L-197: Il giorno che abbiamo passato il nostro ultimo esame da backup!

L'esame finale da backup nel segmento russo della ISS per l'equipaggio della Soyuz TMA-15M: Terry Virts, Anton Shkaplerov e Samantha Cristoforetti. Credit: Samantha Cristoforetti
L'esame finale da backup nel segmento russo della ISS per l'equipaggio della Soyuz TMA-15M: Terry Virts, Anton Shkaplerov e Samantha Cristoforetti. Credit: Samantha Cristoforetti

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Star City (Mosca, Russia), 11 maggio 2014—Nell’ultima nota del diario vi ho raccontato l’esame finale Soyuz della scorsa settimana. Il giorno successivo, mercoledì, ci siamo scambiati i posti con l’equipaggio primario: loro hanno pilotato la Soyuz e noi abbiamo passato 8 ore lavorando nei mockup del segmento russo.

Diciamocelo, questo esame era particolarmente importante per Anton: tutti i compiti complessi erano assegnati a lui perché, come cosmonauta, in orbita lui lavorerà principalmente nel segmento russo, mentre Terry e io opereremo prevalentemente nei moduli Americano/Europeo/Giapponese. Ma abbiamo cercato di rendere fieri i nostri istruttori eseguendo impeccabilmente i nostri compiti relativamente semplici. Inoltre, mercoledì era la “Giornata della radio” in Russia, un giorno per riconoscere e celebrare tutti gli specialisti che lavorano nel campo delle comunicazioni radio. In un giorno del genere, non erano ammessi errori nell’uso del sistema di comunicazione! E a essere sinceri, il sistema di comunicazione nel segmento russo può essere piuttosto confuso.

Proprio come all’esame Soyuz, all’inizio della giornata ci siamo presentati alla commissione per scegliere la nostra busta con le avarie con cui avremmo dovuto confrontarci nel corso della giornata. Ancora, come specialista del segmento russo Anton ha dovuto occuparsi di tutti i malfunzionamenti, tranne il grande scenario d’emergenza che conclude l’esame.

Nel nostro caso, abbiamo avuto una depressurizzazione: a un certo punto abbiamo ricevuto una chiamata da un CapCom di Houston simulato per informarci che stavano rilevando un calo di pressione. Abbiamo controllato i nostri manometri portatili, confermato il calo, premuto il bottone dell’emergenza depressurizzazione per avviare la risposta automatica del veicolo, riconfigurato il sistema di comunicazione per avere Houston e Mosca su tutti i canali, e via verso la nostra Soyuz, per assicurarci che il nostro passaggio verso casa non fosse esso stesso la fonte della perdita.

Ritirarci nella Soyuz per qualche minuto dà inoltre ai sensori di flusso d’aria l’opportunità di lavorare. Sono situati presso i portelli fra i moduli e, nel caso di un rapido calo di pressione, dovrebbero essere in grado di stabilire in quale modulo è la perdita. Pensate un po’, avevamo scelto uno scenario d’esame relativamente semplice: quando siamo tornati a controllare i laptop di comando russi nel Modulo di Servizio, hanno effettivamente mostrato un risultato positivo dei sensori di flusso d’aria. Il nostro modulo con la perdita era stato trovato! Una serie di procedure di isolamento più tardi, avevamo ufficialmente finito con l’ultimo dei nostri esami.

Dopo il nostro debiref, era ora di festeggiare! Insieme con la comunità degli istruttori e delle persone che ci supportano nei ruoli più diversi, ci siamo uniti all’equipaggio primario per diverse ore di festeggiamenti al ritmo dei tradizionali brindisi russi.

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

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Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

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