Express AM4 deorbitato nonostante le speranze degli scienziati

Il satellite per telecomunicazioni russo Express AM4 è stato deliberatamente guidato ad un rientro distruttivo nell’atmosfera per non essere riuscito a raggiungere l’altitudine prevista in orbita terrestre.

Domenica 25 marzo 2012 gli ingegneri di EADS Astrium (principale azienda costruttrice del satellite) hanno comandato l’accensione del propulsore alle 10:33 GMT per dirigere il satellite in una traiettoria che lo ha fatto disintegrare al di sopra dell’Oceano Pacifico, a nord delle isole Hawaii. Si suppone che pochi detriti residui delle 6,3 tonnellate del satellite possano aver raggiunto il mare alle 13:32 GMT, secondo quanto dichiarato dalla Agenzia di stampa Interfax.

Dopo il lancio effettuato nello scorso agosto 2011, Express AM4 si era stabilizzato in orbita ellittica intorno alla Terra con un’altitudine massima di circa 12.600 miglia (20.277 km), ben al di sotto della quota prefissata di 22.300 miglia (circa 36.000 km) dalla quale avrebbe fornito una copertura delle comunicazioni per la Russia e le nazioni confinanti sotto il controllo della Compagnia di Stato Russa per le Comunicazioni via Satellite.

Il satellite avrebbe fornito agli utenti servizi video e internet attraverso 10 antenne e 63 transponder attivi nelle frequenze C-band, Ku-band, Ka-band e L-band.
Express AM4, con la capacità di generare fino a 16kW di potenza elettrica, è stato il più potente satellite mai costruito in Europa.

Secondo i tecnici della EADS Astrium la mancanza di una adeguata quantità di propellente è stata la causa del mancato raggiungimento dell’orbita e dell’impossibilità di continuare la missione. Per questa ragione la Russia ha dichiarato la missione un completo fallimento e ha ottenuto il pagamento del danno subito da parte dell’assicurazione. E’ già stato ordinato un nuovo satellite sostitutivo da lanciare entro la fine del 2013.

Un’altra compagnia di comunicazioni, la Polar Broadband Systems Ltd., aveva contattato i responsabili Russi per ottenere che il satellite non venisse distrutto, ma potesse essere posto su un’orbita differente utilizzando il poco propellente disponibile, cosicché potesse fornire servizi di telecomunicazioni per la zona del Polo Sud della Terra.

La richiesta prevedeva di porre Express AM4 in un’orbita ellittica compresa fra le 15.500 e le 29.000 miglia di altitudine (25.000 – 46.700 km circa) con un’inclinazione di 51,1 gradi, che avrebbe consentito una copertura per 14 ore al giorno delle zone dell’Antartico dove sono presenti le basi di ricerca degli Stati Uniti d’America, come dichiarato da l’ex astronauta e manager della NASA Bill Readdy, co-fondatore di Polar Broadband Systems Ltd..

In questi siti di ricerca la maggior parte degli scienziati non dispone di accesso ai sistemi comunicazione a banda larga forniti dai satelliti posti in orbita equatoriale, pertanto l’utilizzo di Express AM4 avrebbe rappresentato un notevole incremento della capacità di ricezione e trasmissione delle centinaia di gigabyte di dati scientifici raccolti giornalmente.

La Polar Broadband Systems Ltd. ha contattato anche il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America e John Holdren, consigliere scientifico della Casa Bianca, per ottenere un supporto alle proprie richieste, tuttavia né l’Agenzia Spaziale Russa né la compagnia di assicurazione del satellite hanno fornito delle risposte e domenica hanno proceduto alla distruzione del satellite.

Le ragioni di questa decisione, secondo quanto riportato da Readdy, erano basate sulla massiccia dose di radiazioni che avrebbero colpito il satellite e sul rischio di collisione con altri oggetti nella nuova orbita. Secondo la Polar Broadband Systems Ltd., invece, la maggiore dose di radiazioni avrebbe comunque consentito la piena operatività di Express AM4 per almeno dieci anni e il rischio di collisioni era da considerarsi nullo.

Attualmente la National Science Foundation (NSF), che gestisce le stazioni di ricerca degli USA in Antartide, utilizza satelliti ormai datati per la gestione delle comunicazioni con le stazioni di ricerca al Polo Sud: il satellite meteorologico GOES 3 (lanciato nel 1978), i satelliti di trasmissione della NASA TDRS 3 e 5 (lanciati rispettivamente nel 1988 e 1991), ed è in trattativa per fare attivare il satellite Skynet 4C per le comunicazioni Polari.

Il costo di lancio di un satellite dedicato alle telecomunicazioni per i siti di ricerca in Antartide sarebbe compreso fra i 100 e i 500 milioni di dollari, secondo quanto riportato da Dennis Wingo, un altro co-fondatore della Polar Broadband Systems Ltd., ma è al di la delle possibilità della NSF a causa delle ristrettezze di budget; lo spostamento di traiettoria dl Express AM4 avrebbe avuto un costo di soli 20 milioni di dollari.

Fonte  SpaceFlightNow.com

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Giuseppe Corleo

Ingegnere meccanico per corso di studi, informatico in ambito bancario per professione, appassionato di tutto ciò che riguarda astronomia, astronautica, meccanica, fisica e matematica. Articolista del sito Astronautinews.it dal 2011.