Atterraggio in verticale di Falcon 9 : obiettivo raggiunto

Atterraggio in verticale del primo stadio di Falcon 9. Credit: SpaceX
Atterraggio in verticale del primo stadio di Falcon 9. Credit: SpaceX

Lo scorso martedì 22 Dicembre, alle ore 01:29 am GMT, il razzo vettore Falcon 9 di  SpaceX è stato lanciato per trasportare 11 satelliti Orbcomm, ed il primo stadio, per la prima volta nella storia, è atterrato nuovamente sulla Terra in posizione verticale, nel sito di atterraggio designato dall’azienda spaziale americana. Finalmente, dopo il fallito lancio del 28 Giugno 2015 ed aver rimandato la partenza di un giorno, SpaceX raggiunge un importante traguardo per le future missioni spaziali.

L’obiettivo è infatti quello di ridurre notevolmente i costi del lancio di razzi vettori, attraverso il riutilizzo di componenti degli stessi. “Da quel che abbiamo potuto vedere, la missione è stata perfetta. I satelliti hanno raggiunto l’orbita desiderata, mentre il primo stadio del Falcon 9 è tornato indietro dopo essersi distaccato dallo stadio superiore”, ha affermato Elon Musk, CEO di SpaceX.

Nonostante il recupero del primo stadio del Falcon 9 fosse solo un obiettivo secondario, la riuscita di questa impresa ha permesso di dimostrare che l’azienda spaziale americana è in grado di produrre razzi vettori riutilizzabili. Come ha affermato lo stesso Musk, i costi dei lanci sarebbero incredibilmente ridotti se la procedura di riutilizzo degli stadi fosse ulteriormente perfezionata: “La costruzione del razzo Falcon ha un costo di 60 milioni di dollari, mentre quello del propellente è di 200,000$. Questo significa che i costi sono in eccesso di un fattore 100 nel lungo termine”.

Dopo circa 20 minuti dal lancio, i satelliti Orbcomm erano già stati posizionati all’orbita giusta, oltre ad essere in comunicazione con le unità di controllo a terra, come confermato da Marc Eisenberg, CEO dell’azienda americana .

Subito dopo il posizionamento dei satelliti, il motore Merlin del secondo stadio del Falcon 9 si è riacceso per riportare la componente del veicolo spaziale sopra l’Oceano Indiano, con l’obiettivo di testare le capacità di riaccensione dei motori degli stadi successivi, che saranno utili a SpaceX nelle prossime missioni. Il primo stadio invece, dopo una prima discesa in caduta libera negli istanti successivi al distacco, ha anch’esso riacceso i motori, frenando bruscamente per ridurre l’impatto a terra, ed infine estraendo quattro zampe retrattili che hanno consentito il posizionamento in verticale.

Il successo di questo lancio è stato di fondamentale importanza per SpaceX, soprattutto per il contratto firmato con NASA lo scorso 20 Novembre per il trasporto di astronauti sulla ISS a partire dal 2017.

Il prossimo 17 Gennaio una versione precedente del Falcon 9 verrà utilizzata per il lancio di un satellite per ricerche oceanografiche svolte da Stati Uniti e Francia.

 

Fonti: SpaceX

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Valeria Parnenzini

Appassionata di spazio e tecnologia, collabora con AstronautiNEWS da Agosto 2015.

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