ASI: Rosa in orbita a ferragosto

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

La conferma è arrivata durante il workshop sulla missione indiana Oceansat-2, organizzato dall’ASI a Roma. Il lancio del satellite a bordo del quale si trova lo strumento italiano Rosa avverrà dalla nuova base dell’ISRO (l’Agenzia Spaziale Indiana) di Sriharikota, nell’Andra Pradesh, a cavallo di ferragosto. “Due tecnici di Thales Alenia Space Italia sono al lavoro e venerdì 26 giugno – spiega Vittorio De Cosmo, responsabile ASI della missione – verranno perfezionate le operazioni di sistemazione di Rosa a bordo del satellite Oceansat-2". Da lunedì tutto verrà spostato nella camera di termovuoto”, vale a dire in un ambiente che simula le condizioni di assenza di atmosfera in cui si troverà a lavorare. Questa fase di “qualifica spaziale”, durante la quale verrà continuamente monitorato lo stato del satellite e degli strumenti a bordo, durerà tre settimane. “Quindi intorno al 20 luglio – continua De Cosmo – Oceansat-2 verrà trasportato alla base di lancio. Dove cominceranno le lunghe e complesse operazioni per sistemarlo sul vettore”.

La parte più delicata di quest’ultima fase pre-lancio è il riempimento dei serbatoi del satellite di idrazina: “si tratta – precisa De Cosmo – di un combustibile da maneggiare con grande cautela, perché molto esplosivo e pericoloso”. L’idrazina avrà due compiti molto importanti. Durante gli almeno 5 anni di vita del satellite alimenterà i motori che ne “aggiusteranno” periodicamente l’orbita, ogni qualvolta questa dovesse scadere dai circa 700 kilometri di quota. A fine vita, poi, servirà a indurre l’autodistruzione delle strutture, bruciandole prima del contatto con l’atmosfera. “In linea – precisa De Cosmo – con le ultime direttive in materia di Space Debris”.

La missione rappresenta indubbiamente uno degli aspetti più qualificanti del programma di collaborazione tra ASI e ISRO. Su Oceansat-2 lavoreranno tre strumenti: Rosa, Scat e Ocm-2. Gli ultimi due servono al monitoraggio degli oceani: Scat è uno scatterometro in banda Ku che serve a misurare i campi vettoriali di vento sulla superficie del mare, mentre Ocm-2 è una camera nel visibile e nel vicino infrarosso che analizza la colorazione delle acque. Rosa, invece, è lo strumento tutto italiano che lavorerà in radio occultazione con i satelliti di navigazione. 

Fonte: ASI

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.

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