STS-134 and counting

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

E' probabilmente un altro passo verso la sua ufficializzazione ma dall'ultima review del programma di lanci della ISS per i prossimi due anni è comparsa questa volta come volo reale e non più come "possibile" la missione STS-134 per il trasporto sulla ISS, come payload principale, di AMS (Alpha Magnetic Spectrometer), l'importante strumento per la ricerca nei campi della fisica e dell'astrofisica di base e che vede la collaborazione per la realizzazione di diversi Paesi sparsi in tutto il mondo (per un totale di circa 1.5 miliardi di dollari di costo) e tra cui l'Italia partecipa fra i principali finanziatori.
Con l'inserimento della missione all'interno del calendario dei lanci sono stati ovviamente definiti anche la data di lancio, che per ora è fissata al 16 Settembre 2010 e la navetta, il Discovery.
Un'altro motivo di interesse per l'Italia oltre alla strumentazione scientifica di AMS è la possibile partecipazione alla missione di Roberto Vittori, già al JSC per l'addestramento al suo primo volo shuttle (dopo i due a bordo della Sojuz) e in fase di assegnazione ad una delle missioni del 2010 (STS-130 esclusa per equipaggio già nominato).
Sempre per l'inserimento della missione STS-134 in calendario è in fase di rivalutazione la distribuzione dei ricambi (ORU) fra le quattro missioni ora disponibili visto che il trasporto di AMS lascerà molto spazio e peso disponibile per altro materiale nella propria missione, con le tre missioni precedenti, STS-131, STS-132 e STS-133, che saranno completamente dedicate al trasporto di ricambi e materiale di scorta (fra questi probabilmente anche il nuovo anello del SARJ che non verrà installato ma solamente trasportato sulla ISS per esigenze eventuali future).

Dopo la missione STS-134 che attualmente rimane l'ultima del programma Shuttle regna ancora l'incertezza, ma da alcune notizie trapelate dagli stabilimenti NASA, e in particolare al MAF, dove vengono costruiti e assemblati i serbatoi esterni della navetta sembra possibile un prolungamento delle attività in orbita della navetta (al costo di circa 3 miliardi di dollari all'anno) con la costruzione degli ET-140 (STS-135) e ET-141 (STS-136) approvata e iniziata da pochi giorni con inoltre, i lavori di ripristino del serbatoio ET-122, danneggiato dall'uragano Katrina, precedentemente abbandonato e ora in fase di reimmissione in linea che proseguono e consistono ora nella rimozione della schiuma originale per riportarlo agli standard attuali di volo.

  Questo articolo è copyright dell'Associazione ISAA 2006-2024, ove non diversamente indicato. - Consulta la licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.