Completato con successo il volo dello spazioplano europeo IXV

L’Agenzia Spaziale Europea ESA ha testato ieri il dimostratore di rientro atmosferico IXV (Intermediate Experimental Vehicle) che, dopo una parabola suborbitale di 101 minuti, è ammarato con successo nell’oceano Pacifico.

La missione era iniziata alle 14.40 italiane con il decollo, a bordo di un vettore Vega, dallo spazioporto di Kourou nella Guiana francese. Raggiunta la quota di 340 km l’IXV si è separato dall’ultimo stadio del lanciatore continuando in volo libero fino ad un’altezza di 412 km, dopodiché ha cominciato la fase di rientro in atmosfera.

VV04

Il decollo del vettore VEGA (VV04)

In questo recente articolo tutte le fasi della timeline.

Lo spazioplano, lungo 5 metri e del peso di 2 tonnellate, ha controllato il suo assetto grazie a due particolari alettoni posteriori, planando e rallentando man mano che attraversava gli strati sempre più densi dell’atmosfera.
A 26 km di quota è iniziata la sequenza di frenata tramite paracadute fino all’ammaraggio nell’oceano, dove l’IXV è stato recuperato dal rimorchiatore d’altura Nos Aries del gruppo livornese Neri.

La fase di rientro era proprio l’oggetto principale di questo test, infatti oltre 300 sensori hanno registrato una gran mole di dati che verranno analizzati nelle prossime settimane.

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“È un grande giorno per lo Spazio europeo e un grande giorno per l’Italia”, così si è espresso a Kourou il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston subito dopo lo splashdown.
In questo volo sperimentale l’ASI e l’industria nazionale hanno avuto un ruolo di primaria importanza in quanto il programma IXV è guidato dall’italiano Giorgio Tumino, lo spazioplano è stato costuito a Torino presso la Thales Alenia Space,  anche il controllo missione era a Torino, presso l’ALTEC (Advanced Logistics Technology Engineering Center), e lo stesso si può dire del vettore VEGA nella cui realizzazione l’Italia è il maggior contribuente con il 65% del capitale finanziato.

L’esperienza acquisita ed i dati ottenuti verranno subito utilizzati per la realizzazione del già finanziato programma PRIDE (Programme for Reusable In-orbit Demonstrator for Europe), che vedrà lo sviluppo di un mini-shuttle (simile all’X-37/B dell’USAF) con capacità di svolgere missioni orbitali ed atterraggio planato su pista.

Fonte e foto credits: ESA

 

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino, gli studi ed il lavoro mi hanno tenuto occupato nel settore chimico industriale fino al 2011 quando ho deciso di cambiare completamente vita e dedicarmi alla campagna. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione con una pausa sabbatica tra il 2011 ed il 2013.

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