Gli Emirati Arabi Uniti annunciano una missione su Marte

Credit: Mohammed Bin Rashid Space Center

Sono stati rivelati al pubblico lo scorso 6 maggio i piani e gli obiettivi scientifici di una missione su Marte da parte dell’agenzia spaziale degli Emirati Arabi Uniti.

Gli obiettivi scientifici della missione. Mohammed Bin Rashid Space Center

Gli obiettivi scientifici della missione. Credit: Mohammed Bin Rashid Space Center

La sonda sarà battezzata “Al-Hamal” (Speranza) e studierà l’atmosfera del pianeta rosso. Verrà lanciata nel 2020 e servirà come complemento alle altre missioni attualmente su Marte e quelle previste nel prossimo futuro.

La presentazione della missione è avvenuta a Dubai davanti ad una delegazione di governo dello stato arabo, guidata dal vice presidente ed Emiro di Dubai sceicco Mohammed bin Rashid, da parte del team che sta lavorando al suo sviluppo.

“Questa sonda rappresenta la speranza per milioni di giovani arabi che cercano un futuro migliore. Non c’è futuro, non c’è conquista, non c’è vita senza speranza”, ha dichiarato lo sceicco bin Rashid. “La missione marziana degli Emirati darà un grande contributo alla conoscenza umana e sarà una pietra miliare per la civiltà araba, un vero investimento per le generazioni future”.

La particolare orbita su cui verrà immessa e i suoi strumenti permetteranno agli scienziati di sviluppare i primi modelli olistici dell’atmosfera marziana. Questi modelli aiuteranno la comunità scientifica a chiarire alcuni misteri di Marte, come ad esempio il perché il pianeta abbia perso gran parte della sua atmosfera nello spazio. I dati permetteranno anche i climatologi a capire i cambiamenti dell’atmosfera terrestre negli ultimi milioni di anni. Questo aiuterà anche gli astronomi nella loro ricerca di pianeti extra-solari per determinare quali di questi potrebbero avere un’atmosfera capace di ospitare la vita.

La missione degli Emirati sarà la prima a studiare i cambiamenti dinamici dell’atmosfera marziana durante i cicli diurni e stagionali. Sarà in grado di osservare nubi e tempeste di polvere, e di misurare cambiamenti nella temperatura, polveri, ghiaccio, gas (incluso il vapore acqueo) nei vari strati dell’atmosfera.

La sonda. Credit: Mohammed Bin Rashid Space Center

La sonda. Credit: Mohammed Bin Rashid Space Center

La sonda sarà un satellite compatto del peso di una piccola utilitaria. Raggiungerà Marte circa 200 giorni dopo il lancio, rimanendo in orbita almeno fino al 2023, con la possibilità di estendere la missione fino al 2025. Trasmetterà sulla Terra più di 1000 GB di dati che saranno analizzati dai ricercatori degli Emirati Arabi Uniti e condivisi liberamente con più di 200 istituti in tutto il mondo.

La missione avrà un impatto molto grande sulla Terra, essendo la prima missione pianificata e gestita completamente negli Emirati Arabi Uniti. In questo modo rappresenterà un catalizzatore per nuove generazioni di scienziati e ingegneri arabi.

Fonte: Emirates News Agency WAM

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

Una risposta

  1. Federico Suriani ha detto:

    ISIS Su Marte…..

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