Un’altra azienda guarda agli asteroidi

Il veicolo ragonFly (C) DSI.

Con l’intento di perseguire la commercializzazione dello spazio in maniera sempre più concreta, una nuova compagnia, lo scorso Martedì 22 Gennaio ha presentato alla stampa il proprio layout, durante una conferenza stampa tenutasi a Santa Monica, in California.

L’obiettivo a lungo termine della Deep Space Industry, questo il nome dell’azienda, è quello di sviluppare una vera e propria struttura estrattiva in situ, in grado di ricavare le materie prime ed i componenti da costruzione direttamente nello spazio tramite mini fonderie high-tech costruite attorno delle sofisticate stampanti 3D.

Rick Tumlinson, presidente della società, ha spiegato come la Deep Space Industries miri a ricercare, raccogliere e lavorare le materie prime raccolte nello spazio. Le attività della DSI dovrebbero iniziare nel 2015, con un trio di piccole sonde esplorative, denominate FireFly, dotate di sistemi propulsivi, pannelli solari ed una suite di sensori compatti e di fotocamere, che verrà lanciato come payload secondario di lanciatori di satelliti per le comunicazioni o di altri grossi spacecrafts. I tre FireFlies avranno il compito di caratterizzare la composizione degli asteroidi prescelti e di stabilirne la possibilità di sfruttamento dal punto di vista estrattivo. Essi peseranno circa 25 kg ciascuno e saranno basati, a livello progettuale, sul design dei CubeSat universitari. Se tutto andrà per verso giusto, nel 2017 sarà la volta dei DragonFly, che saranno un po’ più grossi pesando circa 32 kg e che avranno il compito di prelevare dai 30 ai 70 kg circa di materiale proveniente dagli asteroidi, nel corso della loro missione che durerà dai 2 ai 4 anni.

Nei progetti a lunga gittata della DSI si prevede di costruire sistemi di macinazione dei materiali asteroidei ed una fonderia in microgravità dotata di una stampante laser 3D per la costruzione di componenti metallici complessi in assenza di gravità.

Durante la conferenza stampa non è stato discusso l’aspetto economico legato alla costruzione ed al lancio dei veicoli spaziali, ma i responsabili della Deep Space Industry hanno ribadito che tutte le tecnologie in gioco sono già esistenti e che al massimo deve esserne accelerato il loro sviluppo ulteriore in modo scientificamente ed economicamente utile.

Nell’Aprile 2012, un’altra società, la Planetary Resources Inc. aveva manifestato l’intenzione di identificare dei Near Earth asteroids, ricchi di ghiaccio e materiali preziosi, sui quali inviare dei landers robotici a fini estrattivi, con lo scopo ultimo di riportare sulla Terra i materiali preziosi e di convertire il ghiaccio in propellente per i razzi per ridurre il costo dell’esplorazione spaziale.

A questo proposito Tumlinson ha dichiarato che questa è senz’altro una competizione positiva, che sottolinea appunto il fatto che l’esistenza di due società con degli scopi pressoché comuni, sancisce di fatto l’inizio di una vera e propria industria al di là dell’orbita bassa terrestre.

Fuel Harvestor Concept (C) DSI.

Fuel Harvestor Concept (C) DSI.

 

Fonti: SpaceflightNow; Wikipedia; Deep Space Industry.

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

2 Risposte

  1. Mad Max ha detto:

    Puo’sembrare esagerato, ma entro la fine di questo secolo gli U.S.A. guadagneranno un vantaggio tecnologico rispetto all’Italia, paragonabile al distacco tecnologico esistente tra l’Homo Erectus e l’Homo Sapiens.

  2. MrFrog ha detto:

    Il video da YT postato nell’articolo dice che è privato…

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