Continua l’odissea incontrollata di Galaxy 15

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Il satellite fuori controllo Galaxy 15 rischia di incontrare altri tre satelliti per telecomunicazioni in orbita geostazionaria, prima di perdere definitivamente potenza verso la fine di agosto o l’inizio di settembre e arrestare la sua folle deriva.

Il satellite ha smesso di rispondere ai comandi del controllo missione già da aprile, probabilmente a causa di un flare solare che ha compromesso i circuiti elettronici di bordo.
Tuttavia gli esperti sono ancora al lavoro per cercare di capire le vere cause che hanno provocato il tracollo del Galaxy 15.
Potrebbe anche darsi che il malfunzionamento non sia dovuto ad un unico fattore.

Il Galaxy 15, subito dopo l’anomalia, ha iniziato a spostarsi alla deriva verso est allontanandosi dalla posizione operativa, rischiando così di travolgere altri satelliti a trentaseimila chilometri sopra la Terra.

Il problema della perdita di posizione non è il solo; infatti, il guasto ai circuiti elettronici ha fatto sì che l’antenna a banda C rimanga attiva e continui a trasmettere segnali che potrebbero interferire con altri satelliti operativi.
Invano si è tentato di ristabilire il controllo del satellite.

Intelsat, gestore del satellite, e la concorrente SES World Skies nel maggio scorso avevano messo a punto una complessa manovra per far in modo che Galaxy 15 non interferisse con AMC 11, che trasmette segnali televisivi in alta definizione a tutto il Nord America.
SES ha ordinato ad AMC 11 di procedere davanti al Galaxy e ha rimpiazzato la sua posizione con un nuovo satellite, per non perdere la continuità delle trasmissioni.

Dopo aver superato AMC 11, Galaxy 15 ha raggiunto un gruppo di quattro satelliti gestiti dalla stessa Intelsat; all’inizio del mese anche Galaxy 13 è stato superato senza problemi.

Tuttavia questa settimana, secondo quanto scritto in un post sul blog della compagnia, Galaxy 15 dovrebbe avvicinarsi pericolosamente anche a Galaxy 14; il C.A. è previsto per venerdì prossimo.

Galaxy 14 trasmette principalmente in banda C e fornisce servizi di telecomunicazione a tutta la zona U.S.

Intelsat utilizzerà una vasta gamma di antenne e altri satelliti relay per isolare i segnali di Galaxy 14 in modo tale che non vengano sovrastati da quelli corrotti di Galaxy 15.

Verso la fine di Agosto, Galaxy 15 nella sua marcia incontrollata verso est incontrerà Galaxy 18 e Galaxy 23.

In ogni caso si prevede che il sistema di controllo dell’assetto si saturi entro la fine del prossimo mese o per gli inizi di settembre, così che i pannelli solari perdano la posizione e il tracciamento del sole e smettano di produrre energia elettrica.

Dopo il reset elettrico si tenterà nuovamente di prendere contatto con il satellite.

J.R. Thompson, presidente di Orbital, costruttrice del Galaxy, ha detto che sono già state sviluppate delle precauzioni e aggiornamenti software per la nuova serie di satelliti in costruzione per evitare che incidenti simili possano ripresentarsi in futuro.

La disavventura del Galaxy 15 è costata ben 2,5 milioni di dollari a Orbital; la compagnia prevede di spenderne un altro milione per arginare il problema nei prossimi mesi.

Galaxy 15 era stato lanciato il 13 ottobre 2005 a bordo di un Ariane 5GS, insieme al satellite francese Syracuse 3A.
Avrebbe dovuto operare per almeno 15 anni.

Fonte: Intelsat, SFN.

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Filippo Magni

Appassionato di spazio, studente di ingegneria aerospaziale presso il Politecnico di Milano. Collabora all'amministrazione del forum come "Operations Officer". Scrive su AstronautiNEWS da maggio 2009.

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