Spettacolare esplosione di un Proton-M dopo il lancio

L'esplosione di un Proton-m IL 2 luglio 2013. Fonte Tsenki TV
L'esplosione di un Proton-m IL 2 luglio 2013. Fonte Tsenki TV

Un razzo Proton-M è andato distrutto poco dopo il lancio dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, avvenuto alle 2:38 UTC (4:38 ora italiana) di questa mattina.

Secondo SPACEFLIGHT 101, pochi secondi dopo il decollo Il razzo Proton, alto 53 metri e pesante 712 tonnellate, ha iniziato a deviare lateralmente alcune volte. Si è poi inclinato e diretto verso il suolo frammentandosi ed esplodendo in volo. Si è schiantato poche decine di secondi dopo il lancio ad alcuni chilometri dalla rampa.

Non è stato possibile distruggere il razzo in volo perché i lanciatori russi non dispongono di cariche esplosive comandabili a distanza in caso di emergenza. I loro sistemi di interruzione del volo, attivi 42 secondi dopo il lancio, si limitano a spegnere i propulsori. Tali sistemi non sono stati utilizzabili in questa situazione perché il razzo si è schiantato circa mezzo minuto dopo il decollo, con i motori ancora accesi.

Non si segnalano vittime o feriti. Una parte del personale del cosmodromo è stata evacuata per l’avvicinarsi della nube di residui di propellenti tossici. Agli abitanti della zona è stato consigliato di tenere chiuse porte e finestre e non usare impianti di aria condizionata.

Non sono al momento note le cause dell’incidente. L’agenzia spaziale federale russa Roscosmos ha annunciato la costituzione di una commissione di inchiesta. I lanci del Proton saranno presumibilmente sospesi in attesa delle conclusioni. Il prossimo era previsto per il 21 luglio.

Il Proton-M avrebbe dovuto mettere in orbita i tre satelliti GLONASS 48, 49 e 50. GLONASS è l’equivalente russo del sistema di localizzazione satellitare GPS americano. Quello di oggi, come riferisce Spacefligt Now, è stato il 388° lancio di un Proton dal 1965. Il programma ha subito 5 incidenti nel corso degli ultimi due anni e mezzo, causati in prevalenza da avarie agli stadi superiori. Nel caso di oggi il problema sembrerebbe invece dovuto al primo stadio.

Questo servizio di Tsenki TV mostra il lancio e le spettacolari immagini dell’incidente.

Ecco un video amatoriale ripreso a poca distanza dal luogo di lancio, in cui si vede la nube dell’esplosione e la concitazione dei presenti mentre si allontanano rapidamente.

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Paolo Amoroso

Si occupa di divulgazione e didattica dell'astronomia e dello spazio. Attualmente collabora con il Planetario di Milano e fino al 2012 ha lavorato per il Museo Astronomico di Brera. Si interessa di astronomia, astronautica ed esplorazione dello spazio, scienza, Google, editoria digitale e tecnologie informatiche. È nel Direttivo dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA), per la quale svolge diverse attività fra cui la co-conduzione del podcast AstronautiCAST.

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