NASA e JAXA unite per la Terra

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Le agenzie spaziali Statunitense e Giapponese hanno dato inizio lunedi’ scorso ad una rivoluzionaria collaborazione volta ad integrare le rispettive risorse satellitari. La cooperazione permettera’ di raddoppiare la quantita’ di dati finalizzati allo studio del rischio terremoti, del declino delle foreste e dell’evoluzione delle risorse idriche nelle Americhe.

La rete di tracciamento e ricezione dati della NASA viene usata per raccogliere le trasmissioni del satellite giapponese ALOS (Advanced Land Observing Satellite), quando questo si trova ad effettuare rilievi sul continente americano. In questo modo il numero di osservazioni e la copertura delle stesse viene piu’ che raddoppiato.

Tra gli strumenti montati su ALOS, il radar PALSAR e’ in grado di misurare con precisione la distanza della superficie terrestre in qualunque condizione meteo, di giorno e di notte. Questi dati vengono usati per studi sismologici, vulcanologici ed idrogeologici, nonche’ sul mutamento climatico. Attualmente la NASA non dispone di uno strumento analogo al PALSAR, sebbene sia prevista una missione per immetterne uno in orbita entro la fine del decennio; da qui la richiesta di collaborazione con JAXA per fornire dati agli studiosi americani.

Secondo Craig Dobson, direttore del programma rischi naturali della Divisione Scienze della Terra presso la NASA, “Il flusso allargato di dati di ALOS aumentera’ in modo significativo la capacita’ dei nostri scienziati di monitorare  regioni a rischio sismico come Haiti ed il Cile. Ora siamo in grado di osservare variazioni molto piccole nell’altimetria di superficie, associate alla crescita e rilascio di forze che si accumulano nelle zone sismiche, virtualmente sull’intero continente americano, con rilevazioni effettuate ogni 46 giorni. Gli scienziati saranno anche in grado di controllare le variazioni stagionali nei livelli di risorse idriche sotterranee.”

fonte: NASA

Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.