L’India ha annunciato gli sviluppi del programma spaziale nazionale

L'India intende riproporsi come importante competitor spaziale nei prossimi 365 giorni.

Il presidente dell'Agenzia Spaziale Indiana, K. Radhakrishnan, ha annunciato i futuri programmi spaziali del proprio paese dopo il successo del lancio di un PSLV (Polar Satellite Launch Vehicle) che ha posto in orbita un satellite da ricognizione radar.
Da qui ad un anno si dovrebbe assistere fino a quattro lanci due dei quali riguarderanno il più grande GSLV (Geosynchronous Satellite Launch Vehicle), un razzo di medie dimensioni che è considerato come la pietra angolare delle ambizioni indiane per l'accesso indipendente allo spazio.

Mentre il PSLV ha raggiunto un record di successi superiore al 90 per cento su 21 lanci effettuati, (il primo lancio è terminato con la distruzione del vettore 700 sec dopo il decollo mentre il secondo non è stato in grado di posizionare nella corretta orbita un satellite di rilevamento) il GSLV non vola dal 2010 dopo aver registrato una serie di fallimenti.
L'Indian Space Research Organization ha dichiarato quattro fallimenti del GSLV su sette lanci effettuati.

I due lanci del razzo PSLV sono pianificati per agosto, con la messa in orbita del satellite francese SPOT-6, ed ottobre per il lancio del satellite SARAL, sviluppato congiuntamente da Francia ed India, il cui scopo sarà effettuare osservazioni sui ghiacci, le piogge, le zone costiere e l'altezza delle onde marine.

In autunno dovrebbe essere il turno del prossimo lancio di un razzo GSLV che sarà dotato di un terzo stadio criogenico di costruzione indiana che ISRO ha sviluppato per sostituire il motore ad idrogeno di costruzione russa utilizzato nella prima versione del razzo (Mk. 1 model).

La seconda versione (Mk. 2 model) avrà un upper stage dotato di turbopompe di costruzione indiana i cui test, attualmente in corso, stanno dando esiti positivi. Nel frattempo è già stato deciso che il carico del prossimo volo GSLV sarà il satellite per telecomunicazioni GSAT 14 del peso di circa 1600 kg.

Se tutto andrà secondo i piani nel 2013 debutterà la terza versione (Mk. 3 model) dotata di 2 booster laterali a propellente solido, mentre nel 2014 assisteremo al lancio di una missione robotica lunare.
La versione Mk.3 sarà in grado di lanciare e posizionare in orbita geostazionaria satelliti del peso di circa 4 t oppure trasportare in LEO (Low Earth Orbit) carichi del peso di circa 10 t.

Fonte: Spaceflightnow.com

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.