L-385: Un bel video ESA sul rientro della Sojuz

NASA Flight Engineer Karen Nyberg, left, Expedition 37 Commander Fyodor Yurchikhin of Roscosmos, center, and European Space Agency Flight Engineer Luca Parmitano sit in chairs outside the Soyuz capsule just minutes after they landed in Kazakhstan. Image Credit: NASA/Carla Cioffi
Karen Nyberg, Fyodor Yurchikhin e Luca Parmitano poco dopo l'atterraggio della Sojuz TMA-09M. Fonte: NASA/Carla Cioffi

Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

5 Risposte

  1. Lorenzo Pizzi ha detto:

    Wow! Cavolo che bel video, mai visto prima d’ora l’interno della Soyuz durante il rientro. Grazie Sam

  2. alberto piechele ha detto:

    Mi chiedo una cosa: l’addestramento che fate in Russia per la sopravvivenza dopo l’atterraggio della Soyuz, nel caso non arrivino subito i soccorsi, che senso ha, viste le condizioni, in particolare quelle di Paolo Nespoli, dei cosmonauti dopo una lunga permanenza nello spazio. che non sono in grado nemmeno di reggersi in piedi. figurarsi raccogliere legna, accendere il fuoco, costruirsi una capanna…etc, a causa dell’indebolimento muscolare ed osseo dovuto all’assenza di gravità. Un’altra curiosità: ma l’atterraggio della Soyuz avviene ad oltre 300 km/h come affermano alcuni siti su Youtube o, più verosimilmente, a 5 km/h? Grazie ed auguri!

    • Marco Zambianchi ha detto:

      L’addestramento e’ sempre utile, considerato che se davvero la Soyuz cadesse totalmente fuori rotta in un punto lontano da ogni centro abitato gli astronauti saprebbero esattamente come impiegare le loro poche energie. Costruire la “capanna” non e’ ad esempio sempre necessario: la Soyuz puo’ essere impiegata benissimo per quello scopo, se non resa inservibile dall’impatto. Insomma, saperne una in piu’ su come comportarsi in situazioni di emergenza e’ sempre meglio che il contrario. L’indebolimento poi, realissimo, e’ massimo appena dopo l’atterraggio ma migliora nel giro di poche ore. La riabilitazione e’ sempre necessaria, ma quanto meno la capacita’ di muoversi autonomamente migliora gia’ dopo poche ore.
      Infine, la capsula atterra sempre a bassa velocita’, posto che il paracadute funzioni bene. Atterrare a 300 km/h, come affermano alcuni, ucciderebbe gli astronauti senza dubbio. La ringraziamo per le sue domande: su Astronautinews.it e ForumAstronautico.it tentiamo di fornire risposte documentate e affidabili, anche contro i tanti utenti fuffari a spasso per il web.

    • Paolo Amoroso ha detto:

      In questo video puoi vedere Parmitano poche ore dopo l’atterraggio: è ancora debole, ma cammina e ha una buona mobilità: http://www.youtube.com/watch?v=EQyUDcq-cxw

      L’atterraggio delle Soyuz non può avvenire a 300 km/h, perché quello è l’ordine di grandezza della velocità a cui si schiantò la Soyuz 1 con il paracadute non aperto.

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