SpaceX ha effettuato un roll-out di test verso il PAD 39A con il suo Transporter/Erector

Il pad 39A del Kennedy Space Center all'epoca del programma STS Credits: NASA
Il pad 39A del Kennedy Space Center all'epoca del programma STS Credits: NASA

SpaceX ha firmato con il Kennedy Space Center (KSC) di NASA un contratto della durata di 20 anni per l’uso in esclusiva dello storico pad 39A (utilizzato sia dal programma Apollo che dal programma STS) e questo ha portato a un rapido cambiamento nell’aspetto della struttura. I primi lavori sono iniziati nel tardo 2014 e consistevano nella battitura dei pali di fondazione dell’edificio adibito all’integrazione dei veicoli di lancio, quello che l’azienda californiana ha subito battezzato Horizontal Integration Facility (HIF). Durante questi primi lavori tutte le strutture presenti sul monte di lancio vero e proprio e adibite al uso con il programma STS, la Fixed Service Structure (FSS) e la Rotating Service Structure (RSS), sono state mantenute al loro posto e in stand-by poiché nelle intenzioni del cliente dovrebbero rimanere intatte almeno per le prime missioni inaugurali del razzo Falcon Heavy come dimostrano le parole del suo portavoce, John Taylor, secondo cui sia RSS che FSS rimarranno inalterate a parte alcuni lavori di rinforzo strutturale che riguarderanno FSS.

Lo scheletro dell'HIF di SpaceX presso il pad 39A del KSC. Credits: SpaceX

Lo scheletro dell’HIF di SpaceX presso il pad 39A del KSC. Credits: SpaceX

Terminati i lavori sulle fondamenta, da queste a febbraio sono sorte delle colonne d’acciaio alte circa 16 metri e dalla cui disposizione si possono stimare le dimensioni finali dell’edificio di assemblaggio che dovrebbe essere lungo circa 87 metri e largo 37, ma SpaceX non ha rilasciato comunicati ufficiali in merito. Quando lo scheletro è stato completato, è stata la volta del rivestimento esterno su cui è stato anche dipinto il logo aziendale in bella vista come era già avvenuto per il grosso serbatoio d’acqua e l’Operations Building.
Tutte queste opere riguardavano l’HIF ai margini dell’area del pad ma anche sul pad vero e proprio ci sono stati dei lavori il cui inizio è coinciso con l’arrivo dei serbatoi di kerosene, il carburante utilizzato dai motori del Falcon di SpaceX e che invece non era utilizzato dal programma STS. Questi serbatoi sono stati posizionati ovviamente nei pressi del monte di lancio dovendo rifornire il vettore posizionato per il lancio. Altro lavoro al pad, forse uno dei più vistosi, è stato l’installazione mediante traversine di cemento dei binari sulla rampa di accesso che serviranno a far da guida e a sopportare il peso del vettore e del sistema di trasporto.
Conclusi anche questi lavori, il programma ha visto il ritorno dell’attenzione all’HIF su cui sono state installate le porte di chiusura. Tali porte sono rimaste quasi sempre chiuse durante i successivi lavori di installazione delle strutture interne poiché il sistema di condizionamento interno non era ancora funzionante.
Tornando al pad, uno dei lavori più tecnici ha riguardato il Flame Trench ossia il muro destinato a ridirigere i gas di scarico incandescenti dei motori durante i primi secondi di lancio. Il programma STS divideva in due flussi questi gas dirigendoli sia verso nord che verso sud ma il progetto di SpaceX prevede di indirizzare tutti i gas di scarico verso nord e quindi solo questo lato del muro è stato interamente ricoperto di materiale refrattario mentre il lato sud ha visto la conca completamente riempita e portata a livello divenendo una superficie piatta e compatta alla base delle strutture di lancio.

