Cominciata la missione di osservazione solare IRIS

La sonda della NASA, IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph), è stata lanciata in orbita lo scorso giovedì 27 giugno alle 4:27 CEST dalla base della Air Force di Vandenberg, in California. La missione è diretta allo studio dell’atmosfera solare ed è stata immessa in orbita tramite il lanciatore Pegasus XL della Orbital Science Corporation.

Rendering artistico di IRIS in orbita. (c) NASA

Rendering artistico di IRIS in orbita. (c) NASA

IRIS è una missione NASA della categoria “Explorer” e osserverà come la materia si muove, acquisisce energia e calore durante il proprio cammino attraverso la poco conosciuta regione della bassa atmosfera solare. Tale regione, all’interfaccia tra la fotosfera e la corona solare, è la regione alla base dell’alta energia posseduta dall’atmosfera solare, che porta la temperatura a oltre un milione di K e genera il vento solare. Questa regione è anche quella in cui viene generata la maggior parte delle emissioni di raggi ultravioletti, in grado di modificare lo spazio vicino alla Terra e il suo clima.

Il razzo Pegasus XL su cui era montato il satellite IRIS è stato rilasciato alla quota di 39000 piedi sopra l’Oceano Pacifico al largo delle coste della California da un aereo Orbital L-1011, dopo circa 1 ora di volo. Il razzo aerolanciato, con un’accensione dei propulsori durata circa 13 minuti, ha poi immesso IRIS in un’orbita polare eliosincrona di circa 640 km di quota che permetterà al satellite di compiere osservazioni solari quasi continue durante i suoi due anni di missione. Le prime trasmissioni hanno confermato che il satellite gode di ottima salute ed è pronto alle prossime fasi della missione.

La coppia Orbital L-1001 "Stargazer"/Pegasus durante uno dei lanci della compagnia americana. (c) Orbital

La coppia Orbital L-1011 “Stargazer”/Pegasus durante uno dei lanci della compagnia americana. (c) Orbital

Il lancio di IRIS rappresenta la 45esima missione del Pegasus. La storia di questo vettore include 42 lanci orbitali che hanno rilasciato più di 80 satelliti di missioni spaziali e di osservazione della Terra per conto di NASA, missioni militari e dimostratori tecnologici per conto del Dipartimento della Difesa americano e satelliti di osservazione e per telecomunicazioni per conto di clienti commerciali.

Fonti: NASA, Orbital

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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