Si avvicina il lancio di Chang’e 3

La missione cinese, composta da un lander e da un rover, è pronta a riportare una sonda sulla superficie della Luna dopo 37 anni. Il lancio potrebbe avvenire già domenica 1 dicembre.

La missione è stata recentemente presentata al pubblico dall’agenzia spaziale cinese (CNSA). Non è stata invece annunciata la data esatta del lancio, come spesso accade per i lanci cinesi, ma alcune fonti riportate dai siti SpaceflighNow.com e Planetary.org assicurano che il lancio dovrebbe avvenire dalla base di Xichang, nella provincia del Sichuan, tra le 18:00 e le 18:30 ora italiana di domenica 1 dicembre. Se così fosse, l’inserzione in orbita lunare avverrebbe la notte del 6 dicembre, mentre l’allunaggio sarebbe previsto per il 16 dicembre.

In questo mosaico proveniente dal Lunar Reconnaissance Orbiter si vede il Sinus Iridum, regione scelta per l'atterraggio di Chang'e 3. La zona ripresa è larga 360 km e la freccia rappresenta il punto di atterraggio del Lunokhod 1. (c) NASA/LRO

In questo mosaico proveniente dal Lunar Reconnaissance Orbiter si vede il Sinus Iridum, regione scelta per l’atterraggio di Chang’e 3. La zona ripresa è larga 360 km e la freccia in basso rappresenta il punto di atterraggio del rover sovietico Lunokhod 1, nel 1970. (c) NASA/LRO

Chang’e 3 è una missione molto ambiziosa, composta da un grosso lander, del peso di circa 3,8 tonnellate, compreso il carburante, e un rover da 140 kg. Il payload verrà immesso in orbita da un lanciatore Changzheng 3B (Lunga Marcia 3B). Il punto di atterraggio prescelto è nella regione Sinus Iridum, che finora non è mai stata esplorata da un lander. La regione è stata mappata nel dettaglio dalla precedente missione cinese sulla Luna, l’orbiter Chang’e 2.

Durante la conferenza stampa è stato anche annunciato il nome del rover lunare: Yutu è stato scelto tramite una votazione pubblica su una rosa di 10 possibili nomi. Nella mitologia cinese, Yutu è il “coniglio di giada”, compagno della dea lunare Chang’e. Il rover è alimentato da pannelli solari, ma a bordo è presente anche un generatore di calore a radioisotopi per mantenere in temperatura Yutu durante la lunga notte lunare.

Si tratta del primo tentativo assoluto di atterraggio su un altro corpo celeste da parte cinese. L’ultima sonda a toccare il suolo lunare fu la sovietica Luna 24, che atterrò il 18 agosto del 1976 per poi ripartire il giorno dopo, riportando a terra un campione di roccia lunare.

Nell’immagine di apertura: rappresentazione artistica del lander Chang’e 3 e del rover Yutu. (c) Beijing Institute of Spacecraft System Engineering

Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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