Golden Spike annuncia la collaborazione con la Honeybee robotics

La Golden Spike, compagnia che ha in programma di commercializzare spedizioni di ricerca verso la Luna, ha annunciato lo scorso 10 dicembre l’accordo di collaborazione con la Honeybee robotics, società che ha sviluppato importanti sistemi robotici per la NASA.

Ingegneri e staff tecnico delle due società lavoreranno ad uno studio iniziale per un rover configurabile capace di raccogliere e conservare campioni scientifici del suolo lunare. Questo confronto dovrebbe dare i primi frutti per la metà del prossimo anno.

La Honeybee ha un bagaglio di esperienza davvero ampio nell’ambito della progettazione di strumenti per la raccolta di campioni di suolo planetario tra cui:

  • il Rock Abrasion Tool per il Mars Exploration Rovers;
  • il famoso “Phoenix Scoop”, la caratteristica e riconoscibile benna del Phoenix Mars Lander;
  • il Dust Removal Tool and Sample Manipulation System per MSL Curiosity.
A sin. il Dust Removal Tool a bordo di MSL curiosity, a destra il "Phoenix Scoop". Immagini (C) NASA

A sin. il Dust Removal Tool a bordo di MSL curiosity, a destra il “Phoenix Scoop”. Immagini (C) NASA

Fiore all’occhiello della Honeybee (che compie trent’anni di esperienza nella creazione di strumenti per sonde e rover planetari) sono anche la presenza in loco di clean room certificate NASA e di avanzate camere di simulazione di ambiente spaziale.

In un workshop tenutosi all’inizio del 2013 la Golden Spike ha esposto il suo concetto di missione lunare. Le esplorazioni verrebbero anticipate da rovers con il compito di raccogliere campioni di suolo in preparazione del ritiro da parte di una missione manned. In questo modo si amplierebbe la possibilità di ricerca avendo a disposizione porzioni di suolo provenieni da punti diversi distanti anche diversi chilometri tra loro ed accumulati nella zona di atterraggio.

L’accordo appena varato fa parte di una serie di collaborazioni che la Golden Spike sta cercando di intraprendere con altre realtà industriali. La prospettiva di un ritorno economico si fonda anche su ricerche di mercato commissionate dalla compagnia, che vedrebbero almeno tra le 15 e le 25 missioni vendute a privati o enti nei primi dieci anni a partire dal prima spedizione.

Fonte: parabolicarc.com

Immagine di copertina: (C) JAXA/NHK

 

 

Raffaele Di Palma

Raffaele collabora con AstronautiNEWS dal giugno 2013.

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