La NASA pensa ad un nuovo sistema di recupero dell’ossigeno per le missioni del futuro

 

Per le future missioni spaziali a lunga durata della NASA, i viaggiatori avranno la necessità di riciclare il più possibile l’ossigeno respirabile degli ambienti delle proprie astronavi. Per realizzare questo obiettivo, la NASA è alla ricerca di proposte per sistemi leggeri, sicuri, efficienti ed affidabili per la rigenerazione di ossigeno da impiegare nelle future missioni di esplorazione umana.

La prima delle due fasi di questo nuovo invito da parte della NASA, consisterà in un dettagliato progetto, nello sviluppo, nella fabbricazione e nelle operazioni di testing di una nuova ed avanzata tecnologia di recupero. Nell’ambito di un contratto di due anni per la Phase II, i proponenti svilupperanno quindi il prototipo, in grado di garantire un tasso di recupero di almeno il 75 percento.

Le missioni spaziali a lunga durata, sia nell’orbita terrestre che al di fuori, dovranno avere a disposizione dei sistemi di supporto vitale maggiormente autosufficienti ed affidabili.” Ha spiegato Michael Gazarik, Associate Administrator for Space Technology presso il quartier generale della NASA in Washington. “Le tecnologie per il supporto vitale delle astronavi, per quanto riguarda questa nuova proposta della NASA, dovranno migliorare in maniera significativa il tasso di recupero dell’ossigeno, raggiungendo nel contempo elevati gradi di affidabilità. La NASA ed i suoi partners intendono sviluppare delle nuove tecnologie per “chiudere” il circuito di rivitalizzazione dell’atmosfera.”

Oltre a migliorare il livello di recupero dell’ossigeno, i nuovi sistemi dovranno ridurre la massa in gioco od occupare meno spazio oltre a ridurre il consumo energetico. L’obiettivo dell’ente spaziale americano, è quello di premiare gli sforzi legati allo sviluppo tecnologico in grado di raggiungere il tasso di recupero dell’ossigeno del 75 percento senza impattare negativamente sugli altri requisiti progettuali.

Il Game Changing Development Program dell’agenzia accetterà le proposte provenienti dagli altri centri della NASA, dalle varie agenzie governative, dai centri di ricerca e sviluppo a sovvenzione federale, dalle istituzioni educative, dalle organizzazioni industriali e da quelle nonprofit. La NASA conta di aggiudicare circa sei contratti Phase I, per un valore di 750.000 Dollari.

Il progetto “Advanced Oxygen Recovery for Spacecraft Life Support Systems Appendix” è parte dello Space Technology Mission Directorate Game Changing Development Program NASA Research Announcement denominato “Space Technology Research, Development, Demonstration and Infusion 2014” per le aree tecnologiche di interesse prioritario della NASA.

Il Langley Research Center della NASA di Hampton, Virginia, ha in carico la gestione del Game Changing Development Program per conto dello Space Technology Mission Directorate dell’agenzia. Lo Space Technology Mission Directorate resta impegnato nello sviluppo di tecnologie critiche per abilitare le future missioni di esplorazione al di là dell’orbita terrestre. Il direttorato continua a sollecitare l’aiuto delle migliori e più brillanti menti del mondo accademico, dell’industria e dei vari enti governativi per guidare l’innovazione e convogliare le soluzioni in una miriade di importanti aree di spinta tecnologica. Questi investimenti pianificati, stanno indirizzando le sfide ad altra priorità per la realizzazione dell’esplorazione dello spazio profondo in modo sicuro e conveniente.

 

Fonte: NASA

 

Nell’immagine in evidenza: l’ISS Air Revitalization System Rack in funzione sull’International Space Station.

 

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

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