Gli obiettivi del prossimo rover marziano

Il Mars 2020 Science Definition Team nel corso dello scorso maggio ha preparato un documento di 154 pagine in cui definisce gli obiettivi scientifici del prossimo rover marziano previsto per il 2020.

Il team è composto da 19 persone tra scienziati ed ingegneri provenienti da università ed organizzazioni di ricerca ed in gennaio era stato incaricato da NASA di stilare gli obiettivi scientifici della missione. La proposta che ne è scaturita potrebbe portare al raggiungimento di diversi obiettivi di primaria importanza nell’esplorazione planetaria ma anche il compimento di importanti passi in avanti verso la sfida lanciata dal presidente Obama di inviare degli uomini su Marte nella decade 2030, infatti l’obiettivo primario segnalato è la ricerca di segni di vita passata ma insieme a questo si pone l’accento sulla raccolta di campioni da riportare eventualmente sulla Terra in futuro ed anche la prova di tecnologie utilizzabili in una futura esplorazione umana del Pianeta Rosso.

John Grunsfeld, amministratore associato per le scienze di NASA a Washington, ricorda come la raccolta e la definizione degli obiettivi scientifici e di esplorazione sia una tappa fondamentale per la prossima missione su Marte e come gli obiettivi stabiliti da NASA, con l’apporto degli input forniti da questo team, saranno la base su cui verrà richiesto di formulare le proposte per la fornitura di strumenti che saranno il carico scientifico di questo nuovo eccitante passo dell’esplorazione marziana.

Il rover Curiosity attualmente sulla superficie di Marte (Credit: NASA)

Il rover Curiosity attualmente sulla superficie di Marte (Credit: NASA)

L’ente spaziale statunitense ha deciso di utilizzare come piattaforma del rover la stessa utilizzata per Curiosity (che è arrivato su Marte nell’agosto scorso )  in modo da limitare il costo della missione e ridurre i rischi pur utilizzando una macchina in grado di portare a termine la missione con gli strumenti scientifici la cui fornitura avverrà tramite un’apposita competizione aperta a tutti gli enti interessati.

La missione del 2020 proposta dal team si basa e si baserà sui risultati ottenuti dalle precedenti missioni marziane, infatti i rover Spirit ed Opportunity insieme ad alcuni orbiter hanno evidenziato che su Marte c’è stato un passato segnato dall’acqua mentre recentemente Curiosity ha confermato che le passate condizioni climatiche del pianeta rosso potrebbero aver supportato la vita di microbi e quindi risulta logico che il prossimo passo da fare con questo rover sia la ricerca di segni di vita passata.

Il report del team descrive nel dettaglio come dovrebbero essere utilizzati gli strumenti del rover per effettuare delle analisi visuali, minereologiche e chimiche fino ad una scala microscopica per comprendere a pieno l’ambiente presente attorno al suo luogo di atterraggio ed identificare eventualmente le biosegnature: elementi nelle roccie e nel suolo che potrebbero essersi formate da attività biologica.

Jack Mustard, presidente del Science Definition Team e professore di Scienze Geologiche presso la Brown University di Providence in Rhode Island, precisa che lo schema della missione Mars 2020 non presume affatto che su Marte sia mai esistita vita, tuttavia, viste le recenti scoperte di Curiosity, sembra che in passato ci potrebbe essere stata vita biologica e si vuole iniziare il difficile compito di cercare i segni di vita. Secondo Mustard non è importante cosa si imparerà da questa missione, quanto fare un passo in avanti significativo nella comprensione delle condizioni delle prime forme di vita esistenti sulla Terra e capire le possibilità di vita extratterrestre.

Il Science Definition Team ha compreso negli obiettivi la possibilità di raccogliere dei campioni da rimandare sulla Terra con una successiva missione per ulteriori analisi nei laboratori terrestri poichè le misurazioni necessarie ad esplorare un sito su Marte per cercare una possibilità di passata abitabilità e la potenziale presenza di biosegnature sone le stesse necessarie per selezionare questi eventuali campioni di ritorno a Terra e la proposta del team è di selezionarne 31  a tale scopo.

Anche il direttore della Planetary Science Division di NASA a Washington, Jim Green, pone l’accento sulla capacità unica della missione Mars 2020 di rispondere alle maggiori domande sull’abitabilità e sulla vita nel sistema solare e soprattutto sul grande passo in avanti che questa missione rappresenterà nei metodi di selezione, preparazione ed analasi dei campioni, in particolar modo inquadrata nella strategia di più ampio respiro sul ritorno di campioni da missioni planetarie.

Senza dubbio i campioni selezionati ed analizzati dal rover aiuteranno le future missioni umane sul pianeta rosso poichè i dati ricavate da questi e le tecnologie utilizzate sperimentalmente dal rover saranno basilari per i progettisti di future spedizioni umane per comprendere i pericoli derivanti dalla polvere di Marte ma anche per capire come immagazzinare biossido di carbonio (CO2 o anidride carbonica) che potrebbe essere una risorsa per la produzione di ossigeno e propellente.

La tecnologia Sky Crane testata da Curiosity permette atterraggi più precisi (Credit: NASA)

La tecnologia Sky Crane testata da Curiosity permette atterraggi più precisi (Credit: NASA)

Tra le tecnologie più importanti segnalate c’è anche la capacità di atterraggio di precisione, questa innalza il valore delle missioni scientifiche posizionando il rover in ben determinati luoghi reputati interessanti ma risulta decisamente critica nel caso di missioni umane sulla superficie per il recupero di materiali precedentemente inviati e per questo nelle indicazioni del Science Definition Team va ulteriormente sviluppata .

 

Il report completo del team è disponibile on-line sul sito del Jet Propulsion Laboratory (JPL) a questo link http://mars.jpl.nasa.gov/m2020/

 

Mentre tutte le notizie relative alle missioni su Marte della NASA possono essere trovate sul sito di NASA a questo link http://www.nasa.gov/mars

Fonte: http://www.nasa.gov/press/2013/july/science-team-outlines-goals-for-nasas-2020-mars-rover/#.Ud6GDazolSN

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Rudy Bidoggia

Appassionato di spazio e di tutto ciò che è scienza dalla tenera età, scrive dal 2012 per AstronautiNews. Lavora come tecnico informatico presso un'azienda metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia.

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