Testato il sistema di sicurezza per i vettori Atlas e Delta

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Il sito di spaceflightnow.com riporta gli sviluppi del progetto della United Launch Alliance di rendere i propri vettori idonei al lancio di veicoli commerciali con equipaggio. Il processo riguarda gli Atlas 5 ed i Delta 4, ed ha il sostegno della NASA, che ha gia' contribuito con circa 6.7 milioni di dollari l'anno scorso; la somma e' stata destinata alla realizzazione di un sistema di allarme (Emergency Detection System – EDS) che identifichi l'insorgere di problemi al vettore e di conseguenza dia l'avvio alle idonee procedure di abort.
L'obiettivo di ULA (una joint venture tra Boeing e Lockheed Martin) e' avere il sistema pronto entro il 2014, perche' proprio per quella data e' previsto che siano disponibili le prime navicelle commerciali. Boeing ha allo studio il CST-100, una capsula da 7 posti, mentre Sierra Nevada sta sviluppando lo spazioplano Dream Chaser. Anche la Orbital Sciences potrebbe usufruire dell'Atlas 5 per il suo Prometheus. In pratica, l'unico progetto privato per cui ULA non prevede possibilita' di fornire i vettori e' il Dragon di SpaceX, che come noto ha scelto di produrre in proprio il suo razzo Falcon.
Al momento, il "cliente" piu' probabile per il Delta 4 e' la capsula governativa Orion, sopravvissuta al programma Constellation, mentre gli altri operatori sono maggiormente interessati all'Atlas.
L'EDS e' la principale miglioria che e' stata necessaria per rendere gli Atlas ed i Delta idonei al volo umano, anche se l'ultima parola sulla certificazione spettera' alla NASA. Piuttosto, occorreranno modifiche alle strutture di lancio, per permettere l'accesso agli equipaggi ed eventualmente sostenere un ritmo di lanci piu' serrato.
Un prototipo dell'EDS e' stato testato durante un lancio Atlas lo scorso agosto. In dicembre, invece, e' stato simulato un abort in una prova condotta all'interno di un laboratorio computerizzato: e' proprio di questo test che e' stato reso noto il risultato nel corso della conferenza sul trasporto commerciale spaziale indetta dall'FAA tenutasi in questi giorni.
Ben 4 diversi problemi sono stati ricreati nella simulazione, e l'EDS li ha correttamente identificati tutti. La cosa ha generato qualche commento compiaciuto, in quanto l'ultimo problema reale manifestatosi su un Atlas risale al 1993.
La versione del vettore piu' appetita dalle imprese commerciali e' la cosiddetta 402, che prevede 2 propulsori RL10 sullo stadio superiore e nessun booster a propellente solido. Il motore principale dell'Atlas, di fabbricazione russa, puo' essere parzializzato per generare una accelerazione al decollo di 4 g, non pochissimi, ma alla portata di qualunque astronauta allenato.

Nell'immagine (fonte Boeing) possiamo vedere una raffigurazione realistica di un Atlas sormontato da una capsula CST-100

fonte: spaceflightnow.com

Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.