L-386: Aspettando l’atterraggio di Luca, Karen e Fyodor!

L'atterraggio della Soyuz TMA-08M. Fonte: NASA/Bill Ingalls
L'atterraggio della Soyuz TMA-08M. Fonte: NASA/Bill Ingalls

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Johnson Space Center (Houston, USA), 10 novembre 2013—Ragazzi, come vola il tempo! Sembra ieri quando commentavo le immagini in diretta del lancio della Soyuz TMA-09M dalla sede dell’Agenzia Spaziale Italiana a Roma ed eccoci qui: questa notte Luca, Karen e Fyodor ritorneranno sul pianeta dopo avere avuto la corsa della loro vita mentre rientreranno nell’atmosfera. Sono fortunata perché avrò l’opportunità di seguire il rientro e l’atterraggio dal Controllo Missione di Houston.

Come avviene un rientro? Alle 23:26:00 GMT (ora di Greenwich, le 00:26:00 italiane di lunedì 11 novembre 2013) verrà inviato il comando di sgancio. Il sistema è molto semplice: entro circa 2,5 minuti i ganci del sistema di attracco si apriranno e i respingitori a molla all’interfaccia di attracco daranno alla Soyuz una piccola velocità di separazione di circa 12 cm/sec.

Una volta raggiunta una distanza di sicurezza, dopo altri 3 minuti circa, i motori di controllo dell’assetto della Soyuz si accenderanno per circa 15 secondi. La chiamiamo accensione di separazione.

Solo dopo sarà attivato il sistema di guida e navigazione della Soyuz. Per prima cosa, esso farà ruotare il veicolo per trovare la Terra con il suo sensore infrarosso. Una volta che il sensore rileva le emissioni infrarosse della Terra, queste inizieranno a fornire al sistema di controllo dell’assetto le informazioni necessarie per orientare la Soyuz lungo la verticale locale, con il periscopio diretto verso la Terra, in modo che il Comandante possa verificare visivamente che l’orientamento sia corretto. La Soyuz starà anche volando “all’indietro”, con l’ugello di scarico del motore principale rivolto nella direzione del volo. Viene chiamato “orientamento di frenata”.

L’accensione di frenata è programmata per questa notte alle 01:55:33 GMT (le 02:55:33 italiane dell’11 novembre) e durerà circa 4,5 minuti. Ecco alcuni dati piuttosto sorprendenti. La velocità orbitale della Stazione è compresa fra 7 e 8 km al secondo, o fra 7.000 e 8.000 metri/secondo. L’accensione di deorbitazione è di “soli” 128 metri/secondo. È quanto basta per toccare il suolo meno di un’ora dopo!

Ma prima sarà avvenuta la separazione dei moduli verso le 02:23 GMT (le 03:23 italiane): ricordate che solo il modulo di discesa centrale a forma di campana può sopravvivere intatto al rientro nell’atmosfera!

A circa 10 km terminerà la guida di rientro attiva e sarà aperto il paracadute. Aspettatevelo intorno alle 02:35 GMT (03:35 italiane). Dopo ci vorranno circa 15 minuti fino all’impatto, durante il quale lo scudo termico verrà sganciato via per esporre i retrorazzi, e i seggiolini si estenderanno fino alla posizione “armata” per dare agli assorbitori d’urto la corsa di cui hanno bisogno per lavorare efficacemente. Anche con l’accensione dei retrorazzi, che potete vedere nella foto, non è certamente un atterraggio morbido!

Godetevi la corsa e state al sicuro Luca, Karen e Fyodor. Non vedo l’ora di vedervi presto!

Foto credit: NASA/Bill Ingalls

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

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