Cambiano i piani per Iridium Next: primo lancio spostato a luglio a bordo di un Falcon 9 di SpaceX

Cambiano i piani per la messa in orbita della costellazione Iridium Next: il primo lancio dei 72 satelliti previsti verrà effettuato a bordo di un Falcon 9 di SpaceX a luglio invece che su un razzo russo-ucraino Dnepr ad aprile come inizialmente programmato.

Il rinvio si è reso necessario, perché, come ha spiegato il Ceo di Iridium Matt Desch ieri in una conference call con gli investitori, nonostante il ministero della Difesa russo abbia ricevuto da Kosmotras, l’azienda che gestisce i lanci del Dnepr, tutta la documentazione, Mosca ancora non ha dato il via libera alla missione.

In realtà, al di là delle parole del numero uno di Iridium, la pietra tombale sul vettore russo-ucraino risale almeno al marzo del 2015, quando il  Presidente Vladimir Putin aveva deciso di terminare tutti i progetti spaziali congiunti tra Russia e Ucraina. A dicembre, inoltre, Kosmotras avrebbe dovuto lanciare il satellite spagnolo PAZ, che tuttavia è rimasto impacchettato nell’aeroporto di Madrid Barajas in attesa di conoscere il suo destino. Di fatto, ad oggi, i lanci con il Dnepr sono fermi.

In ogni caso, Iridium aveva progettato di inviare in orbita con il Dnepr solo i primi due satelliti della nuova costellazione, che avrebbero dovuto testare in orbita le funzioni dei nuovi spacecraft per qualche mese. Desch ha spiegato che da Kosmotras continuano a dire che le autorizzazioni arriveranno a breve e che, eventualmente, la prenotazione con il Dnepr potrà essere usata nel corso del dispiegamento della costellazione.

Siamo però al secondo grande ritardo per Iridium Next, il cui primo lancio era slittato già da dicembre 2015 ad aprile 2016 a causa a causa di un problema – ora «quasi completamente risolto» – riguardante i moduli di trasmissione in banda KA. L’intera la costellazione (composta in totale da 81 satelliti, 72 orbita e 9 di riserva) è sviluppata dall’azienda franco-italiana Thales Alenia Space (67% Thales, 33% Finmeccanica), mentre le antenne in banda KA sono fornite da ViaSat.

Per questo, ha detto ancora Desch, «l’azienda non può rischiare di non avere la costellazione funzionante entro il 2017». Data che, ha aggiunto il Ceo, «è ancora ampiamente possibile».

Insomma, l’azienda non può perdere altro tempo e per questo i primi dieci satelliti saranno inviati in orbita a luglio con il Falcon 9, che sarà lanciato di nuovo, sempre con dieci satelliti, a ottobre. Da lì poi le cinque missioni rimanenti verranno effettuate con il vettore dell’azienda di Elon Musk ogni 60 giorni. Nei programmi iniziali SpaceX avrebbe dovuto effettuare la prima missione ad agosto.

I Falcon 9 partiranno dalla base Vandenberg, in California, e posizioneranno i satelliti in orbita LEO a circa 780 chilometri d’altezza. I sette lanci con l’azienda di Elon Musk sono costati ad Iridium circa mezzo miliardo di dollari.

Una volta completata, la nuova costellazione Iridium Next permetterà all’azienda americana di lanciare sul mercato della telefonia satellitare connessioni a velocità di oltre 1 Mbps sui sistemi mobili e di 8 Mbps su quelli fissi.

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