Il logo di SpaceX sull'HIF al pad 39A del KSC. Credits: SpaceX

Il logo di SpaceX sull’HIF al pad 39A del KSC.
Credits: SpaceX

Si è andati avanti comunque con l’interno dell’HIF dove i lavori sono stati piuttosto intensi con l’installazione di tutte le attrezzature necessarie all’assemblaggio dei vettori ma anche con le varie parti del Transporter/Erector. Infatti tutte le parti del mezzo incaricato di trasportare ed erigere in verticale sul monte di lancio i vettori, e che verrà utilizzato sia per il Falcon 9 che per il Falcon Heavy, sono state fabbricate nei mesi precedenti presso l’hangar S del KSC e trasportate all’interno dell’HIF per l’assemblaggio finale.
Tutte queste operazioni hanno permesso l’esecuzione dell’operazione che ha fatto dichiarare effettivamente “operativo” l’edificio e cioè il roll-out di prova del Transporter/Erector dall’HIF al monte di lancio. La scorsa settimana quindi i tecnici della SpaceX ha messo in pratica le esatte procedure stilate per il roll-out di un Falcon Heavy: una motrice stradale ha spinto il mezzo fuori dall’edificio fino alla base della rampa di accesso al monte di lancio dove iniziano i binari e da qui, mediante dei pesanti cavi, due potenti argani posizionati in cima al pad lo hanno trascinato fino in posizione. Il mantenimento del corretto posizionamento è assicurato da due barre comandate idraulicamente che assicurano il Transporter/Erector alla struttura del pad e che fungono anche da perni per il sollevamento in posizione verticale effettuato da due cilindri idraulici lunghi circa 5 metri. Alla fine di questa operazione un altro paio di perni idraulici garantisce la stabilità della struttura in posizione eretta mentre la connessione e la stabilità del vettore vengono fornite dalla Launch Mount Hold Down Posts (HDPs), sempre comandata idraulicamente, che si interfaccia alla struttura dei motori.
Le procedure per i due vettori sono identiche fino a questo punto, si differenziano invece per le ultime operazioni prima del lancio vero e proprio. Per quanto riguarda il Falcon 9 il Transporter/Erector è retratto in una angolazione di 2,5 gradi rispetto al vettore, mentre durante il lancio di un Falcon Heavy la struttura verrà portata in posizione completamente orizzontale una volta rilasciate le pinze di blocco.

La bandiera USA al pad 39A Credits: SpaceX

La bandiera USA al pad 39A
Credits: SpaceX

Dalle foto scattate durante la prova si evince che la struttura non è ancora completa ma necessita di ulteriori lavori anche se principalmente di “maquillage” esterno. L’evento è stato comunque importante essendo stato il primo viaggio del sistema ed è stato sottolineato dall’esposizione della bandiera USA sul pad.
Il primo vettore Falcon Heavy che seguirà questa procedura di trasporto, servirà agli ingegneri per validare i sistemi del pad, si tratta della cosiddetta Wet Dress Rehearsal (WDR), una sorta di prova generale che sarà seguita dall’usuale Static Fire Test che serve invece a testare la corretta integrazione del vettore stesso.
Il primo lancio sarà un volo di prova che si svolgerà nell’arco del 2016, la mancanza di una data precisa è dovuta ancora all’incidente occorso alla missione CRS-7 di Dragon poiché attualmente gli sforzi dell’azienda si concentrano principalmente sul ritorno al volo del vettore Falcon 9. La prima missione operativa invece avrà come carico principale Space Test Program-2 ma la data verrà ovviamente resa nota dopo la conclusione con successo della missione dimostrativa. Il principale carico sarà rappresentato da dimostratore ISAT (Innovative Spacebased radar Antenna Technology) che cercherà di dispiegare in orbita un’antenna radar a scansione elettronica di dimensioni ragguardevoli, circa 275 metri. A questo verrà aggiunta una costellazione di 6 satelliti denominati COSMIC-2 con il compito di fornire dati sull’occultazione radio con una latenza di 45 minuti e saranno immessi in un’orbita inclinata tra 24 e 28,5 gradi con i piani orbitali separati da 60 gradi. La missione potrà ospitare ulteriori 8 nano-satelliti ancora da definire.
I lavori al pad comunque continuano con delle operazioni pianificate finalizzate all’uso delle strutture del pad per i lanci con equipaggio del vettore Falcon 9 e la capsula Dragon 2.
Fonte: SpaceX

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Rudy Bidoggia

Appassionato di spazio e di tutto ciò che è scienza dalla tenera età, scrive dal 2012 per AstronautiNews. Lavora come tecnico informatico presso un'azienda metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia.

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