Partita la missione di rifornimento Dragon CRS-4 verso la ISS

Dopo il rinvio di ieri  dovuto alle cattive condizioni atmosferiche, alle 7.52 CEST (l’ 1:52 del mattino ora locale) di oggi 21 Settembre ha preso il via la missione di rifornimento CRS-4, quando il Falcon 9 di SpaceX ha spinto la capsula cargo Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale. Le operazioni di lancio sono avvenute dal Complesso di Lancio 40 della Cape Canaveral Air Force Station, in Florida, USA.

Dopo essersi separata con successo dal lanciatore In questo momento la capsula Dragon si trova in volo diretta verso la ISS, in un inseguimento orbitale che si dovrebbe concludere  alle 13.04 CEST di martedì 23 settembre, quando la stessa sarà agguantata e agganciata alla stazione dal braccio robotico CANADARM 2, ai comandi dell’astronauta europeo di nazionalità tedesca Alexander Gerst.

La missione

La Dragon CRS-4 è una delle missioni affidate a SpaceX dalla NASA con il contratto “Commercial Orbital Transportation Services – Commercial Resupply Services”. Si tratta del sesto lancio per la capsula senza equipaggio dell’azienda californiana, il quarto operativo, che trasporta vari generi di rifornimento e ricambi verso l’avamposto spaziale tra cui la prima stampante 3D mai inviata nello spazio.

Dragon CRS-4 è il quinto veicolo di SpaceX diretto alla International Space Station. A precederlo sono stati un volo di prova e altre tre spedizioni “di routine”. Il veicolo misura 4,2 metri di altezza e 3,6 metri di diametro, ed è dotato di pannelli solari per mantenere cariche le batterie di bordo.

Il compito principale affidato a Dragon è il trasporto di circa 2,5 tonnellate di carichi, esperimenti scientifici, dimostratori tecnologici e ricambi  a supporto di quasi 255 attività di ricerca già programmate nel corso delle  Expeditions 41 e  42.

Il carico primario

Il carico primario, scelto dal “cliente” (la NASA) ha una massa complessiva di 2.215 kg, dei quali 650 circa destinati direttamente all’equipaggio della ISS. L’inventario include:

  • lo scatterometro radar “ISS-RapidScat“, progettato per supportare le previsioni meteorologiche, che invia un fascio di microonde verso la superficie degli oceani ottenendo un’accurata misurazione della velocità del vento, che sarà agganciato all’estremità del modulo Columbus;
  • lo “Space Station Integrated Kinetic Launcher for Orbital Payload Systems” (SSIKLOPS), per il lancio di mini-satelliti dalla Stazione;
  • un nuovo esperimento permanente chiamato “Bone Densitometer” (BD). Questo sistema misura la densità dei minerali nelle ossa nonché la massa muscolare e la massa grassa in cavie da laboratorio.

Carico secondario

SpaceX si riserva il diritto di scegliere la composizione del “carico secondario”, seppure con le limitazioni (in termini di sicurezza per il carico primario, soprattutto) previste dal citato contratto con l’agenzia spaziale americana.
Per questo viaggio due sono i principali elementi trasportati:

  • Una stampante 3D capace di funzionare a zero G;
  • Un piccolo satellite che sarà poi rilasciato dalla ISS chiamato SPINSAT.

La stampante 3D

L’esperimento di 3D printing a gravità zero vuole dimostrare la possibilità di stampare oggetti tridimensionali nello spazio. La stampa 3D si basa su un processo di estrusione di materiali pre riscaldati (plastiche, metallo ecc.), costruendo una struttura tridimensionale depositando strato dopo strato. La stampante che sarà consegnata sulla Stazione Spaziale è stata progettata e costruita dalla Made In Space, Inc., di Mountain View, California. L’idea dell’azienda è di fornire un dispositivo in grado di stampare parti di ricambio anche in un posto relativamente tanto distante dalla Terra. Si tratta di un primo passo verso la capacità di produrre i ricambi “on-demand”, una tecnologia chiave in vista di future spedizioni umane oltre l’orbita terrestre.

Immagine di copertina: Blog SpaceX di NASA

Video: NASA

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

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