L-228: Oggi un caso di bassa pressione!

Samantha Cristoforetti in un'esercitazione in tuta Sokol nella camera a vuoto. Credit: Samantha Cristoforetti
Samantha Cristoforetti in un'esercitazione in tuta Sokol nella camera a vuoto. Credit: Samantha Cristoforetti

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Star City (Mosca, Russia), 10 aprile 2014—Oggi un caso di bassa pressione!

Sono andata agli stabilimenti dell’azienda Svesda (Звезда), che fabbrica le nostre tute pressurizzate Sokol e i rivestimenti dei nostri sedili. Come potreste ricordare, la mia Sokol personale fatta su misura, con numero di serie 422, è pronta da un po’. Lo scorso febbraio l’ho indossata per due ore con 0,4 atm di sopvrapressione per assicurarsi che si adattasse correttamente in uno stato gonfiato. Se ve la siete persa, quella storia è nella nota del diario L-282.

Oggi ho testato le funzioni nominali della mia Sokol nella camera a vuoto, dove ho passato un paio d’ore sdraiata in un seggiolino di tipo Soyuz e nel mio rivestimento adattato su misura. Prima abbiamo verificato la tenuta della tuta, proprio come faremo sulla rampa di lancio prima dell’inizio: ho chiuso manualmente la valvola regolatore e verificato che la sovrapressione nominale venisse raggiunta entro un tempo limite specifico. Dopo ho riaperto il regolatore e commutato di nuovo all’impostazione nominale di 0,4: se le pressione intorno a me dovesse scendere al di sotto di 0,4 atm (e questo è ovviamente il piano del giorno), il regolatore manterrebbe la pressione interna costante a quel valore.

Dopo il controllo di tenuta riuscito, la porta della camera è stata chiusa e abbiamo iniziato l’esercitazione. Prima la pressione è stata abbassata a 5 km. Potrebbe creare confusione usare km come unità quando stiamo in realtà parlando di pressione, ma è piuttosto tipico in una camera ipobarica. La pressione è riferita all’atmosfera standard della Terra: quando diciamo che siamo a 5 km, intendiamo che la pressione nella camera è equivalente a quanto avreste sulla Terra a un’altitudine di 5 km (che è circa metà della pressione al livello del mare).

A 5 km ci siamo fermati momentaneamente, la ventilazione è stata interrotta e la fornitura di ossigeno puro è stata invece attivata. Questo è un flusso molto più basso—proprio come sarebbe nella Soyuz—e da quel punto in poi ha iniziato a fare un po’ più caldo all’interno della tuta, mentre abbiamo ripreso a “salire” ad altitudini maggiori e pressioni più basse. A 7 km ho sentito la tuta iniziare a gonfiarsi e visto l’ago del manometro che indica la sovrapressione della tuta cominciare a muoversi dalla posizione zero: il regolatore era entrato in funzione, impedendo alla pressione interna di scendere al di sotto di 0,4 atm.

Alla fine siamo arrivati a 30 km, dove la pressione è circa 1/100 del valore al livello del mare—a tutti gli effetti oggi: vuoto. A quel punto la tuta, ancora a pressione interna costante, era piuttosto gonfia e molto rigida. Sarebbe una vera sfida operare in questo stato, ma hey… non mi sto mica lamentando. In una giornata veramente brutta, potrebbe salvarmi la vita—proprio come mi ha protetta dal vuoto oggi!

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

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Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

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