Testato un SRB per valutare le prestazioni a lungo termine in STS e Ares I

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Martedì scorso, nell'ambito del programma Shuttle, NASA ha effettuato un test di accensione di un booster a propellente solido della navetta, durato 123 secondi. Il test ha lo scopo di evidenziare i mutamenti delle prestazioni del propulsore dopo uno stoccaggio di alcuni anni. I propulsori a solido SRBs (Solid Rocket Boosters) sono infatti certificati per 5 anni dalla data di produzione, meno dei 7 anni del booster testato in questa settimana: questo consentirà di valutare gli effetti del tempo su spinta, impulso specifico ed altri parametri propulsivi sul motore a solido più vecchio mai testato nel programma shuttle.

Il test rientra nel programma STS ma servirà anche per fornire importanti informazioni sull'utilizzo dei boosters nel programma Constellation, e più precisamente in Ares I e Ares V. I dati ricavati dal test saranno utili per il progetto finale del lanciatore di Orion, sia da NASA che da ATK Launch Systems, che costruisce i motori a propellente solido.

Il test, portato a termine sotto la guida del centro NASA Marshall, sembra aver dato, seppur preliminarmente, buoni risultati. La combustione è avvenuta regolarmente, mentre i dati verranno analizzati da NASA e ATK nelle prossime settimane, consentendo di prevedere una certificazione più lunga per i nuovi boosters di Ares I.