Venus Express va incontro alla fine

La sond Venus Express entra nell'atmosfera di Venere

La sonda dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Venus Express ha terminato il carburante alla fine delle ultime correzioni di rotta che la porteranno a entrare nell’atmosfera di Venere e a distruggersi entro la fine dell’anno.

Venus Express è rimasta in orbita ellittica intorno a Venere, con distanza massima di circa 66.000 km dal polo sud e minima di soli 200 km dal polo nord del pianeta e un periodo orbitale di circa 24 ore, sin dall’inizio della missione nel 2006.

In questi 8 anni in cui la sonda ha effettuato uno studio approfondito del pianeta, Venus Express ha dovuto utilizzare più volte i  propulsori di cui è dotata per evitare che l’orbita si abbassasse troppo, portandola a rischiare di entrare inavvertitamente nella densa atmosfera di Venere, a causa dell’attrazione gravitazionale del pianeta e del rallentamento subito per attrito con gli strati superiori dell’atmosfera, presente fino a 200 km dalla superficie di Venere.

Negli ultimi mesi, con la riduzione del propellente disponile per il mantenimento di un’orbita stabile orbita intorno a Venere, il team di controllo della missione, Venus Express Mission Control Centre (VMOC) basato presso il centro ESOC dell’ESA di Darmstadt in Germania, ha deciso di sfruttare questa condizione per effettuare una serie di analisi delle condizioni di frenata aerodinamica della sonda, abbassando progressivamente la distanza minima di Venus Express dalla superficie del pianeta.

Lo studio delle condizioni di rallentamento subite dalla sonda, a fronte della resistenza incontrata con gli strati superiori dell’atmosfera, potrà essere utilizzato per le future missioni, per sfruttare l’effetto di frenaggio aerodinamico con lo scopo di controllare la velocità di immissione in orbita senza utilizzare i propulsori e quindi senza consumare, per questa funzione, prezioso propellente.

A partire da maggio/giugno 2014, la quota minima dell’orbita di Venus Express rispetto alla superficie di Venere è stata abbassata fino a circa 135/130 km per studiare il decadimento della velocità orbitale dovuta alla resistenza con l’atmosfera di Venere nel periodo compreso fra il 18 giugno e il 11 luglio 2014.

Successivamente, con una successione di 15 brevi accensioni dei propulsori di Venus Express terminate il 26 luglio 2014, la quota minima della sonda è stata portata a circa 460 km, mentre il periodo orbitale intorno al  pianeta è passato a circa 22 ore.

Da questa nuova orbita, e con poco propellente rimasto disponibile, la missione di Venus Express è continuata riducendo l’attività scientifica di raccolta dati del pianeta mentre la distanza minima dalla superficie di Venere ha ricominciato a diminuire naturalmente.

Il team di controllo della missione ha tentato di sfruttare il propellente rimanente per prolungare la vita della missione fino al 2015, programmando una serie di accensioni per sollevare l’orbita fra il 23 ed il 30 novembre 2014, ma a partire dal 28 novembre si sono persi i contatti completi con Venus Express e anche se la trasmissione dei dati telemetrici e di controllo sono stati in certi momenti ripristinati, la comunicazione con la sonda rimane instabile e limitata.

Secondo quanto comunicato da Patrick Martin, responsabile ESA della missione Venus Express, sembra che la sonda abbia perduto il controllo del proprio assetto, molto probabilmente a causa dell’esaurimento del propellente durante una delle manovre per correggere l’altitudine effettuate a novembre 2014.

Fonte: ESA.

Nell’immagine in testa all’articolo, una rappresentazione artistica della sonda Venus Express dell’ESA mentre attraversa gli strati superiori dell’atmosfera di Venere. Image Credit ESA–C. Carreau.

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Giuseppe Corleo

Ingegnere meccanico per corso di studi, informatico in ambito bancario per professione, appassionato di tutto ciò che riguarda astronomia, astronautica, meccanica, fisica e matematica. Articolista del sito Astronautinews.it dal 2011.

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