Elon Musk al LA Times: “l’obiettivo è Marte”

Elon Musk, l’uomo dietro SpaceX (e Tesla Motors, e SolarCity, e…) ha rilasciato un’intervista al Los Angeles Time dove ha parlato di Marte, di California e di turismo spaziale, ma anche della governance di SpaceX, della difesa della sua visione di esplorazione spaziale, di energia, di lavoro, e dei cinema su Marte.

Quando Curiosity atterrerà su Marte domenica sera (Lunedì mattina per noi Europei, N.d.T) penserai “Quello è ciò che farà SpaceX un giorno!”?

È sempre stato un obiettivo per SpaceX. Speriamo di sviluppare la tecnologia per farlo nei prossimi 12-15 anni.

Andresti su Marte?

Ci andrei. Il primo volo sarà rischioso. Se mi sentirò sicuro e che la missione dell’azienda continuerebbe e che i miei figli saranno grandi abbastanza, allora andrei con la prima missione.

Hai scelto la South Bay (Area a sud della California, N.d.T) per la sua tradizione aerospaziale?

È esattamente la ragione. Ho vissuto a Palo Alto, e quando ho detto ai miei amici che mi trasferivo a Los Angeles, hanno pensato tutti che fossi pazzo. Vedevano la California del sud come un po’ “vacua” e la California del nord come più intellettuale. Ma le persone della baia (di San Francisco, n.d.t) hanno dimenticato che c’è un’alta concentrayione di talento ingegneristico aerospaziale laggiù, da otlre un secolo.

(…)

La gente ti paragona a A Richard Branson e a Virgin Galactic, ma i loro sforzi sembrano più concentrarsi sul turismo, e vostri al mondo industriale e scientifico….

Non ho nulla contro il turismo; Richard Branson è bravissimo a creare un brand, ma non è un tecnologo. Quello che sta facendo è sostanzialmente intrattenimento e penso che sia “cool”, ma non credo che influenzerà il futuro dell’umanità in maniera significativa. Ed è quello che noi stiamo cercando di fare.

Quello che mi ha fatto creare SpaceX era il senso di abbandono. Semplicemente, non volevo che Apollo fosse il nostro apice. Non vogliamo un futuro dove diciamo ai nostri figli che quello era il meglio che abbiamo mai fatto. Crescendo, continuavo ad aspettarmi che ci sarebbe stata una base sulla Luna, e che avremmo fatto viaggi verso Marte. Invece, siamo solo andati indietro, e quella è la vera tragedia.

Non dovrebbe essere il Governo ad intraprendere progetti come questi?

Il Governo non è adatto a fare avanzare la tecnologia rapidamente. Tende ad essere più efficiente a finanziare la ricerca di base. Per fare decollare davvero le cose, bisogna avere società commerciali. Il governo è stato capace di gettare le basi di Internet, ma languiva. Le società commericali hanno iniziato ad avere un ruolo intorno al 1995 e da allora è accelerato. Ci serve qualcosa di simile per lo spazio.

(…)

Quando sei venuto in America, era la destinazione obbligata per il tipo di impresa che avevi in mente. È ancora così?

Sì. Se si vuole avere un impatto significativo sul mondo, gli Stati Uniti sono il psoto migliore per farlo. Non dico che le cose non potrebbero migliorare. Dobbiamo chiederci: abbiamo migliorato l’ambiente o l’abbiamo peggiorato? E pensarare che dobbiamo smetterla di mandare a casa (in altre nazioni) laureati e dottorati.

L’articolo completo (in Inglese) è disponibile sul LA Times

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Michael Sacchi

Ingegnere Informatico e gestionale, è Ground Operation Engineer presso DLR a Oberpfaffenhofen, in Baviera. Si occupa principalmente del sistema informatico di ISAA

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