio.
[NDT : L’EMCS è una struttura dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) progettata per lo studio della biologia vegetale in microgravità. Tale struttura supporta la coltivazione, la stimolazione e l’esecuzione assistita di esperimenti biologici in condizioni controllate (ad esempio temperatura, composizione atmosferica, approvvigionamento idrico, illuminazione e gravità). EMCS è già stata utilizzata in esperimenti e studi sugli effetti della gravità e della luce sullo sviluppo e la crescita delle piante.]

NanoRack Cubesat Deployer (NRCSD) Multi-Purpose Experiment Platform (MPEP) Return
FE-5 ha esteso la JEM Airlock (JEMAL) Slide Table per permettere l’installazione del MPEP da parte dei Ground teams dopo il rilascio degli otto Planet Lab DoveSats. L’equipaggio ha retratto la Slide Table all’interno di JEMAL. Jemal sarà ripressurizzato martedì prossimo, mentre NRCSD verrà rimosso il prossimo venerdì.

Treadmill 2 (T2) Yearly and 6-Monthly Maintenance
L’equipaggio ha eseguito un controllo approfondito del pozzetto di azionamento del T2, dei denti della puleggia, del motore, dei bulloni del carrello motore, della cinghia del motore, delle viti di fissaggio e delle cinghie laterali, compresa la pulizia dell’alloggiamento dei cuscinetti. Tutte le operazioni sono state documentate con fotografie, successivamente inviate a Terra per le analisi. Al termine, il T2 è stato riacceso e verificato e successivamente dichiarato pronto per l’uso da parte dell’equipaggio.

Health Maintenance System (HMS) Crew Medical Officer (CMO) Training
FE-5 ha completato un corso di aggiornamento sulle procedure e sulle attrezzature mediche da utilizzare nei casi di lesioni e malattie dell’equipaggio.

Japanese Experiment Module (JEM) High Definition (HD) Encoder Connectivity
Lo scorso 13 settembre, il precedente AVN 443 HD Encoder installato nel JEM Module (S/N 1006) è stato inavvertitamente mal configurato poichè gli era stato assegnato un indirizzo IP errato. Al suo posto era stata installata una unità di scorta (S/N 1009), ma anche in questo caso non è stato assegnato il corretto indirizzo IP. I Ground teams hanno sviluppato una procedura per ripristinare la corretta configurazione tramite JSL. Questa procedura è stata applicata oggi con successo.

 

19 settembre

Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI)-2 Auto-Stop Transition
Domenica, i Ground teams hanno ricevuto una notifica che segnalava lo spegnimento automatico di MELFI-2. Il Brayton Motor era spento mentre il rack aveva mantenuto un corretto livello di potenza elettrica e di flusso del Low Temperature Loop (LTL). Gli specialisti dello stivaggio a freddo hanno notato che il modo in cui è codificato il software di monitoraggio di MELFI potrebbe attivare la condizione di Auto-Stop ed agire prima che la telemetria venga trasmessa al suolo. Questo ragionamento trova una convalida nel buono stato del rack rilevato prima dell’attivazione dell’Auto-Stop. Visto che tutti i parametri del rack risultano essere nominali, il Brayton Motor è stato riattivato, dopo una inoperatività durata 1 ora 16 minuti e 5 secondi.

Body Measures
Oggi FE-5, coadiuvato da FE-6 che ha agito in qualità di operatore, ha effettuato una sessione di raccolta dati per l’esperimento Body Measures. La NASA non dispone ancora di una sufficiente raccolta di dati antropometrici (misure del corpo) necessari per valutare gli impatti sulle dimensioni e sulle forme che subiscono i corpi degli astronauti in orbita. L’obiettivo di questo studio è la comprensione dell’entità e della variabilità dei cambiamenti morfologici, nonchè analizzare gli spostamenti dei liquidi all’interno del corpo umano. Questo studio raccoglie i dati antropometrici mediante acquisizione di foto e video e la misurazione con un metro a nastro dell’altezza e di tutti i dati dei segmenti corporei (petto, vita, fianchi, braccia, gambe, etc) degli astronauti in condizioni di pre-volo, post-volo ed in volo. Questo studio è importante per poter predeterminare i cambiamenti che possono verificarsi durante il volo spaziale in missioni di lunga durata e per essere in grado di gestire le modifiche all’abbigliamento, alle postazioni di lavoro, etc.

Fine Motor Skills (FMS)
Sia FE-5 che FE-6 hanno effettuato oggi una nuova sessione settimanale. In questo esperimento i membri dell’equipaggio eseguono una serie di attività interattive su una tavoletta touchscreen. Questa è la prima indagine che abbina le capacità motorie ad una lunga esposizione alla microgravità, analizzando le diverse fasi di adattamento alla microgravità ed il recupero sensomotorio, una volta tornati alla gravità terrestre.

Microgravity Science Laboratory (MSL) Sample Cartridge Assembly (SCA) Exchange
L’equipaggio ha sostituito la Sample Cartridge Assembly (SCA) all’interno della Solidification Quenching Furnace (SQF), rimuovendo la cartuccia di calibrazione ed inserendo il primo campione di prova. Settimana prossima i Ground teams avvieranno la lavorazione del primo campione. Il Batch-2b del Materials Science Laboratory Sample Cartridge Assemblies verrà utilizzato da due progetti che indagano come le strutture metalliche si solidificano e si organizzano partendo da due fasi diverse. Il progetto Metastable Solidification of Composites (METCOMP) studia la fase che si forma dalla reazione di un metallo allo stato liquido con uno già allo stato solido, per una nuova fase risultante dal loro raffreddamento. A questo scopo, l’esperimento tratterà differenti composizioni dei materiali che costituiscono la lega di bronzo (Copper-Tin Alloys). Il secondo progetto intende analizzare la solidificazione di Ternary Alloys (SETA), ovvero come una lega di alluminio (Copper-Silver Alloys) si solidifica per organizzarsi in una struttura lamellare. Entrambi i progetti forniranno campioni di riferimento che permettano di testare modelli numerici che mirano a prevedere queste strutture.

Eli Lily Hard to Wet Surfaces
FE-6 ha caricato le batterie che verranno utilizzate dall’esperimento denominato Hard to Wet Surfaces. L’equipaggio ha inoltre verificato la corretta messa a fuoco della fotocamera e le corrette impostazioni del flash che documenteranno lo svolgimento dei test a partire da domani. In chimica, la bagnatura è un termine che fa riferimento alla capacità di diffusione di un liquido posto sulla superficie di un materiale solido. Questo è un aspetto chiave della capacità del materiale di sciogliersi. L’indagine Hard to Wet Surfaces (Eli Lilly-Hard to Wet Surfaces) studia come alcuni materiali utilizzati nell’industria farmaceutica si dissolvono in acqua quando posti in condizioni di microgravità. I risultati di questa indagine potrebbero contribuire a migliorare la progettazione delle compresse che, una volta ingerite, si sciolgono nel corpo umano rilasciando un farmaco.

Hatch Seal Inspection
Il Flight Engineer 5 (FE-5) ha pulito e verificato le guarnizioni di tenuta dei portelli di COL, N2 port, N2 Stbd, A/L, N2 Stbd, JLP, JPM Stbd, JPM Zenith e del PMM per rilevare l’eventuale presenza di FOD o danni. Questa è una attività di manutenzione ordinaria che viene effettuata ogni 180 giorni.

Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) Latching End Effector (LEE) Survey
SSRMS è stato attivato e manovrato per effettuare un’ispezione del Latching End Effector (LEE) B utilizzando le nuove telecamere ad alta definizione.

Fonte: NASA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

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