ESA conferma la fattibilita’ di Skylon

Il governo britannico ha annunciato un investimento di 60 milioni di sterline per il progetto che culminerà nella realizzazione del prototipo del motore SABRE (Synergistic Air-Breathing Rocket Engine), che dovrebbe andare ad equipaggiare il futuro spazioplano denominato Skylon.
Lo stanziamento è arrivato dopo che uno studio dell’ESA ha sancito la validità del concetto alla base del nuovo motore progettato dalla Reaction Engines Ltd.. Si tratta inffatti di un propulsore rivoluzionario, che impiegherà aria atmsoferica nella prima parte del volo, per poi passare ad una spinta a razzo “convenzionale” per l’ultimo tratto di salita verso l’orbita.
Lo studio di ESA ha riguardato un componente fondamentale di questo motore, il pre-raffreddatore (“precooler”), che interviene sull’aria surriscaldata che entra nel razzo a velocità supersoniche. Precoolers di questo tipo non sono una novità assoluta, ma quello di Reaction Engines è il primo sufficientemente compatto e leggero da poter trovare applicazione nell’industria aerospaziale.
Skylon dovrebbe volare fino alla velocità di Mach 5 nella bassa atmosfera, impiegando l’aria circostante, per poi passare a consumare l’ossigeno liquido dei propri serbatoi. A quelle velocità l’aria deve venire rallentata per poter essere impiegata dal motore, e questo ne provoca il surriscaldamento: da qui la necessità di raffreddarla prima di poterne ricavare una spinta. La cessione di calore avviene in una frazione di secondo, e porta l’aria da oltre mille gradi fino alla temperatura di congelamento.
Il principio di base è stato sviluppato negli anni cinquanta, ma è la prima volta che trova una applicazione concreta.
L’obiettivo dell’iniziativa britannica è realizzare uno spazioplano automatizzato della lunghezza di circa 80 metri, leggero, riutilizzabile, ed in grado di decollare da una pista convenzionale, rivoluzionando così l’accesso allo spazio.

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Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.

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