Nuove opportunità di volo italiane all’orizzonte, il PLM sarà pagato dall’Italia

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Stanno venendo alla luce una alla volta le indiscrezioni sugli accordi che saranno alla base della permanenza definitiva sulla ISS di uno degli MPLM, Raffaello, costruiti con finanziamenti italiani e che verrà trasformato in PLM (Permanent Logistics Module).
Anche se non ancora ufficializzato i lavori di riconversione e modifica del modulo prescelto, in particolare l'applicazione dello scudo anti micrometeoriti, verrebbero pagati dall'Italia come già fu pagata la realizzazione di essi, investendo quindi ulteriori 20 milioni di euro circa (secondo le stime del piano di modifiche proposto nel 2008 e inizialmente rifiutato) per tale nuova opportunità.
Il modulo una volta in orbita potrà ospitare al suo interno fino a 16 nuovi rack, parte di questi probabilmente ospitanti esperimenti scientifici non complessi.

Il nuovo investimento ASI dovrebbe portare, anche se non ancora ufficializzato, ad un ulteriore sensibile incremento nelle opportunità di volo future per astronauti del nostro Paese. In particolare attualmente si parla in via ufficiosa, tramite il nuovo accordo bilaterale ASI-NASA, di un volo su Orion o sul futuro mezzo abitato USA e 6 opportunità di volo sulla ISS, di cui 3 di breve durata e 3 di 6 mesi ciascuna.

In discussione e rianalisi anche la destinazione del nuovo futuro modulo della ISS. Visto il suo prossimo arrivo è in fase di ridefinizione la struttura della ISS per poter mantenere tutte le richieste dei partner coinvolti e la flessibilità necessaria per assicurare il completo svolgimento delle operazioni.
In particolare è necessario avere una posizione di aggancio (CBM) e una di backup per i futuri mezzi in arrivo sulla ISS (HTV, Dragon, Cygnus…) e un punto di aggancio primario e uno di backup per Orion e/o altri mezzi abitati.
Inoltre, vista la funzione del PLM si vorrebbe posizionarlo in una zona facilmente raggiungibile dai laboratori, ovvero il nodo 2 Harmony, stessa cosa dicasi per HTV per il quale l'agenzia Giapponese richiede almeno per uno dei due siti di aggancio la vicinanza con Kibo.
L'idea sarebbe quindi di installare il PLM sul portello di zenit di Harmony rivalutando però l'attuale posizione prevista per il Nodo 3 Tranquillity che potrebbe ritornare al portello di nadir di Unity per poter avere le porte di aggancio di backup.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.