Deep Impact/EPOXI si prepara ad incontrare la cometa Hartley 2

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Ancora poche decine di ore e la missione Deep Impact, nella sua fase chiamata DIXI, arriverà al punto di minima distanza o closest approach dalla cometa 103P/Hartley, nota anche come Hartley 2. Il 4 novembre prossimo alle 13:50 GMT lo spacecraft sarà infatti a circa 700 km dalla superficie cometaria.

Quello con Hartley 2 è il secondo incontro con una cometa da parte di Deep Impact, rinominata EPOXI dopo l'esensione della missione da parte della NASA. In questo caso non verrà rilasciato nessun impattante contro la cometa, ma verranno utilizzati camere e spettrometri di bordo per le analisi scientifiche.

Deep Impact, lanciata nel gennaio 2005 attraverso un Delta II dalla Cape Canaveral Air Force Station, ha completato la missione primaria nello stesso anno del lancio, studiando la cometa 9P/Tempel attraverso il rilascio di un impactor e lo studio del cratere e del plume di ghiaccio e polveri conseguenti. Dopo questo successo è stata ribattezzata EPOXI – un'unione di DIXI (Deep Impact Extended Investigation) e EPOCh (Extrasolar Planet Observation and Characterization) – per evidenziare maggiormente i due obiettivi della missione estesa: lo studio dei pianeti extrasolari e di ulteriori comete, pur senza impatto.

Per raggiungere le condizioni corrette necessarie al flyby di questi giorni, il 28 maggio scorso era stata portata a termine un'accensione dei propulsori, mentre il 27 giugno un gravity assist terrestre ha consentito una variazione di velocità necessaria per arrivare all'appuntamento del 4 novembre con Hartley 2, un altro ambizioso obiettivo scientifico del nostro Sistema Solare.

Fonte: Planetary Society