IAC 2015 : L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) firma un accordo bilaterale con l’Agenzia Spaziale Israeliana (ISA)

SHALOM Mission. Credits: ISA
SHALOM Mission. Credits: ISA

Durante la 66esima edizione dell’International Astronautical Congress (IAC) tenutosi dal 12 al 16 Ottobre 2015 a Gerusalemme, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Agenzia Spaziale Israeliana (ISA) hanno firmato un importante Memorandum d’Intesa (MoU) per lo sviluppo di una missione congiunta che porta l’evocativo nome di SHALOM (pace in ebraico), ma che in realtà sta per Spaceborne Hyperspectral Applicative Land And Ocean Mission.

ASI-ISA firma AIC 2015. Credits: ASI

ASI-ISA firma AIC 2015. Credits: ASI

Lo scopo della missione é quello di consolidare la cooperazione tra le agenzie dei due paesi, nell’ambito delle attvità di osservazione terrestre. L’accordo è stato firmato presso l’Ambasciata Italiana di Gerusalemme dal presidente dell’ASI Roberto Battiston e dal direttore generale di ISA Menachem Kidron, in presenza dell’ambasciatore italiano Francesco Talo e del presidente ISA Isaac Ben Israel.

ASI -ISA accordo 2015; Credits: ASI

ASI -ISA accordo 2015; Credits: ASI

Le due Agenzie avevano già firmato un agreement in materia di esplorazione spaziale nel 2009, all’Air Show di Le Bourget, in presenza dell’allora Ministro Israeliano della Scienza e della Tecnologia, Daniel Hershkowitz, del Direttore ISA,Tzvi Kaplan e dal  Direttore dell’Agenzia Spaziale Italiana Enrico Saggese.

Secondo questo accordo di collaborazione ASI e ISA avrebbero potuto cooperare, a scopi pacifici, in programmi di comune interesse, per lo sviluppo di satelliti per la comunicazione e l’osservazione terrestre. In seguito, nel 2010, le due agenzie hanno poi sottoscritto un accordo di attuazione (IA), che andava a definire le premesse della missione SHALOM.
La Missione SHALOM sarà operativa nel 2021  e sfrutterà le tecnologie iperspettrali nelle bande VNIR / SWIR / PAN per applicazioni scientifiche e commerciali.
Il progetto si concentra principalmente su un satellite di osservazione iperspettrale, che sarà caratterizzato da una fotocamera pancromatica di 2,5 m di GSD, il che consentirà la produzione di una serie di fotografie in diverse lunghezze d’onda, e da misure spettrali che permetteranno la scoperta e l’identificazione di sostanze chimiche, il monitoraggio della vegetazione e la localizzazione di materiali contaminanti sulla superficie della terra, nelle acque e nell’atmosfera.
Secondo le dichiarazioni dei due presidenti, Battiston e Kidron, SHALOM rappresenta un grande passo avanti nella collaborazione fra Italia e Israele e ribadisce l’importanza delle applicazioni di osservazione satellitare terrestre che, grazie al lavoro congiunto di professionisti italiani e israeliani, si sono arricchite, con questo progetto, di strumenti avanzati.

L’uso di tecnologie spaziali in ambito terrestre è inoltre di fondamentale importanza per il miglioramento delle condizioni dell’umanità, in particolare nel settore della protezione ambientale, del’agricoltura e della ricerca.
Fonti : ASI, ISA

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Una risposta

  1. Matteo Aquilano ha detto:

    È un piacere vedere come in Italia ci sia posto per la ricerca spaziale. Giusto un piccolo appunto “editoriale”, la prima foto nell’articolo mostra Battiston e Walter Peeters, quest’ultimo presidente dell’International Space University (sono sicuro perché ci ho studiato). ASI ha firmato un accordo anche con la suddetta università ma nell’articolo non è menzionato niente e la foto mi sembra un po’ fuori contesto così com’è 😉

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