I ministri europei decidono di investire nello spazio per promuovere la crescita e la competitività dell’Europa

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.

Una risposta

  1. Yuri ha detto:

    Questa ESA che dopo tutti questi anni non ha ancora sviluppato neppure una modesta capsula, tipo Dragon o Orion, o anche più piccola, per mandare i propri astronauti nello spazio con i propri lanciatori ariane, e continua a chiedere passaggi alla NASA, alla Russia con la “soyuz” del secolo scorso, e ora vuole fare l’autostop addirittura con i cinesi, lascia davvero a desiderare.
    L’Europa, unione di paesi avanzati, popolo di grandi esploratori e pionieri, oggi con i suoi 500 milioni di abitanti, più degli usa, quasi meta della Cina, in tutti questi decenni non ha ancora raggiunto la capacita autonoma di inviare i propri astronauti neppure in orbita bassa, e continua a non avere dei veri programmi abbastanza ambiziosi in tal senso.
    Ma senza obiettivi, gli USA insegnano che non si va da nessuna parte.
    L’ESA, a differenza della NASA, continua a non essere in grado di trascinare le giovani generazioni in progetti comuni e affascinanti.
    Continua a non essere un vero stimolo capace di coinvolgere le migliori forze che ci sarebbero a disposizione nel vecchio continente, con tutte le benefiche ricadute che conseguirebbero nella ricerca tecnologica, biomedica e nell’innovazione.
    Nell’industria e nei posti di lavoro.
    A tal punto che persino dei privati USA, come Elon Musk di Space X, stanno per compiere il passo, e mettere in orbita gli astronauti USA con propri mezzi, mentre da noi neppure l’Ente Spaziale Europeo e’ in grado di farlo per i nostri astronauti.

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