Videoricordo dello Skylab a 40 anni dal lancio

Lo Skylab. Fonte: NASA, scansione di Kipp Teague
Lo Skylab. Fonte: NASA, scansione di Kipp Teague

Il laboratorio orbitante Skylab della NASA fu la prima e unica stazione spaziale interamente realizzata dagli Stati Uniti. Oggi ricorre il 40° anniversario del lancio, avvenuto il 14 maggio 1973. Due anni prima i sovietici avevano mandato per primi nello spazio una stazione abitata, la Salyut 1.

Il progetto Skylab diede alla NASA esperienza con gli aspetti ingegneristici, scientifici, fisiologici, psicologici e operativi della permanenza di lunga durata nello spazio. Gli astronauti di tre missioni con equipaggio trascorsero a bordo complessivamente 171 giorni fra il 1973 e il 1974 eseguendo dieci passeggiate spaziali, scattando 127.000 foto del Sole e 46.000 della Terra ed effettuando esperimenti scientifici nei campi della medicina, la fisica solare, l’astronomia, l’osservazione della Terra e altre discipline.

La stazione spaziale

Lo Skylab era costituito dal corpo del terzo stadio di un razzo Saturno V, lo stesso usato per le missioni lunari del programma Apollo, attrezzato per ospitare un equipaggio e una serie di strumenti scientifici, fra cui un telescopio per l’osservazione del Sole. Disponeva inoltre di pannelli solari per la produzione di energia elettrica e portelli di attracco. Gli astronauti raggiungevano lo Skylab a bordo di una capsula Apollo lanciata con un razzo Saturno IB.

L’astronauta Owen Garriot ai comandi del telescopio solare dello Skylab. Fonte: NASA, scansione di Kipp Teague

L’astronauta Owen Garriot ai comandi del telescopio solare dello Skylab. Fonte: NASA, scansione di Kipp Teague

La stazione fu lanciata con un razzo Saturno V e inserita in orbita terrestre a una quota di circa 440 km. Durante l’ascesa lo Skylab rimase danneggiato per il distacco di uno scudo di protezione termica e dai micrometeoriti, che urtò uno dei pannelli solari principali causandone il distacco e bloccando il sistema di apertura dell’altro.

Le missioni con equipaggio

Nel corso di Skylab 2, la prima missione con equipaggio lanciata il 25 maggio 1973, gli astronauti Pete Conrad, Paul Weitz e Joe Kerwin salvarono la stazione lavorando per ripristinarne l’abitabilità e l’operatività. Nei 28 giorni di permanenza installarono una protezione termica alternativa, aprirono nel corso di una passeggiata spaziale il pannello solare bloccato e iniziarono gli esperimenti scientifici.

Skylab 3 decollò il 28 luglio 1973 portando gli astronauti Alan Bean, Jack Lousma, e Owen Garriot sullo Skylab per 59 giorni. Nonostante un’avaria ad alcuni motori di manovra del modulo di servizio della capsula Apollo, che rischiò di richiedere l’invio di una missione di soccorso, l’equipaggio proseguì la riparazione del laboratorio e il programma di esperimenti scientifici, fra cui alcuni progettati da studenti di scuole americane.

La terza e ultima missione abitata, Skylab 4, fu lanciata il 16 novembre 1973 con a bordo Gerald Carr, Bill Pogue ed Ed Gibson. L’intenso programma di attività e la lunga permanenza sulla stazione, 84 giorni, misero a dura prova la resistenza fisica e psicologica dell’equipaggio alla sua prima esperienza nello spazio.

Dopo crescenti tensioni con il controllo della missione, gli astronauti scioperarono per un giorno rifiutandosi di svolgere i compiti stabiliti. Il programma di attività venne rivisto e alleggerito e l’equipaggio riuscì ad aumentare la propria produttività.

La fine dello Skylab

Terminata nel 1974 la prima fase operativa dello Skylab, la NASA pianificò di riutilizzare il laboratorio orbitante facendolo attraccare e portare in un’orbita più stabile da un futuro Space Shuttle, lo spazioplano riutilizzabile allora in fase di sviluppo.

L’intensa attività solare della seconda metà degli anni ‘80 aumentò però in modo imprevisto l’attrito atmosferico, che fece diminuire progressivamente la quota dello Skylab fino al rientro distruttivo. L’11 luglio 1979, nel corso di una manovra parzialmente controllata pianificata dal controllo della missione, lo Skylab si disintegrò nell’atmosfera al largo delle coste occidentali dell’Australia, due anni prima che iniziassero i voli dello Shuttle.

Videoricordo

In occasione del 40° anniversario del lancio ricordiamo lo Skylab con una serie di filmati e documentari. Iniziamo con le immagini dalle fasi finali del countdown e il lancio dal Kennedy Space Center il 14 maggio 1973.

Il danneggiamento subito dallo Skylab durante il lancio, la preparazione e le difficoltà delle operazioni di ripristino, e il lavoro di riparazione degli astronauti del primo equipaggio sono raccontati in questi brani di documentari d’epoca della NASA.

Si veda anche il video: Classic NASA Film – Skylab – #1 (deve essere visto su YouTube perché l’embedding esterno non è abilitato)

Queste immagini dell’attività degli astronauti attraversando e muovendosi nello Skylab danno un’idea delle grandi dimensioni e del volume interno dello spazioso laboratorio orbitante. Ecco i video (devono essere visti su YouTube perché l’embedding esterno non è abilitato):

Un documentario d’epoca della NASA racconta la vita di bordo degli astronauti nell’ambiente a microgravità, dal lavoro scientifico ai pasti, dall’igiene personale allo svago.

Ecco un servizio di una rete televisiva australiana sulla curiosità e l’attesa del pubblico per la fine dello Skylab in un clima da evento mediatico, con le testimonianze di chi assistette al rientro nell’atmosfera o ne ritrovò dei frammenti.

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Paolo Amoroso

Si occupa di divulgazione e didattica dell'astronomia e dello spazio. Attualmente collabora con il Planetario di Milano e fino al 2012 ha lavorato per il Museo Astronomico di Brera. Si interessa di astronomia, astronautica ed esplorazione dello spazio, scienza, Google, editoria digitale e tecnologie informatiche. È nel Direttivo dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA), per la quale svolge diverse attività fra cui la co-conduzione del podcast AstronautiCAST.

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