STS-130: le ipotesi di rinvio e riprogrammazione del lancio

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

A seguito del fallimento di alcuni test al banco delle linee flessibili dell'ammoniaca che uniranno Unity al Nodo 3 e permetteranno il raffreddamento di quest'ultimo, sono in analisi tre diverse opzioni scaturite dalla necessità di riprogettare e costruire i condotti che uniranno i moduli.
Le tubazioni sotto analisi sono costruite da una ditta Californiana e avrebbero dovuto essere consegnate questa settimana al KSC in vista del lancio della missione il prossimo 7 febbraio.
Si stanno quindi valutando attualmente diverse opzioni alternative, e in particolare:
– Lanciare come programmato la missione il 7 febbraio ma senza i nuovi componenti agganciando il Nodo 3 alla ISS ma non attivandolo per la mancanza dei sistemi di raffreddamento.
Il modulo verrebbe collegato esclusivamente all'energia elettrica indispensabile e attivato solo durante un successivo volo. In tale volo verrebbero trasportate sulla ISS le nuove tubazioni e si potranno svolgere le EVA di installazione con il successivo spostamento di Cupola dal portello di sinistra a quello di nadir e il PMA-3 dallo zenith del Nodo 2 al sinistro di Tranquility.
– La seconda opzione è quella di rimandare il lancio aspettando la costruzione e la consegna dei nuovi componenti, in questo caso sarebbe prevedibile uno slittamento della missione di circa 1-2 settimane.
– L'ultima ipotesi, attualmente la meno considerata è quella di scambiare lo svolgimento delle missioni fra STS-130 e la successiva STS-131.

L'ipotesi raccomandata nella riunione odierna dei vertici del programma è la prima illustrata, ovvero un lancio come programmato ma con una missione ridotta per l'impossibilità di attivare completamente il modulo.
Secondo questa ipotesi si eseguirebbe la prima EVA, come programmato, per collegare l'alimentazione elettrica del modulo e tenerlo in questo modo in vita. Due giorni dopo la seconda EVA verrebbe utilizzata per svolgere tutti i task non relativi all'attivazione del Nodo e la terza e ultima EVA verrebbe cancellata riducendo la missione di due giorni.
Per domani è prevista la presentazione di un nuovo piano di volo riadattato secondo tale ipotesi che includerebbe tutti i task comunque eseguibili compreso un eventuale modo per attivare il modulo anche senza l'utilizzo delle linee di ammoniaca in questione.

Intanto la preparazione al lancio procede senza altri grossi intoppi, oggi è stato dato il "GO" per trasferire in rampa il payload della missione ed essere inserito nella stiva della navetta.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.

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