Nessun ostacolo per lo sviluppo di Skylon

La European Space Agency (ESA) ha concluso in una valutazione tecnica dello spazioplano Skylon, che non ci sono ostacoli significativi alla continuazione del suo sviluppo. Il rapporto tecnico è stato commissionato ad ESA dalla UK Space Agency (UKSA).

Nel rapporto si legge: il successo del futuro test sul motore in progetto significherebbe una “svolta globale nel campo della propulsione”. Il propulsore ed il veicolo, inoltre, possono essere sviluppati utilizzando “tecnologia già esistente”.

Reaction Engines Ltd., la compagnia privata che si occupa dello sviluppo di Skylon, condurrà questa estate un’importante dimostrazione della tecnologia di raffreddamento dell’aria in ingresso alla camera di combustione, elemento chiave di tutto il progetto.

Skylon è uno spazioplano non pilotato, riusabile e SSTO (Single Stage To Orbit). Potrà garantire, secondo i progettisti, un accesso in LEO ad un carico pagante fino a 15 tonnellate a circa un cinquantesimo del costo dei vettori tradizionali. Il motore SABRE è l’elemento più innovativo dello spazioplano: fino ad un’altitudine di circa 26 km ed una velocità pari a Mach 5 utilizza idrogeno liquido ed ossigeno prelevato dall’aria, in maniera molto simile agli aeroplani convenzionali, mentre usa ossigeno liquido alimentato da serbatoi interni nelle ultime fasi dell’ascesa.

La valutazione tecnica commissionata da UKSA prevedeva due stadi. Il primo consisteva in una serie di visite tecniche da parte di ESA per valutare i progetti di Reaction Engines ed assistere a test sulle performance di varie componenti. La seconda parte, denominata Skylon System Requirement Review, si è tenuta il 20 e 21 settembre 2010 ed hanno partecipato un centinaio di esperti internazionali che hanno commentato e posto questioni sulla fattibilità tecnica ed economica del progetto.

Pur essendo ancora lunga la strada dello sviluppo di Skylon, questa importante valutazione da parte di due enti governativi come ESA ed UKSA dà una grossa iniezione di fiducia a tutto il progetto. La prossima estate la tecnologia di raffreddamento verrà testata utilizzando un motore di un aereo convenzionale. Secondo Reaction Engines, se questo test si rivelerà un successo, investitori privati saranno pronti a investire 350 milioni di dollari per portare Skylon alla fase successiva: la produzione di un dimostratore a terra dell’intero ciclo del motore SABRE.

Fonti: UKSA, Reaction Engines Ltd.

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.