Possibile integrazione voli Dragon-C2 e Dragon-C3

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

La NASA stà valutando la possibilità di unificare i due prossimi test di volo della capsula Dragon, così come richiesta dalla società SpaceX.

Dopo il debutto positivo dello scorso Dicembre, la società privata che gestisce il programma ritiene infatti di poter integrare i due rimanenti voli di test, e quindi di essere in grado di far agganciare la capsula Dragon/COTS alla stazione già dal prossimo volo, per poter poi iniziare  le missioni operative di approvvigionamento alla ISS.

I tecnici dell' Agenzia Spaziale USA, in stretta collaborazione con quelli della SpaceX stanno esaminando accuratamente tutti i dati registrati durante la missione Dragon/COTS-1, riconosciuta comunque come un successo.

Alan Lindenmoyer, manager NASA dell'ufficio per la gestione del programma COTS, al JSC di Houston, ha dichiarato che prima di dare il via libera alle richieste della SpaceX, occorre certificare tutti i parametri raccolti durante il primo volo. Durante il volo sono infatti state rilevate alcune anomalie che benchè non gravi devono essere spiegate e risolte prima dei prossimi lanci. Tali problemi non sono stati divulgati da NASA e SpaceX ma la loro comprensione è condizione necessaria per proseguire il programma di test.

La NASA ha richiesto inoltre alla SpaceX di presentare una proposta dettagliata che dimostri il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti nei due distinti voli dimostrativi programmati a suo tempo e nel caso la prima serie di test sia positiva e il propellente a bordo sufficiente per compiere la seconda fase questa potrà essere approvata.

La SpaceX dovrà dimostrare la capacità di effettuare una missione con durata molto più lunga di quella già raggiunta, con il mantenimento di scorte di propellenti, la capacità di abortire il rendez-vous e di allontanarsi dalla ISS e la capacità di accensione dei motori per tempi prolungati.

C'è da considerare che sulla prossima Dragon dovranno essere montate apparecchiature assenti nel primo volo, cioè pannelli solari, sistemi di avvicinamento, meccanismi per poter essere agganciata dal Canadarm-2 e rack interni per il carico.

La NASA si aspetta risposte esaurienti entro poche settimane per poter decidere in merito.

Dal canto suo, Elon Musk si è dichiarato ottimista sulle capacità del proprio staff per soddisfare tutte le richieste.

A contorno di tale dichiarazione, parlando di un'eventuale versione abitata di Dragon, Musk ha aggiunto che dal momento della stipula del contratto potrebbe entrare in servizio nell'arco di 3 anni con un costo di circa 1 miliardo di dollari per la conversione da cargo a "manned".

Fonte: Spaceflightnow.com

Fausto dell'Orto

Fausto dell'Orto, articolista storico di AstronautiNEWS e gia' attivo su ForumAstronautico.it, ha collaborato con questo blog dalla sua fondazione fino al luglio 2011.