Un altro passo in avanti per il J-2X

La Pratt & Whitney Rocketdyne ha completato il primo di una serie di test a caldo sul propulsore J-2X, che è in fase di sviluppo per conto della NASA. Il J-2X consentirà all’essere umano di spingersi nelle zone più remote dello spazio, infatti l’ente spaziale americano ha scelto il J-2X come upper stage per il nuovo heavy lifter Space Launch System (SLS) in fase di studio.
Si è trattato di un test alimentato, dedicato alla valutazione del range completo delle condizioni operative dei componenti del motore durante il volo.

Walt Janowsky, il program manager di J-2X per l’azienda del Connecticut, ha sottolineato l’importanza della riuscita di questo test e soprattutto del fatto che esso ha permesso agli ingegneri della PWR di raccogliere dati importanti e di comprendere al meglio l’operato delle turbopompe: “Ogni nuovo test ci avvicina sempre più alla certificazione finale del propulsore e siamo certi che il J-2X sarà pronto per portare gli esseri umani verso destinazioni nello spazio mai raggiunte prima; asteroidi e Marte inclusi. Siamo determinati a continuare a lavorare con la NASA per il futuro del volo spaziale umano.”

Il sistema di alimentazione è costituito da determinati componenti collocati sulla parte superiore del thruster. Essi includono il gas generator, le turbopompe per l’ossigeno e l’idrogeno criogenici, e le varie tubazioni, valvole, e controlli che portano i propellenti assieme nelle turbine delle due turbopompe. Pratt & Whitney Rocketdyne svolgerà test a caldo con il sistema di alimentazione nel corso della prossima estate, variando le pressioni, le temperature ed i flussi in gioco, per assicurare questo nuovo propulsore, derivato dai motori J-2 del vettore lunare Saturn V, al futuro dell’esplorazione spaziale umana.

La Pratt & Whitney Rocketdyne fa parte della United Technology Corp. ed è parte della Pratt & Whitney.

Fonte: Pratt & Whitney

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Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.