ESA ha perso i contatti con il satellite Envisat

ESA ha dichiarato perso il satellite Envisat.

Solo poche settimane fa ESA aveva festeggiato il decimo anniversario di permanenza in orbita del satellite, quando lo scorso 8 aprile si sono improvvisamente interrotte tutte le comunicazioni.
Il team di ingegneri ha trascorso l'ultimo mese nel tentativo di capire cosa fosse successo mentre nel frattempo si continuava a tentare di contattare Envisat inviandogli una serie di comandi senza mai ricevere risposta.

Poiché non vi sono mai stati segni di degrado nella ricezione del segnale, i tecnici, nel tentativo di capire i motivi della perdita di contatto con il satellite, hanno raccolto informazioni ed immagini da altre stazioni di terra ed anche dal satellite francese Pleiades.

Le ipotesi ritenute più probabili vedono una perdita di potenza elettrica oppure un corto circuito, guasti che potrebbero aver messo Envisat in "safe mode".

Le speranze e le possibilità di recuperare i contatti con il satellite sono ritenute scarse ma è stato deciso di proseguire nei tentativi di ripristino dei contatti anche per i prossimi due mesi. Benchè Envisat abbia operato per il doppio della sua prevista vita operativa, si sperava che la il suo lavoro di osservazione potesse proseguire fino al lancio del suo successore.

Con i suoi sofisticati sensori Envisat ha osservato la Terra, l'atmosfera, gli oceani, le calotte polari, permettendo la raccolta di oltre 1000 TB di dati. Si stima che circa 2500 pubblicazioni scientifiche si siano basate su questa mole di informazioni che hanno permesso una sempre più elevata conoscenza del nostro pianeta.

Envisat ha documentato il progressivo restringimento dei ghiacci del mare Artico e la regolare apertura delle vie marittime polari durante i mesi estivi, ha monitorato la variazione delle temperature dei mari con una precisione al decimo di grado centigrado.

Il satellite ha osservato l'aumento dell'inquinamento atmosferico in Asia confermando invece la stabilità di quello relativo all'Europa ed al Nord America; ha mappato i movimenti tellurici aiutando a comprendere meglio la tettonica a zolle agevolando il lavoro non solo agli scienziati ma anche, e principalmente, a molti servizi operativi quali il monitoraggio delle inondazioni, le fuoriuscite di petrolio, collaborando con le autorità di protezione civile nelle gestione delle catastrofi naturali.

Envisat, con i suoi servizi di monitoraggio globale, ha aperto la strada ad una nuova generazione di satelliti denominati GMES Sentinel il cui lancio, ora che è finita la sua missione, è diventato ancora più urgente.

Fonte: ESA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.